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Rifiuti, oltre lo spazio-tempo della discarica

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    di Angelo Sanzò – Presidente del Comitato Scientifico di Legambiente Molise

     

    La scelta del luogo in cui collocare una discarica di rifiuti, contrariamente a quanto si possa, in prima istanza, immaginare, è un’operazione alquanto complessa, se non altro per i concomitanti, molteplici requisiti, necessariamente, richiesti alla specifica località.

    Infatti, i parametri fondamentali cui si fa riferimento, non possono non essere in linea con ogni potenziale conseguenza, atta a causare fenomeni inquinanti a carico del suolo coinvolto, per tempi sufficientemente lunghi, tanto in superficie che in profondità.

    È importante, cioè, che i terreni interessati posseggano un consistente grado d’impermeabilità, indipendentemente dall’ovvia considerazione che l’involucro, chiamato a contenere i depositi di scarto, sia convenientemente protetto e rivestito. Lo stesso deve trovarsi in condizioni di stabilità geoidrologica ovvero al riparo di fenomeni franosi e inondativi. Infine, è bene che tali impianti siano sistemati in aree con sismicità contenuta, al fine di limitare eventuali effetti trancianti a carico dell’approntato contenitore, in occasione di fenomeni sismo turbativi.

    Rimane, tuttavia, l’ormai, da tempo, acclarata convinzione che l’uso delle discariche debba essere considerata la scelta finale, quale ultima modalità allocativa dei residui minimali di quanto prodotto. Il tutto preceduto dalla messa in atto, sia da un adeguato e massimamente spinto processo circolare, che da una pari ed efficiente operazione di raccolta differenziata.

    Sulla base dei dati disponibili, le percentuali relative alla Regione Molise indicano che, nel complesso, la Provincia di Campobasso è più performante di quella di Isernia. In riferimento ai tre Comuni più popolosi, la graduatoria vede in testa la città di Isernia, seguita da Termoli e dal Capoluogo regionale.

    Le percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti risultano essere, decisamente, molto più alte nella stragrande maggioranza dei centri minori. Annualmente, infatti, Legambiente, premia i Comuni più virtuosi, significativamente, denominati “RICICLONI”.

    È, com’è noto, altresì, importante la possibilità di ricavare energia dai rifiuti, in particolare dalla frazione organica, tramite digestione anaerobica, per la produzione di biogas, in particolare, biometano. In Molise è attivo, già da qualche tempo, l’impianto a biomassa, sito nel Comune di Guglionesi, in grado di gestire la frazione organica dei rifiuti solidi urbani proveniente da una larga fascia di Comuni del basso Molise.

    Inoltre, sia per produrre energia, che per recuperare sostanze, utili alle industrie chimiche, per dar vita a merci ulteriori, è possibile far riferimento al waste to chemicals ovvero alla trasformazione chimica di particolari materie. Si possono ricavare, ad esempio, dalle plastiche non riciclabili, sostanze come il metanolo e/o l’etanolo, utilizzabili, sia quali materie prime seconde, che come carburanti puri o anche miscelati con altri di diversa provenienza, comunque a più bassa impronta carboniosa.

    Infine, nel ribadire che il conferimento dei rifiuti in discarica non può che restare l’ultima opzione del loro trattamento, diventa particolarmente importante la possibilità di sfruttare al massimo la capienza volumetrica di ciascuna di esse.

    Nello specifico, considerato il basso livello di raccolta differenziata, in diverse realtà, tuttora e ancor più nei tempi passati, è presumibile, a ragione, ipotizzare la presenza in esse di sostanze, potenzialmente, recuperabili, riciclabili e/o riutilizzabili. Pertanto, l’operazione suggerita, indicata come Landfill Mining, permette sia di bonificare le discariche in fase di saturazione, che di riconsegnare nuovi volumi ad ulteriori, finalmente, inertizzati  conferimenti.

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