Rianimatore No Vax mai sospeso, interviene l’Ordine dei Medici: “Asrem non ci ha comunicato nulla”
Interviene il presidente De Gregorio: “L’ordine non ha potere indagatore né sanzionatorio. Avvisiamo l’iscritto della sospensione su indicazione dell’Asrem”
Sars-Cov 2, vaccini, medici, decreto Draghi e relative regole. Gira attorno a queste voci la conferenza stampa dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Campobasso dopo il caso di Giuseppe Germele, facente funzione da primario in Anestesia e Rianimazione al San Timoteo di Termoli.
Medico vicino ai no-vax, fino a pochi giorni fa neanche vaccinato (e per questo neanche mai sospeso dall’Asrem), lo stesso avrebbe finanche avallato in corsia teorie complottiste a proposito dei vaccini. Al riguardo c’è in corso un’indagine dei carabinieri del Nas su delega della Procura di Larinoper omissione in atti di ufficio, ma nel frattempo ci si è anche chiesto perché l’Ordine dei medici non sia intervenuto per tempo.
E i professionisti iscritti all’albo provinciale non hanno tardato a rispondere. Risentito per “aver attribuito a quest’Ordine responsabilità che non ha per legge”, il presidente di Campobasso, Pino De Gregorio, apre l’incontro “chiarificatore” con i media partendo da una certezza incontrovertibile: per medici e operatori sanitari “dissidenti” – come previsto dal decreto Draghi emesso il primo aprile scorso che ha imposto l’obbligatorietà dei vaccini per gli operatori sanitari – dovrebbero scattare la sospensione prima e successivamente la radiazione. Ma la comunicazione, sempre secondo la normativa varata dal Governo, “deve essere inviata anche agli ordini professionali dall’Azienda” perché “l’ordine dei medici non ha potere indagatore né sanzionatorio. Deve, pertanto, avvisare l’iscritto dell’eventuale sospensione su indicazione formale dell’Asrem”.
Nel caso del dottor Germele, in servizio presso l’ospedale San Timoteo di Termoli “ma iscritto all’ordine dei medici di Ancona – ha precisato De Gregorio – l’impegno e le incombenze da parte nostra sono nulle perché l’Asrem non ci ha mai inviato alcuna comunicazione al riguardo”.

Incentra la seconda parte del suo discorso sull’importanza del decretolegge varato lo scorso aprile che ha un obiettivo: “tutelare la salute pubblica e dunque prevenire la diffusione del Sars-Cov2 fra chi ha a che fare con un paziente” per tornare a ribadire, ancora, che le “sospensioni vanno attuate dall’Azienda in quanto obbligo di legge”.
Il decreto legge del primo aprile invita le Regioni “ad attivarsi nei confronti delle aziende sanitarie per la verifica dei vaccini a carico dei dipendenti sanitari che operino nel pubblico o nel privato – spiega De Gregorio -. E al comma quattro si legge chiaramente che a fronte dell’attività ispettiva eseguita dall’azienda si deve comunicare ex lege – vale a dire per legge – la sospensione dell’attività sanitaria qualora ci siano operatori sanitari che non assolvono al requisito rappresentato dalla vaccinazione”.
Quindi specifica che “a cinque mesi dalla promulgazione del decreto, in questa sede non è giunta alcuna segnalazione dall’Asrem su medici che siano no-vax o non vaccinati. Pertanto non si è proceduto ad alcuna comunicazione per inadempienza”.
Anche la dottoressa Musacchio interviene a rimarcare la mancata segnalazione di inadempienze da parte dell’Asrem “proprio questo è il vulnus della vicenda – afferma -. Perché senza comunicazioni ispettive, che certamente non possiamo svolgere noi, l’Ordine non si può muovere”.
Infine l’appello al vaccino. Lo fanno tutti gli intervenuti all’unisono perché “il vaccino è al momento l’unica chance che abbiamo di debellare questo virus”, e sì, “si va chiaramente verso la terza dose senza alcuna titubanza”.
