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Rezza (Iss) in Molise: “Vaccini sicuri, basta con le fake news. Tra qualche giorno disco verde anche per i bambini”

Il direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute è intervenuto al dibattito organizzato dal Rotary e promosso dal Cse della Regione Molise presso la Gil dal titolo: “La pandemia in atto: riflessioni tra scienza e conoscenza”

Le mistificazioni scientifiche e le notizie false: sono questi i due nemici principali da sconfiggere per vincere le resistenze tuttora presenti per una piena attuazione della politica vaccinale che purtroppo trova ancora molte resistenze. “I vaccini non fanno male né portano conseguenze a lungo termine – spiega Giovanni Rezza –, questa è la fake news che circola con maggiore vigore ed è assolutamente infondata”. Spiegare perché significa addentrarsi in illustrazioni scientifiche che Rezza, tuttavia, non risparmia ai giornalisti che aspettano ma sintetizza il suo commento, ribadendo a chiare lettere che “il vaccino non fa male ed è l’unica arma che abbiamo per tenere a bada la malattia.

Ripabelli e rezza

A fine novembre dovrebbe arrivare anche la certificazione per l’antidoto destinato ai bambini” oltre a nuove terapie destinate invece a quei casi di infezione che prende il sopravvento ma che sono scientificamente previste in ogni caso.

Il professore Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, è intervenuto al dibattito organizzato dal Rotary e promosso dal Cse della Regione Molise presso la Gil di Campobasso dal titolo: “La pandemia in atto: riflessioni tra scienza e conoscenza”.

L’incontro si è aperto con i saluti del governatore Donato Toma e quelli di Eliseo Sipari, presidente del Rotary Club di Campobasso. Subito dopo il professore Giancarlo Ripabelli, coordinatore del Comitato scientifico per l’emergenza epidemiologica da Covid 19 della Regione Molise, ha condotto il dibattito a più voci.

Rezza ha quindi evidenziato il successo della campagna vaccinale sottolineando l’importanza dell’antidoto contro un virus con il quale dovremo purtroppo imparare a convivere. La ratio della misura del Green pass sta invece nel ridurre i rischi di trasmissione del coronavirus e nel tenere aperte quante più attività possibili. Perché “l’Italia non può più fermarsi”.

E ribadisce, come fa da sempre: “Dobbiamo raggiungere e mantenere una copertura vaccinale al di sopra della soglia che noi definiamo immunità di gregge” e cioè “probabilmente del 90%” di somministrazione di vaccini anti covid alla popolazione.

Non esclude che dobbiamo essere pronti probabilmente finanche ad una prossima ‘malattia X’, tra 10 o 50 anni perché “Ci sono altri virus, frutto anche dei cambiamenti climatici, che potrebbero assumere di dimensione pandemiche. Ma quelli che temiamo di più sono i virus a trasmissione respiratoria perché più difficili da tenere sotto controllo“.

Si è detto soddisfatto della copertura vaccinale in Italia, buona anche nei bambini. Le conseguenze del vaccino sono visibili perché “siamo intorno all’80 per cento per quanto riguarda la protezione dall’infezione, ma se andiamo a vedere quanto siano stati validi i vaccini sotto il profilo delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva, la percentuale vacilla tra il il 90 e il 100 per cento”. Avverte che con il trascorrere del tempo l’efficacia del vaccino tende a diminuire e “quindi sarà il caso di intervenire con dosi booster”.