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Anche l'agricoltura soffre

Raccolta olive, mancano i braccianti. Gli addetti ai lavori mettono sotto accusa il Reddito di cittadinanza

Produttori e piccoli proprietari terrieri in forte difficoltà per la carenza di manodopera nella campagna olearia 2021. "Troppi giovani preferiscono passare la giornata al bar e non è una questione economica"

Il vero rischio della campagna olearia 2021 in corso è quello di dover lasciare le olive sui rami. Non ci sono persone disponibili per la raccolta, ancora una volta infatti la carenza di lavoratori frena l’economia e in questo caso una eccellenza molisana dell’agroalimentare.

Così come era successo negli scorsi mesi nei settori della ristorazione, ricettività, balneazione e più di recente nell’edilizia e nell’artigianato, adesso anche l’agricoltura fa i conti con un sistema che appare in tilt. “Il vero dramma quest’anno è la mancanza di manodopera” afferma Maurizio Corbo, responsabile dell’Ufficio olivicoltura dell’Arsarp, nonché produttore in prima persona. “C’è una penuria di operai, tantissima gente sta facendo fatica a raccogliere le olive perché non c’è più gente disposta a fare questo tipo di lavoro. Proprio pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata da un mio conoscente di Termoli che mi ha chiesto aiuto perché non trova lavoratori”.

È un grido d’allarme che così come quello di altri settori mette nel mirino il famigerato Reddito di cittadinanza, una forma di sostegno al reddito che in troppi casi equivale a un disincentivo a trovare occupazione. “Io ero anche favorevole a questo provvedimento ma ha creato un boomerang, perché moltissimi giovani preferiscono stare davanti al bar e passare la giornata così invece che andare a lavorare” prosegue Corbo.

Problema che conferma anche un produttore di Guglionesi, Vincenzo Lorito. “Non si trovano lavoratori e in particolare gli italiani sono spariti dalla circolazione. Se l’anno scorso raccoglievamo le olive con 5 operai, di cui tre italiani e due bulgari, quest’anno abbiamo solo i bulgari. Inoltre questi lavoratori stranieri che vivono in una numerosa comunità di Serracapriola non sanno dove andare prima anche perché sono impiegati in agricoltura anche per la raccolta e la semina degli ortaggi”.

Anche Lorito ritiene che uno dei motivi possa essere il Reddito di cittadinanza. “Credo sia un ottimo mezzo ma fatto male. In generale però vedo poca voglia di lavorare nei giovani”. Entrambi frenano sul nascere l’idea che dietro ci siano motivi economici o volontà di assunzioni in nero. “Gli operai bulgari che impiego sono con me praticamente tutto l’anno e non solo sono assunti regolarmente, ma faccio fare loro tutte le visite mediche e la necessaria formazione” dice Lorito.

Corbo va ancor di più nel dettaglio. “Io ho ingaggiato degli operai da Torremaggiore, con una paga di 55 euro al giorno e un rimborso per il gasolio di 20 euro. Lavorano 7 ore al giorno, alle 14,30 staccano e vanno via”.

Raccolta olive 2020

A pagare maggiormente la carenza di manodopera sono le piccole aziende oppure i produttori in ambito familiare. Le imprese più grandi invece ne stanno risentendo meno come conferma Gianni Di Matteo, sindaco di San Martino ma soprattutto presidente del consorzio Opi Olificio San Martino che riunisce 230 aziende agricole del Basso Molise.

“Paradossalmente la mancanza di braccianti sta allungando la campagna, fanno fatica soprattutto i piccoli produttori che non hanno manodopera impiegata tutto l’anno”. Per Di Matteo “sicuramente il Reddito di cittadinanza non è un incentivo per andare a lavorare in campagna ma ci sono anche altri problemi come ad esempio alcuni stranieri, specie romeni, che non hanno il green pass perché non vogliono vaccinarsi”.

Così molti sono costretti a rivolgersi fuori regione, come conferma Lorito. “Purtroppo però anche cooperative del foggiano che impiegano braccianti hanno le stesse difficoltà a trovare lavoratori”.

L’auspicio di molti è che l’annunciata revisione del Reddito di cittadinanza, con la sospensione del sussidio dopo due impieghi rifiutati e un progressivo calo della cifra percepita, possa modificarne il funzionamento e riavviare la ricerca di lavoro. Ma per la campagna olearia molisana del 2021, che comunque sta registrando ottimi dati (approfondimento nei prossimi giorni) è già troppo tardi.

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