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Programma Sanitario, le critiche del Pd che presenta mozione in Consiglio comunale

I consiglieri del centrosinistra: “La sanità pubblica del Molise era già in ginocchio e ora è sull'orlo del collasso. E nel Pos non si fanno cenno né alla pandemia né al centro covid”.

I consiglieri comunali di Campobasso del Partito Democratico e di Sinistra per Campobasso hanno presentato una mozione sulle criticità del Programma Operativo Sanitario 2019-2021 e degli atti commissariali successivamente adottati. “Durante il 2020 ci sono stati oltre 1,3 milioni di ricoveri in meno rispetto al 2019 – spiegano nel documento –. Hanno subito una riduzione drammatica l’attività chirurgica, quella oncologica e d’urgenza, oltre che l’attività specialistica ambulatoriale e l’attività di screening oncologico”.

Ecco perché bisogna prendere un’altra direzione: “La sanità pubblica del Molise era già in ginocchio e ora è sull’orlo del collasso: in Molise i cittadini hanno pagato un alto prezzo sia in termini di vite umane (circa 500 morti) sia in termini di cure negate per impossibilità di accedere ad alcune prestazioni e per le lunghe liste di attesa soprattutto nell’ambito degli screening oncologici. In Molise il Ministero ha rilevato un ulteriore arretramento rispetto a livelli essenziali di assistenza. In Molise occorreva mettere in campo, approfittando dei finanziamenti erogati per l’emergenza pandemica, azioni fuori dall’ordinario con la creazione di una struttura covid dedicata mai realizzata, con il potenziamento della medicina territoriale destinata di integrare efficacemente il sistema ospedaliero e con il rafforzamento e la riqualificazione di quest’ultimo con strumentazione moderna e personale numericamente adeguato”.

I consiglieri di opposizione entrano nel merito del Pos: “Non si fa alcun cenno – dicono – alla pandemia e alle esigenze di rafforzare i pronto soccorso e potenziare i reparti di malattie infettive, i posti di terapia intensiva e subintensiva. Non si trova cenno alcuno al centro covid. Non c’è stato alcun superamento del decreto Balduzzi: occorreva una deroga da ottenere rispetto ai parametri fissati dal decreto con riferimento ad alcune specialità come la neurochirurgia. E non c’è alcun superamento della impostazione del Pos precedente nello squilibrio tra posti letto per acuzie al pubblico e posti letto al privato (64 % al pubblico e 36 al privato)”.

“Ci si affida al ruolo dell’elisoccorso che non può essere regionale a causa del decreto Balduzzi e per il quale non esistono aree di atterraggio a Isernia e Termoli – proseguono Trivisonno, Chierchia, Salvatore e Battista –. Si tolgono finanziamenti vitali ai soggetti che si occupano del 118 e si dichiara espressamente che si punta al settore privato per il recupero della mobilità passiva. Occorreva un imponente piano Marshall della prevenzione per recuperare il pericoloso vuoto creatosi in più di un anno e mezzo di pandemia sulle attività di screening ma non è stato fatto”.

Pd Campobasso Battista Chierchia Salvatore Trivisonno

Rispetto alla carenza di personale medico e infermieristico “che sta portando alla chiusura di reparti fondamentali di tutti i presidi ospedalieri, dalla pediatria del Cardarelli alla emodinamica del San Timoteo, la strategia sembrerebbe essere incentrata sulla valorizzazione del personale attualmente in servizio mentre non si chiarisce come si intenda realizzare la indispensabile implementazione numerica del personale. Il piano assunzionale da poco adottato dalla Asrem che ricalca il vecchio Piano di circa 900 assunzioni rischia di rimanere inattuato se non si mettono in campo azioni straordinarie per l’arruolamento del personale”.

Nella mozione inoltre si parla dell’ospedale di Agnone, “destinato al declassamento da ospedale di area disagiata a ospedale di comunità. Si ragiona di potenziamento del sistema di assistenza territoriale ma non si delinea una strategia per realizzarlo. L’area della disabilità continua essere caratterizzata dalla inadeguatezza numerica del personale dedicato e a ciò si aggiunge l’inadeguatezza dei fondi. Non adeguata neanche la parte relativa alla salute mentale”.

Per tutti questi motivi, la mozione del centrosinistra “impegna il sindaco affinché invii al commissario-presidente Toma, ai parlamentari molisani e al ministro della Salute la presente presa d’atto sulle criticità del Programma Operativo Sanitario 2019-2021 e degli atti commissariali e aziendali successivamente adottati”.