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Perché una ragazza finisce innamorata di un violento sadico? – Parliamone, oltre le rose e le panchine rosse

di Caterina Sottile – “Perché come belve nella savana le cucciole fragili vengono sbranate da uno scemo qualunque? Perché discutiamo di cultura e non di salute mentale? E il gap culturale, ammesso che concorra al problema, non si affronta con l'istruzione, il lavoro, la crescita sociale?..”

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La verità è che certe donne sono vittime perché fragili, disoccupate, dipendenti o psichicamente bisognose di cure. Hanno cioè tutti i segni della necessità di servizi veri: lavoro, sanità, giustizia, istruzione. Ma ci ubriachiamo di scenografia e deleghiamo la gestione del degrado alle Forze dell’Ordine.

Le donne afgane hanno un problema di cultura maschilista, le adolescenti pakistane, le bambine costrette all’infibulazione o ai matrimoni, perché vendute come vitelli sacrificali da maschio a maschio. Le donne italiane, americane, europee non hanno un problema di maschilismi: sono picchiate o uccise da psicopatici, tossicomani, camorristi, maniaci ossessivi. E lo sono perché sovrastate dalla dipendenza economica, dalla nevrosi da sottomissione volontaria al cattivo, dalla paura di essere libere anche se sole e dall’abitudine alla brutalità come condizione normale.

Le aiutiamo solo con la persecuzione del reato. Il resto é business sociologico. Ma perché una ragazza finisce innamorata, fidanzata, sposata, compagna di un violento sadico? Perché come belve nella savana le cucciole fragili vengono sbranate da uno scemo qualunque? Perché discutiamo di cultura e non di salute mentale? E il gap culturale, ammesso che concorra al problema, non si affronta con l’istruzione, il lavoro, la crescita sociale?

Abbiamo sublimato il degrado sociale, come fosse poetico. E invece non è sempre la povertà a generarlo. Anzi, quasi mai. C’è un contesto degenere che non ha dirette ragioni economiche ma è comunque mostruosa voragine morale.

Una donna assassinata ogni 72 ore: questa la mattanza, solo nel 2021. E molte di quelle ‘cucciole sbranate’ sono rimaste per anni a dormire accanto a chi le picchiava. Deresponsabilizzate, paralizzate, impossibilitate a difendere se stesse e i bambini, soprattutto, i piccoli. Parliamo seriamente di sostegno psichiatrico, altro che machismo!

 

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