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La guerra della salute

Ospedali massacrati, due sindaci fanno una scelta di impatto: Larino e Isernia vanno al Tar contro il Pos di Toma

Piero Castrataro, primo cittadino di Isernia, e Pino Puchetti, sindaco di Larino, impugnano il Piano Operativo del Commissario ad acta e ne chiedono l’annullamento davanti ai giudici amministrativi. Questo anche perché a distanza di un mese dalla Conferenza dei sindaci non è accaduto nulla di significativo.

Risale a un mese fa la Conferenza dei Sindaci che ha bocciato il Piano Operativo Sanitario 2019-2021, considerandolo uno strumento che penalizza e indebolisce il sistema sanitario regionale. Sempre un mese fa l’istanza – sottoscritta da 33 sindaci del Basso Molise – al commissario ad acta Donato Toma per la revoca in autotutela del Pos e l’appello alla delegazione parlamentare per modificare il piano, adeguandolo alle reali esigenze della popolazione.

Da quel momento in poi però non è accaduto nulla di concreto e gli stessi primi cittadini sono rimasti zitti e buoni. Con due eccezioni. Riguardano i Comuni di Isernia e di Larino che, la notizia è di oggi, hanno deciso di impugnare il Pos emesso con decreto commissariale il 9 settembre scorso da Donato Toma.

Piero castrataro

Questo della esclusione delle istituzioni locali e dei sindaci, autorità preposte alla difesa della salute dei loro cittadini, è stato d’altronde un punto nevralgico rimarcato da tutte le fasce tricolore molisane, che però hanno preferito percorrere una strada diversa da quella giudiziaria, insistendo per un confronto diretto con Roma e auspicando che i tecnici e i funzionari del Ministero possano capire che il Molise non può avere solo un ospedale di primo livello come è il Cardarelli di Campobasso ai sensi del decreto Balduzzi. Questa classificazione ratificata dalla legge infatti crea una serie di effetti a catena che vanno a penalizzare fortemente i due ospedali periferici di Termoli e Isernia, i quali sembrerebbero, anche alla luce di questo strumento operativo, destinati a diventare nosocomi di serie B, svuotati in gran parte delle potenzialità di intervento per le urgenze.

Nel frattempo però non si è mossa foglia, al di là di tante parole e tanti appelli che hanno trovato spazio sulla stampa ma che sono rimasti, come si dice in questi casi, “lettera morta”. Così il sindaco di Isernia e quello di Larino hanno preso la decisione di ricorrere in giudizio, finché sono ancora in tempo, per tentare la carta giudiziaria.

“Questo è un passaggio importante per ristabilire la legalità e la tutela del diritto alla salute come diritto fondamentale di ogni individuo, che deve essere garantito dalla sanità pubblica” affermano gli avvocati Vincenzo Iacovino, Vincenzo Fiorini e Giuseppe Fabbiano in attesa che venga fissata l’udienza al Tar.

Intanto va ricordato che la settimana scorsa anche nel consiglio monotematico di Termoli era stato proposto dalle opposizioni il giudizio davanti al Tar contro il Pos, che va a limitare la operatività del San Timoteo in maniera pesante. La maggioranza guidata dal sindaco Francesco Roberti tuttavia ha preferito un’altra strada, decidendo di impugnare il Pos a livello privato e non come ente, affiancando in giudizio il Comitato Cuore Molisano, particolarmente interessato alla vicenda perché in ballo c’è la delicata questione di emodinamica e la sua gravissima carenza di medici che di fatto taglia di un terzo la funzionalità di un reparto salvavita per infartuati.

Pino Puchetti sindaco Larino

“Abbiamo voluto seguire un percorso istituzionale”: questo il commento di Pino Puchetti sulla scelta di fare ricorso contro il Pos partendo dal Comune e non dai singoli rappresentanti di maggioranza. Puchetti ha ribadito come il decreto del commissario ad acta “merita di essere impugnato davanti al Tar Molise perché presenta molteplici profili di illegittimità dell’impianto procedimentale di adozione dello stesso”, rimarcando l’omesso coinvolgimento dei sindaci a partecipare al confronto sull’adozione del piano che, a detta dei legali, vizia il decreto emesso a settembre, cioè il Pos stesso. Un Pos adottato in assenza di informazione e consultazione sia con gli enti locali che con la popolazione. Il ricorso al Tar chiede l’annullamento di un provvedimento considerato lesivo del diritto alla salute. Si vedrà.

 

 

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