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Non solo Guglionesi (43 minori positivi): anche a Sepino scuole chiuse ma con solo 6 casi. La Dad è tornata sondaggio

Qualcuno la chiama 'pandemia dei bambini', bersaglio privilegiato in questo momento dal virus. Ritorna dunque lo spettro della Dad, che si pensava accantonato, e delle scuole chiuse. Ieri le ordinanze dei sindaci di Guglionesi (dove sono decisamente molti i minori coinvolti) e Sepino. Presto potrebbe divenire realtà la possibilità di vaccinare gli under 12, voi (genitori) sareste favorevoli?

Dad e scuole interdette alla presenza non sono affatto un capitolo chiuso. In queste ultime ore ce lo ricordano in particolare i casi di Guglionesi e Sepino, dove due rispettive ordinanze sindacali hanno chiuso i cancelli delle varie scuole del paese da oggi, 24 novembre, al 30 novembre (così a Guglionesi) e al 4 dicembre (a Sepino, sebbene i numeri decisamente minori).

In questi giorni sta facendo clamore il caso-Guglionesi, che testimonia indiscutibilmente come il virus prenda di mira in questa fase in particolare i bambini. Nel comune bassomolisano attualmente ci sono 51 soggetti positivi al Sars-Cov-2: 43 di questi hanno tra i 3 e i 10 anni, solo i restanti 8 casi si riferiscono a persone adulte (tra i 35 e i 51 anni), presumibilmente genitori o parenti dei piccoli contagiati. Questi ultimi sono vaccinati e del tutto asintomatici (nessuno ha avuto bisogno difatti del ricovero ospedaliero) ma anche i piccoli, tutti sotto i 12 anni e dunque non eleggibili finora per la vaccinazione, stanno bene ad eccezione di una bambina di poco meno di 4 anni che per precauzione è stata ricoverata, dapprima al Cardarelli e poi a Napoli, dal momento che in Molise una pediatria Covid non esiste (questo potrebbe costituire un serio problema e sul punto è intervenuta oggi anche la consigliera regionale Fanelli). La bambina è in via di miglioramento, però, e il suo era in particolare un problema di eccesso di muco.

Dunque, dopo la messa in Dad di alcune classi, stante l’aumento dei minori contagiati nonché la constatazione delle aule vuote anche in caso di pochi o zero positivi, il sindaco Bellotti, d’intesa con la dirigente scolastica e le autorità sanitarie, ha deciso ieri sera per la chiusura di tutte le scuole (o meglio dei plessi A e B del Nido, dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di Primo Grado).

Scuole chiuse a Guglionesi per una settimana: sindaco firma ordinanza di concerto con Preside e Asrem

 

A Sepino invece sono 6 i contagi nelle scuole, divisi equamente tra la primaria e la ‘materna’. Numeri decisamente inferiori e che, visto il nuovo protocollo ministeriale che predispone la Dad in una classe in cui ci siano almeno 3 positivi (e non già la chiusura della scuola interessata, figuriamoci di tutte), non fanno ben comprendere la decisione del sindaco Paolo D’Anello che però ha spiegato che “sono in corso ulteriori accertamenti e nei prossimi giorni potrebbero essere rilevati ulteriori contagi”.

Il caso-Sepino ricorda un po’ il caso-Fornelli del settembre scorso, con il sindaco del piccolo comune dell’isernino Giovanni Tedeschi che firmò un provvedimento straordinario di chiusura di tutti gli istituti scolastici. C’erano in quel momento 12 contagi registrati in paese e quella fu una scelta, motivata come ‘precauzionale’, in controtendenza non solo rispetto ai provvedimenti ministeriali ma anche rispetto alle altre città d’Italia.

Perché parlare di quarantena, nel caso di una malattia ad alta contagiosità, è un conto. Un altro è decidere con una certa disinvoltura di sacrificare, ancora una volta e dopo quanto successo nel precedente anno scolastico, la didattica in presenza e dunque la vita scolastica degli studenti, con l’apprendimento che inevitabilmente ne risente. Non a caso c’è stato un cambio nell’impostazione, decisa a livello ministeriale, proprio per porre un freno al ricorso – talvolta troppo discrezionale – della didattica a distanza, visti i riflessi negativi che questa giocoforza ha sugli studenti.

 

Ora, è evidente come la situazione nel giro di poche settimane sia cambiata, con l’incidenza dei contagi che non fa che aumentare soprattutto sui minori (e sui non vaccinati). Nei giorni scorsi il ritorno alla Dad aveva interessato in particolare in Molise alcune scuole di Isernia, ma anche Campobasso. La buona notizia è che queste ‘bolle’ si sgonfiano nel giro di poco tempo. Ad Isernia ad oggi rimangono in dad un paio di classi della ‘Don Giovanni Bosco’, nel capoluogo di regione invece sono rientrate in presenza le classi della Petrone e della Jovine dove c’erano stati alcuni alunni positivi. A Larino, per fare un altro esempio, non ci sono classi in Dad. Erano risultati positivi un alunno della scuola dell’infanzia di 5 anni e un ragazzino di terza media. Ma “le lezioni si stanno svolgendo regolarmente dal momento che i tamponi effettuati sui compagni di classe dei due bambini hanno dato esito negativo”, ci conferma il sindaco Pino Puchetti.

Ricordiamo che la revisione delle regole ribadisce che un caso singolo di positivo non fa scattare automaticamente la quarantena se il resto dei compagni è negativo. Con due casi la quarantena scatta ma solo per i non vaccinati o non vaccinabili (anche se il loro test risultasse negativo resteranno a casa 10 giorni). Con tre tutti a casa in dad.

 

Nonostante questo restringimento delle ipotesi che fanno scattare la didattica a distanza, si stanno moltiplicando (anche in Italia) i casi di lezioni fatte a casa. Si sperava non dovesse più accadere, e invece il contesto fa ripiombare molti alunni e genitori in quella realtà, da molti vissuta come un incubo.

I centri per l’effettuazione dei tamponi delle nostre città pullulano di genitori che portano i rispettivi figli a fare il test: alcuni la prendono come un gioco, per altri è un momento ‘traumatico’. Tantissimi ieri a Termoli, nel centro di via del Molinello, i bambini in fila per il molecolare. Già perché un unico caso di positività, viste appunto le regole che disciplinano la quarantena e il ritorno tra i banchi, generano una sequela di test e controtest che non nel mentre interrompe la normale routine didattica. Ad esempio con due casi di positività nella stessa classe entra in funzione il cosiddetto regime «differenziato» per il rientro in classe. I vaccinati, con il test negativo in mano, o i guariti dal Covid nei sei mesi precedenti potranno subito riaccomodarsi al banco (venendo monitorati a cadenza periodica); i non vaccinati (oltre ai positivi), invece, dovranno restare a casa almeno per i successivi dieci giorni. Con evidenti riflessi sulla didattica, che diventa a due velocità.

In questo contesto diventa ineludibile parlare di vaccinazione per i minori sotto i 12 anni, ed è attesa a giorni la decisione dell’Ema sulla possibilità di effettuare l’anti-Covid ai bambini e alle bambine tra i 5 e gli 11 anni. Sarebbe una ‘svolta’ per l’epidemia, con un netto calo della platea per il temuto virus. I pediatri sono pronti a giurare sulla sicurezza di questa scelta, ma i genitori che faranno?

 

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Vaccino ai minori tra 5 e 11 anni, lo faresti fare a tuo/a figlio/a?

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