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La pubblicità che divide

Molise bello e inaccessibile: bufera sullo spot che piace alla rete e irrita le associazioni

Il video del brand "Il Molise non esiste" spopola sul web dove ha ottenuto oltre 50mila visualizzazioni ma alcuni referenti di categoria hanno scritto indispettiti all'assessore regionale al Turismo, Vincenzo Cotugno

Finora ha raggiunto 50 mila visualizzazioni e generato migliaia di commenti sui social network il nuovo video spot di marketing turistico del noto brand ‘Il Molise non esiste’ realizzato con la regia di Carmine Scarinci.

Ispirato dal gruppo comico ‘The Jackal’, lo spot fa satira sui trasporti ferroviari notoriamente deficitari del Molise. Ha attirato l’attenzione mediatica regionale e nazionale ma ha fatto infuriare altri. Associazioni e leader di settore che hanno sentenziato: “Lo spot danneggia il turismo”. Una collera che si è tradotta finanche in comunicazioni ufficiale di protesta inviate all’Assessorato regionale al Turismo.

Eppure i numeri dicono il contrario. La stagione estiva, infatti, si è rivelata un successo in termini di presenze turistiche su tutto il territorio. Tant’è che i titolari del marchio turistico preso di mira in queste ore, Manuele Martelli e Dorothy Albanese gongolano: “Lo scopo che avevamo programmato è stato ampiamente raggiunto”.

Il brand turistico “Il Molise non esiste” conta oltre 105 mila follower in rete ed è noto per produrre marketing turistico non convenzionale e per aver trasformato la “non esistenza” del Molise in una leva di visibilità per la promozione del territorio.

Da qui l’idea di lanciare una campagna di comunicazione che lasciasse il segno che – a fronte delle reazioni molteplici che ha scatenato – lo ha lasciato eccome. Si tratta, appunto, del videospot ‘Molise inaccessibile’, la cui regia è stata affidata al videomaker campobassano Carmine Scarinci.

Nel video, in cui si alternano serio e faceto, parole in italiano ed espressioni dialettali, mentre scorrono frame del centro della città di Campobasso e della stazione dei treni, si fa satira sui collegamenti ferroviari che collegano il capoluogo di regione alle altre destinazioni. Giocando con le parole “bello’’ e ‘’inaccessibile” e con il fascino della giovane protagonista del video, lo spot si conclude lasciando chiaramente intendere che lo scopo è divertirsi con l’equivoco linguistico del luogo inaccessibile e irraggiungibile.

Quando si guarda alla bellezza di qualcuno, infatti, non a caso si è soliti dire “è di una bellezza irraggiungibile” e proprio in questa espressione sta tutto il gioco dello spot.

Un esperimento molto sottile di neuromarketing e di comunicazione che ha diviso l’opinione pubblica tra chi lo definisce una genialata e chi teme che possa portare alla luce i notori deficit infrastrutturali del Molise. Problematiche che però sono di vecchia data e tutti ormai conoscono al di là della pubblicità che possa piacere o meno.

Tuttavia lo spot del brand di Martelli e Albanese ha suscitato risentimento al punto che qualche rilevante associazione ha scritto una mail all’Assessorato regionale al Turismo per far presente le proprie rimostranze rispetto alla accuse sui trasporti ferroviari. “A quanti non hanno compreso le finalità del video – dicono Martelli e Albanese – e la sua essenza satirica, replichiamo che il turismo è uno dei nostri business: saremmo davvero dei matti se avessimo voluto lanciare uno spot con lo scopo di denigrare la nostra terra. Ma con un video simile, lo ammettiamo, anche la polemica è stata voluta. Fa parte del marketing”.

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