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“Mia nipote morirà se non si opera”: così un finto parroco di Andria truffava i preti molisani

Don Freeddy, come si faceva chiamare il giovane truffatore di Andria, ha spillato 10 mila euro a un sacerdote bojanese con la scusa di aiutare una nipote gravemente malata. Denunciato dai carabinieri.

Ha messo a segno un colpo anche a Bojano il finto parroco che con la scusa di una nipote gravemente malata riusciva ad ottenere denaro dai sacerdoti molisani.

Don Freddy, questo il nome d’arte scelto da un ventenne di Andria, è stato denunciato dai carabinieri della stazione matesina per una truffa architettata e, purtroppo, ben riuscita nei mesi scorsi.

Era il periodo di Pasqua quando un parroco della zona del Matese ha ricevuto una telefonata da quello che credeva un ‘collega’ in cui gli veniva chiesto aiuto per sostenere le cure di una fantomatica nipotina affetta da una rara malattia. Don Freddy, con modi gentili e dimessi, chiedeva un contributo su una carta ricaricabile a lui intestata per permettere alla bambina di sopravvivere. Insomma, la più classica delle truffe che fa leva sui buoni sentimenti e una certa dose di ingenuità.

Privo di sospetti il parroco, quello vero, ha dato a questo truffatore circa 10 mila euro fino a quando don Freddy è sparito interrompendo ogni contatto con l’anziano prete.

carabinieri truffa

E’ stato allora che sono intervenuti i carabinieri di Bojano raccogliendo la segnalazione del sacerdote e accertando, soprattutto, la vera identità di don Freddy che furbo lo è stato fino a un certo punto. Il profilo WhatsApp abbinato al numero di telefono, nonostante riportasse una foto fasulla di un sacerdote, era davvero intestata al 20enne di Andria già noto alle forze dell’ordine per precedenti sempre in materia di truffe e raggiri.

Il giovane aveva agito sia nella provincia di Campobasso che in diverse altre regioni del sud Italia. E’ bastato un controllo sulla carta Poste Pay per verificare i movimenti in entrata e in uscita del truffatore e ritrovare anche i versamenti del parroco matesino.