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“Magda” e il suo inferno: prostituta per fame, in tasca soltanto pochi euro. Arrestato lo sfruttatore

L'uomo, 54 anni di Montecilfone, era stato già denunciato per lo stesso motivo: ora è scattato l'arresto. La 22enne viveva in una condizione di indigenza. Prima di 'vendersi' sulla strada lavorava nelle campagne pugliesi dove purtroppo aveva subìto le conseguenze di un'altra piaga: il caporalato

Decide di prostituirsi perché non ha più un lavoro e perché non ha i soldi per pagare l’affitto ma nemmeno per mangiare.

Magda (è il nome di fantasia che abbiamo scelto per questa giovane donna che si prostituiva a Campomarino) ora è una donna libera. Almeno lo è dall’uomo che l’accompagnava sulla strada per farla prostituire e poi tornava a riprenderla ad attività terminata. Il 54enne di Montecilfone, già denunciato dai carabinieri di Termoli per lo stesso motivo, oggi pomeriggio, è stato arrestato e confinato ai domiciliari.

Incurante degli accertamenti e delle verifiche dei militari, ha continuato a favorire e sfruttare quella che è poco più di una ragazzina fino al 30 ottobre scorso: in cambio di un letto e un pasto caldo. Questo era infatti quello che Magda riusciva ad avere per prostituirsi e soltanto qualche euro. Le tariffe per le prestazioni sessuali erano comprese fra le 10 e le 15 euro.

Quando due anni fa è arrivata dalla Bulgaria in Italia, si è fermata prima in Puglia dove ha iniziato a lavorare nei campi. Ma il fenomeno del caporalato l’ha presto soffocata e messa per strada senza un posto dove stare né un centesimo nelle tasche. Un giorno ha stretto i denti ed è scesa in strada. Ha incontrato il 54enne di Montecilfone e da quel momento è iniziata la sua vita da prostituta. Purtroppo.

Perché non aveva soldi per mangiare né quelli per pagare un posto dove stare o dove dormire. E l’uomo che andava a prenderla almeno tre volte a settimana per accompagnarla lungo la Statale 16 di Campomarino, era solito offrirle un letto e un pasto caldo: questo era il compenso di Magda dopo ore di lavoro trascorse a ‘soddisfare’ le richieste di quei ‘clienti’ di passaggio.

Tacchi alti, gonne cortissime e reggiseno. Apparentemente disinibita, perché deve esserlo per forza, Magda come tante altre giovanissime, si è trovata costretta a vendere il suo corpo perché null’altro le è mai stato offerto.

Una banconota da venti le è capitata raramente per una prestazione sessuale e tanti rischi da fronteggiare nell’arco di ore di lavoro tra mattina e pomeriggio.

La disperazione è tanta e lo si nota subito. E questa disperazione rende ancora più evidente la condizione delle donne alla vigilia delle celebrazioni per la giornata internazionale contro la violenza di genere.

Perché anche questa è violenza. Anche certe scelte obbligate sono una violenza ai sogni e ai desideri di una donna.

La maggior parte delle frequentatrici della strada sono giovani, con il timore di incorrere in qualche situazione pericolosa impresso nello sguardo. Poche italiane, molte straniere e le frasi ai possibili clienti, sono sgrammaticate e pronunciate con l’accento della loro terra. E le osservi dal ciglio della strada mentre con l’andatura incerta si avvicinano alle auto, controllano chi è seduto alla guida, e poi… comincia il lavoro. Pochi euro, per mezz’ora. Magda, ha fame e deve farlo. Ad aspettarla c’è l’uomo che le garantisce quel pasto o un posto dove dormire.