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Lupi in crisi di gioco e di risultati, i tifosi sbottano: “Onorate questa maglietta”

Due punti in quattro partite, peggiore difesa del girone con 27 gol subiti. I numeri fotografano una netta involuzione. Mister Cudini: “Prestazione non all’altezza”. E i tifosi, presenti in oltre 300 unità a Latina, a fine partita sbottano: “Meritiamo di più”. Diversi sostenitori hanno atteso il pullman della squadra nella serata di ieri allo stadio dove c'è stato un duro confronto.

Otto gol beccati in due partite, due soli punti nelle ultime quattro. La fotografia della crisi del Campobasso è tutta in questi numeri, che arrivano dopo un periodo in cui la squadra si era espressa bene e aveva colto risultati di prestigio. Come la doppia vittoria a Monopoli e a Torre del Greco, oltre che quella casalinga (l’unica finora) ai danni della Paganese. Poi il buio, con il doppio pari interno contro Picerno e Catania e il bis di sconfitte esterne a Messina e Latina.

Quella in terra laziale è stata una batosta più che una sconfitta. Un risultato di proporzioni storiche che impone riflessioni. Certo, si è ancora fuori dalla zona playout, ma è lo sfilacciamento generale che preoccupa e non poco. I tifosi, presenti in quasi 350 unità, hanno incitato per tutti i novanta minuti. Ma a fine gara hanno sbottato: “Onorate questa maglietta, meritiamo di più”. Difficile dargli torto dopo un 4-1 e chilometri e chilometri sulle spalle dall’inizio del campionato.

E al ritorno, in serata, diversi supporters hanno atteso il pullman della squadra allo stadio dove c’è stato un confronto duro, anche dai toni accesi. Con la promessa reciproca di sostegno ma inversione di tendenza nelle prestazioni.

Ma cosa succede a questo Campobasso? Facile criticare ora, direbbe qualcuno. E in parte è vero. Ma da qualche parte bisogna iniziare. Dagli errori dei singoli? Sì, perché concedere spesso un gol di vantaggio agli avversari sta diventando fastidioso e decisivo. La ‘papera’ di Raccichini rientra nella fattispecie, e siamo al terzo errore consecutivo di questo tipo. Poi c’è un problema di testa: da squadra da trasferta si è passati a qualcosa di ibrido che non è né carne né pesce, solo qualcosa di fin troppo confusionario.

E su questo deve lavorare mister Cudini. Cambio di modulo? Se necessario sì, visto che in serie C bisogna badare al sodo per fare punti. Vedere per credere Messina e Latina. “Quello che mi lascia l’amaro in bocca – ammette il tecnico – sono le situazioni che non si possono concedere, parlo di attenzione e di carattere. C’è poco da giustificare su un 4-1, la prestazione non è stata all’altezza. Poi gli episodi indirizzano il match: l’errore del portiere, prendere gol su calcio di punizione nostro, e ancora su un corner e su una ripartenza. Bravi loro, noi dobbiamo lavorare tanto”.

Il problema è che si tratta di situazioni che si ripetono. Come a Messina, poco prima del riposo si è incassato il raddoppio avversario: “Non dovevamo prendere il 2-0 a fine primo tempo perché poi serve uno sforzo enorme per poterla riaprire. È vero, ci piace giocare, andare nella metà avversaria, è normale che puoi scoprirti ma farlo da palla inattiva non esiste. Dovremo correggere di partita in partita perché cercare il gioco in questo modo questo non sta pagando”.

L’attuale situazione di classifica dice 16 punti, due in più rispetto alla zona rossa. E con in prospettiva la difficilissima sfida al Foggia di Zeman. Cudini ribadisce che “il Campobasso deve salvarsi il prima possibile. Finora avevamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Ci dobbiamo salvare se possibile con anticipo ma se ci salviamo all’ultima giornata abbiamo fatto comunque il campionato che dovevamo fare”.