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La violenza di genere non è solo un problema di donne. Tante iniziative in Molise, studenti protagonisti

Nel periodo gennaio-novembre 2021 gli omicidi di donne sono aumentati dell'8% (gli altri del 2%) e sale anche il numero di bambini che rimangono orfani di madre a causa della mano assassina di un uomo, molto spesso marito/fidanzato o ex o un familiare. Ecco alcune delle tante iniziative previste in Molise per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre

Un femminicidio in Italia ogni 72 ore (ogni 3 giorni) e 89 donne vittime di violenza ogni giorno. Violenze che assumono varie forme (come le nostre cronache quotidiane raccontano), e che si consumano in particolare in famiglia. Nel caso dei ‘femminicidi’, i responsabili sono in particolare mariti, compagni o ex.

panchina rossa mosaico difesa grande

Ricorre come ogni 25 novembre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e sono tantissime sul territorio molisano le iniziative (ci scusiamo sin d’ora se non riusciremo a citarle tutte). Associazioni, Istituzioni, studenti, Ordini professionali: sono in tanti ad essere coinvolti. Intanto per ribadire che la violenza sulle donne non è un problema delle donne, ma della società tutte.

Un altro dato deve far riflettere: per una mamma che viene uccisa uno o più bambini restano senza la genitrice. Peraltro “sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 è del 31%”.

E sale anche il dato sugli omicidi che riguardano donne. “Dall’1 gennaio al 21 novembre di quest’anno in Italia sono stati commessi 263 omicidi, con 109 vittime donne di cui 93 uccise in ambito familiare/affettivo: di queste, 63 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner”. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del report “Omicidi volontari” curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, pubblicato online dal Viminale. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli omicidi volontari sono cresciuti del 2% (nel 2020 erano stati 257), quelli con vittime di genere femminile dell’8% (101 le donne uccise lo scorso anno fino al 21 novembre).

 

Giovedì in quasi tutti i comuni molisani si terranno iniziative di sensibilizzazione, flash-mob, convegni, eventi simbolici nelle piazze. Molto spesso saranno i giovani studenti protagonisti, e la scelta è la più giusta possibile perché questa battaglia culturale va combattuta a partire dalla tenera età, modificando gli stereotipi di cui tutti noi (uomini e donne) siamo ‘imbevuti’.

A Campobasso l’Ordine degli Psicologi ha organizzato un evento a Palazzo Gil comprensivo di spettacolo teatrale.

Dialoghi, corto e spettacolo teatrale per parlare di femminicidio: l’evento al palazzo Gil

All’Unimol invece l’Asrem e la Regione Molise hanno organizzato un convegno dal titolo ‘Mai più da sole’.

‘Mai più sole’, Regione e Asrem con gli studenti all’Unimol contro la violenza sulle donne

A Termoli nei giorni scorsi, grazie all’impegno dell’associazione Il Mosaico, sono state colorate di rosso due panchine vicino alla scuola di Difesa Grande. Sono stati proprio i più piccoli a decorarle. La stessa associazione, grazie ad un’azienda del territorio, rifornirà le casette dei libri con volumi che parlano di donne ‘contro’.

In piazza Vittorio Veneto invece ci sarà la Fidapa a testimonianza del proprio costante impegno in questa lotta di civiltà. E gli alunni delle medie dell’I.c. Difesa Grande, nell’occasione, porteranno delle rose rosse per ricordare le donne che non ci sono più, perchè uccise dalla mano di un uomo, che magari diceva di amarle.

Fidapa e alunni in piazza contro la violenza: porteranno una rosa sulla panchina rossa

 

Si parlerà di quella particolare forma di violenza che trae linfa dal web – il revenge porn – all’Istituto Alberghiero di Termoli, e anche qui un contributo fondamentale sarà dato dalla sezione termolese della Fidapa.

La violenza passa anche dalla rete col Revenge Porn: il convegno di Fidapa e Alberghiero

Iniziative anche nelle scuole, naturalmente. Solo per dirne una, l’Istituto ‘Ettore Majorana’ di Termoli (la scuola superiore con più iscritti in città) ha organizzato per il 26 novembre un incontro e dibattito cui parteciperanno referenti dell’associazione Liberaluna onlus (attiva sul tema e che gestisce un proprio centro antiviolenza) e la Dirigente del Commissariato di Termoli, la vice-questore Maria Concetta Piccitto.

Generico novembre 2021

 

A Montenero di Bisaccia l’Amministrazione comunale ha organizzato un evento pubblico di sensibilizzazione sul tema, che si terrà alle 17,30 presso la Sala Consiliare in Piazza della Libertà. Nel corso dell’evento sarà inoltre proiettata un’intervista ad una donna vittima di violenza.

panchina rossa a Montenero

La mattina, invece, sarà caratterizzata da un momento di raccoglimento presso la panchina rossa posizionata nella villa comunale, che si concluderà con la deposizione di fiori.

A Ripalimosani poi ci sarà una diretta streaming con l’attrice Maria Grazia Cucinotta.

La violenza psicologia e i lividi invisibili, intervento in streaming con la Cucinotta

 

E si mobilita anche il mondo dello sport, parliamo in questo caso del rugby.

Giornata contro la violenza sulle donne, le Barbarians Rugby rispondono presente

 

Impossibile citare tutti gli eventi, che sono moltissimi e diffusi sul territorio. Non è certo il 25 novembre che eliminerà il fenomeno atroce della violenza contro le donne-in quanto donne, ma girarsi dall’altra parte sarà ancora meno efficace.

Infine, ricordiamo che sono attivi i percorsi rosa in tutti i Pronto Soccorsi del Molise: le donne che subiscono violenze sanno che, entrando negli ospedali molisani, potranno chiedere aiuto, ricevere assistenza (non solo sanitaria) e trovare un luogo sicuro. “I percorsi – ricorda l’Asrem – sono attivi da qualche tempo e stanno già avendo i primi frutti, ma far conoscere alle donne tutte le possibilità che hanno a disposizione è di vitale importanza”.

“Vogliamo ricordare che non sono sole. Le donne che subiscono violenza non sono sole. Possono entrare in ospedale e chiedere aiuto, possono chiamare i nostri consultori – spiega il direttore generale dell’Asrem, Oreste Florenzano -. Creare momenti di confronto e di dibattito è importante perché il primo passo per squarciare il velo della violenza è l’informazione e la sensibilizzazione di tutti. Ma sappiamo bene che sono ancora più necessarie le azioni concrete, quelle sul campo. Per noi c’è una ‘sedia rossa’ in ogni stanza delle strutture Asrem. Le donne, accedendo in ospedale, nei consultori, negli ambulatori sapranno sempre di poter entrare in un luogo sicuro nel quale verranno ascoltate, comprese, supportate e, soprattutto, aiutate. I simboli servono, ma noi vogliamo andare oltre e dire alle donne: possiamo aiutarvi, consentiteci di farlo. E possiamo attraverso i nostri percorsi rosa”.

Anche il direttore sanitario dell’Asrem, Evelina Gollo, ribadisce l’importanza della rete, di cui gli ospedali sono un tassello fondamentale, a sostegno delle donne. “Nell’esperienza di tutti i giorni abbiamo visto come, purtroppo, una donna vittima di violenza ha bisogno di cure mediche. E’ un campanello d’allarme, ma rappresenta anche un punto di contatto: è il ponte tra una donna spesso isolata e che fa fatica ad avere fiducia e chi può aiutarla. I nostri percorsi rosa e i nostri operatori sono formati per far sentire la donna compresa e sostenuta, per aiutarla a trovare la soluzione migliore per uscire da questa spirale di cui è vittima. E’ un lavoro fondamentale perché agisce sul corpo, ma anche sull’enorme carico emotivo che queste esperienze recano con sé”.

Ricordiamo inoltre che le donne vittime di violenza possono chiamare il numero nazionale 1522, ma anche i consultori rosa di Asrem. Possono recarsi in ospedale per chiedere aiuto e riceverne.