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La Villa Rustica diventa una meta turistica e culturale: conclusa la riqualificazione, il gioiello archeologico da oggi è per tutti foto

Il sito risalente al IV secolo avanti Cristo riportato alla luce grazie a un lavoro di sinergia e all’impegno dell’Amministrazione guidata dal sindaco Costanzo Della Porta, che esprime soddisfazione per un risultato “di ampia valenza culturale e storica per la nostra comunità e per l'intera Regione”

È rimasta abbandonata per decenni, un gioiello sepolto da terra ed erbacce, dimenticato e senza luce. Da oggi però – ed è una slendida notizia per l’intera regione – la villa rustica di San Giacomo degli Schiavoni diventa una meta turistica e storica di pregio grazie a una totale riqualificazione e opera di restauro e conservazione.

Non è un risultato di poco conto per l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Costanzo della Porta che dal 2016 ha avviato un percorso, concordato con la Soprintendenza del Molise, per il recupero del prestigioso sito archeologico, datato al IV secolo avanti Cristo ma relegato a discarica per oltre 20 anni. I lavori di tutela e valorizzazione della villa che si trova in località San Pietro sono stati conclusi, la dimora è stata riportata alla luce grazie al finanziamento dell’Area Urbana di Termoli, della quale fa parte il comune di San Giacomo.

La ditta Bio Costruzioni ha effettuato l’intervento e ultimato la recinzione che protegge il sito e nello stesso tempo lo rende accessibile a tutti. E’ proprio questo aspetto a gratificare il primo cittadino di San Giacomo, che sottolinea come “ora finalmente la nostra villa rustica potrà essere visitata e apprezzata per quello che merita”. L’accordo fra Soprintendenza e Comune era stato possibile grazie a tre donne: Maria Diletta Colombo, funzionario della sovrintendenza, Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente del Molise e Ida Lafratta, archeologa e conoscitrice esperta di quei reperti preziosi, che si trovano non troppo lontano dal Tratturo l’Aquila-Foggia, su un’area pianeggiante ad alcuni chilometri dalla costa.

I resti di una delle sette ville rustiche molisane, la più vicina delle quali a quella di San Giacomo è a San Martino in Pensilis (ma su un terreno privato e non accessibile), sono tornati a splendere grazie a un progetto ad hoc, con l’impegno diretto degli amministratori e, come ricorda il sindaco nei suoi ringraziamenti, di Gianluca Di Donato, direttore dei lavori nonché progettista, di Marco Manes, responsabile del settore tecnico comunale e di Alessandro Marsilio, consigliere che ha seguito passo passo la riqualificazione coordinandosi con la Sovrintendenza ai beni culturali del Molise. Scontato il ringraziamento agli archeologi Ida Lafratta e Gianni Furiassi.

Ora quel gioiello, che testimonia un passato lontano e come una macchina del tempo lo riporta al presente, ha smesso i panni di discarica abusiva per vestire l’abito principesco che gli spetta.