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Guide turistiche, la Regione finanzia corsi ‘fuffa’. Per lavorare serve l’abilitazione del Ministero

Abusivismo e improvvisazione caratterizzano in Molise un settore che potrebbe costituire uno sblocco occupazionale per tanti giovani. Ad accedere i riflettori sulle storture del sistema è stato il consigliere M5S Angelo Primiani che ha evidenziato il paradosso della nostra regione: il governo Toma finanzia corsi di formazione ma non può rilasciare l'abilitazione. Può farlo solo il Ministero del Turismo.

Facile dire turismo. Meno facile trovare nei siti storici e culturali della nostra regione guide turistiche. In realtà, in Molise non si sa neppure qual è il numero esatto di tali figure che accompagnano i visitatori tra musei, scavi archeologici, monumenti, castelli e gallerie d’arte. Né è difficile trovare guide improvvisate, abusive (nel senso che esercitano la professione ma non hanno un’abilitazione), oppure volontari collegati alle Pro loco.

Non è nemmeno raro imbattersi in gruppi di turisti di fuori regione che preferiscono organizzarsi con la ‘propria’ guida anche se magari nella nostra regione non ha mai messo piede e non ha dunque una conoscenza appropriata del territorio.

Insomma è un far west.

Per esercitare tale professione, come prevede la legge 97 del 2013, oltre a possedere almeno un titolo di laurea triennale, bisogna superare un esame regionale. Si ottiene quindi un titolo nazionale, ossia un’abilitazione che può essere rilasciata solo dal Ministero del Turismo, attualmente guidato dal Massimo Garavaglia.

La legge 97 del 2013 ha superato tutte le leggi regionali, ma non ha posto fine al caos: tanto è vero che il titolare della Cultura Dario Franceschi vorrebbe proporre una legge di riforma complessiva.

Ad aumentare la confusione di coloro che ambiscono ad esercitare tale professione sono i corsi di formazione organizzati da enti e finanziati con soldi pubblici. Anche la Regione Molise stanzia risorse per i corsi di formazione per guide turistiche. Si tratta di corsi inseriti all’interno del Catalogo Formativo regionale che quest’anno gode di un finanziamento di 2,2 milioni di euro. “Ogni corso ha un costo che si aggira sui 30mila euro”, sottolinea Angelo Primiani, il consigliere regionale M5S che oggi in Aula ha acceso i riflettori sulle storture del comparto presentando una mozione che poi è stata approvata all’unanimità.

Angelo Primiani M5S consiglio regionale

“La nostra regione ha poche guide turistiche abilitate: un elenco datato, di 12 anni fa, ne annovera una cinquantina”, la premessa dell’esponente dell’opposizione pentastellata.

“Il Molise non può indire bandi per abilitare le guide né attivare albi provvisori per la guide turistiche (come invece ha fatto l’Abruzzo) perché rientra nella competenza legislativa dello Stato”. Eppure “la Regione Molise autorizza corsi di formazione inseriti all’interno del Catalogo formativo finanziato con 2 milioni di euro”.

Primiani ha messo in un luce anche un altro aspetto di tale questione: purtroppo questi corsi di formazione danno solo l’illusione di trovare un lavoro ai ragazzi che magari hanno in tasca la laurea in Beni Culturali (è possibile laurearsi in tale disciplina anche a Campobasso, rientra nell’offerta dell’Università del Molise, ndr).

“Quanti ragazzi lavorano dopo aver frequentato i corsi di formazione per guide turistiche? Nessuno. E la Regione – insiste Primiani – ha deciso di rinnovare il finanziamento per corsi che sappiamo non daranno un’occupazione”. Chi frequenta questi corsi infatti viene solo preparato all’esame di abilitazione che poi deve comunque affrontare e superare per ottenere l’abilitazione rilasciata dal Ministero. Insomma, “la Regione sta promuovendo l’abusivismo della professione finanziando corsi di formazione per persone che non saranno mai abilitate e che potranno solo operare nel sommerso“. Oppure “ci si affida a cooperative e società di servizio, come fa la Sovrintendenza. Ma è un sistema che non è accettabile”.

Criticità ammessa in aula anche dall’assessore al Turismo e Cultura Vincenzo Cotugno: “Bloccare esercizio improprio della professione”. Che poi specifica: “I corsi di formazione servono solo a preparare i ragazzi”. Ad ogni modo, sottolinea: “Questo è un problema difficile da risolvere perché è un settore di esclusiva competenza dello Stato”.

Probabilmente quando sarà risolto sarà troppo tardi: i giovani laureati molisani in Beni Culturali forse, senza avere la possibilità di uno sbocco occupazionale, avranno già lasciato la nostra regione. E magari i turisti preferiranno affidarsi a guide turistiche di altre regioni trovandole più preparate.

Particolarmente emblematico quello che avviene ad Agnone e che in Aula viene raccontato dal capogruppo M5S Andrea Greco: “Agnone ha migliaia di visitatori l’anno, la Pontificia Fonderia Marinelli attira 40mila visitatori l’anno e tutto è demandato al volontariato di una persona che opera tramite la Pro loco”. E chissà in quanti altri siti turistici molisani ci si ‘arrangia’ così. E chissà in quanti altri non trovi nemmeno l’ombra di una guida turistica.