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I fondi ci sono

Frana di Petacciato, dopo anni di immobilismo via alla gara ma siamo ancora a studi e progettazione

Primo finanziamento di 3,3 milioni di un complessivo intervento da 40,6 milioni: domande da presentare entro tre settimane, poi via a indagini geologiche e progettazione

Sono passati quasi sette anni dall’ultima riattivazione, tre e mezzo dall’annuncio del grosso finanziamento per mettere mano una volta per tutte – si spera – alla grande frana. Da allora poco o nulla si è mosso e per fortuna nemmeno la terra ha continuato a scivolare a Petacciato dopo l’ultimo smottamento del marzo 2015. Oggi giunge la notizia dell’avvio della gara per la progettazione e le indagini dell’intervento volto a mitigare il fonte franoso ritenuto tra i più importanti d’Europa.

È il presidente Toma, nelle vesti di commissario straordinario delegato per la frana di Petacciato e quella di Civitacampomarano, a fornire i dettagli. In una nota ufficiale Toma parla di novità positive, “relative alla conclusione delle attività tecnico-amministrative per la gara di progettazione dell’intervento concernente il  “consolidamento idrogeologico interessante il versante Nord-Est a valle dell’abitato” di Petacciato.

infatti nei giorni scorsi è stata pubblicata la gara sul sito di Invitalia che, attraverso la Misura “Azione di sistema”, di cui alla delibera Cipe 77 del 2017, svolge il ruolo di Centrale di committenza per conto del commissario stesso”.

Ci sono quindi i primi fondi da spendere del totale che sfiora i 41 milioni di euro. In particolare “l’importo dei servizi tecnici messi a gara ammonta a 3 milioni 360mila e 190,70 euro (Iva ed oneri esclusi), mentre l’importo totale dell’intervento è di 40 milioni 599 mila e 460 euro, uno dei maggiori importi mai destinati in Italia alla mitigazione di fenomeni di dissesto”.

Siamo però ancora ben lontani dai primi interventi reali, visto che questo finanziamento riguarda gli studi da effettuare e il progetto da realizzare affinché si possano mitigare i rischi di una frana che di certo non si può cancellare dall’oggi al domani. In questi anni gli unici interventi sono stati quelli sul Belvedere che è stato liberato da diverse abitazioni e ora ospita un’area di passeggio con qualche albero, delle spiedi e alcune panchine. Per il resto è tutto com’era, tanto che l’ex municipio è inagibile e transennato da tempo in attesa di decidere cosa farne.

Com’è cambiata Petacciato

“I servizi riguardano la progettazione di fattibilità tecnica, economica e definitiva, lo studio geologico, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonché rilievi, indagini geologiche e geotecniche, monitoraggio interferometrico. L’affidamento avverrà mediante procedura aperta e aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

Investire su Petacciato ingenti risorse per risolvere un problema annoso e complesso, fermo da anni a causa dell’assenza di finanziamenti dedicati e per via della complessità della frana, definita come una delle più grandi d’Europa – fa notare Toma – è una grande sfida che ci accingiamo ad affrontare con serenità, ma anche con la dovuta cautela.

Quello di Petacciato – continua – è uno tra i fenomeni franosi più problematici. Su di esso sono stati condotti, nel corso degli anni, studi e approfondimenti, come pure formulate diverse ipotesi progettuali finalizzate, il più delle volte, alla protezione e messa in sicurezza delle importanti infrastrutture presenti, piuttosto che alla sistemazione complessiva dell’area e, dunque, alla mitigazione della pericolosità specifica.

Il principale obiettivo da raggiungere con la realizzazione delle opere oggetto della progettazione – spiega il presidente – è appunto rappresentato dalla mitigazione della pericolosità idro-geomorfologica e del rischio specifico indotto, al fine di garantire la salvaguardia del centro abitato di Petacciato e delle infrastrutture lineari di rilevanza strategica nazionale: strada statale “Adriatica”, autostrada A14, linea ferroviaria Milano-Lecce. Tale scenario rende l’intervento di elevata valenza strategica, sociale ed economica, a livello locale, interregionale e, finanche, nazionale”. I tempi non vengono definiti ma è facile ipotizzare che saranno lunghi. Intanto la scadenza della manifestazione di interessa è fissata al 23 novembre prossimo.

“Ringrazio tutta la Struttura commissariale – conclude il commissario e presidente – che ha lavorato per arrivare a questo punto. Siamo solo all’inizio di un percorso teso a raggiungere la messa in sicurezza di un più vasto territorio”.

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