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Caccia al cinghiale in una zona protetta. Nei guai due bracconieri a Casacalenda

I due ora rischiano l'arresto fino a sei mesi e una sanzione economica fino a 1.549 euro. Oltre alla denuncia, i militari hanno proceduto al sequestro delle due carabine utilizzate per l’attività illecita.

Caccia al cinghiale in una zona interdetta e protetta: sono finiti nei guai due bracconieri e le loro carabine sono state sequestrate.

I militari della Stazione Carabinieri Forestali di Casacalenda hanno sorpreso due uomini in località Orto Canale (nel comune di Casacalenda) che, armati di carabina, erano intenti ad esercitare attività di caccia al cinghiale nell’Oasi di Protezione Faunistica denominata “Lago Liscione”.

I bracconieri sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver esercitato attività venatoria in zona interdetta nonchè protetta a livello europeo. L’Oasi infatti ricade in un’area individuata come Sito di Importanza Comunitaria e Zona Speciale di Conservazione denominata “Lago di Guardialfiera – Monte Peloso” all’interno nella Zona di Protezione Speciale “Lago di Guardialfiera – Foce del Fiume Biferno”. Si tratta di zone che fanno parte della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea.

Rete Natura 2000 – ricordano i Forestali – è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva del 1992 chiamata “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

Essa è costituita dai SIC (siti di interesse comunitario), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali ZSC (zone di protezione speciale), e comprende anche le ZPS relative alla conservazione degli uccelli selvatici.

I due bracconieri molisani ora rischiano l’arresto fino a sei mesi e una sanzione economica fino a 1.549 euro. Oltre alla denuncia dei due bracconieri, i militari hanno proceduto al sequestro delle due carabine utilizzate per l’attività illecita.

I Carabinieri Forestali svolgono da sempre un’attività, impegnativa e difficile anche dal punto di vista logistico, volta al contrasto del fenomeno del bracconaggio che si sviluppa in contesti diversi e che esprime tutto il disvalore, morale e materiale, che queste azioni illecite hanno rispetto alla conservazione della biodiversità.