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Campobasso

Bulli con le minicar tra noia e spavalderia: pestano a sangue un ragazzino, 30 giorni di prognosi

Genitori preoccupati per i propri figli segnalano atti di violenza e bullismo. Un ragazzino di appena 15 anni è stato aggredito brutalmente in via Colle delle Api da alcuni coetanei che scorrazzano in città a bordo delle macchinette perché ha "osato guardare troppo". I primi tre bulli "per bene" denunciati alla Procura minorile

Mamme preoccupate. Padri sul piede di guerra. Figli  – questi sì, figli per bene – che raccontano di “quei fighetti” che a bordo delle minicar scorrazzano per le strade “dandosi un sacco di arie”. “Spesso bevono grazie a qualche amico maggiorenne che gli compra e gli porta l’alcol” e “altre volte fumano marijuana“. Poi si mettono sulle loro minicar “perché sono tutti figli di papà o di gente che c’ha i soldi” e infastidiscono “i ragazzi normali come noi, diciamo così, che invece al massimo abbiamo il nostro amato scooter oppure ce la facciamo tranquillamente a piedi da casa al centro di Campobasso per trascorrere un sabato sera in compagnia senza per forza fare danni”.

La voce dei ragazzi è la stessa delle confessioni che fanno ai loro genitori. E questi davanti ai racconti dei loro figli il problema delle babygang “motorizzate” lo avvertono pienamente.

Perché sono genitori consapevoli di una serie di campanelli d’allarme che le Autorità lanciano da tempo, a cominciare da quello della droga che la Procura urla da oltre due anni e chiede ai genitori di “osservare” i ragazzi e di “denunciare anomalie” che se minime sono ancora “reversibili”, perché altrimenti imboccare la strada del “non ritorno”, tacendo o fingendo di non vedere, è di una facilità disarmante.

E’ in questo contesto che accade qualcosa di cui da tempo si aveva sentore: perché davanti alle scuole i genitori che aspettano i figli all’uscita sono soliti chiacchierare e confrontarsi. E il problema dei ragazzini “viziati” che a bordo delle minicar sono autori di bravate spesso pericolose anche per gli altri, è una voce che gira da qualche tempo. Quella voce, sabato scorso,  si è trasformata in un’aggressione vile e ignobile. Un vero e proprio pestaggio, ai danni di un liceale che ha riportato 30 giorni di prognosi.

I fatti. Questo ragazzino ha l’audacia di guardare la baby-gang di cui si vocifera a Campobasso mentre passa sfrecciando con una minicar lungo via Colle delle Api. A bordo sono in tre. Lui li osserva e lo sguardo è critico, legittimamente. Loro, i bulletti, quegli occhi addosso non li vogliono, e lo insultano. Lo deridono. Il ragazzino dopo un po’ quegli insulti non li tollera più e reagisce invitando i tre a cambiare strada e a tenere la lingua a posto. Ma per i “baby boss”  la risposta è un affronto. E la scusa per mettere “in chiaro le regole” è servita a tavolino: scendono dalla minicar e lo pestano. Un pugno in piena faccia, i passanti che intervengono ad aiutarlo mentre grondante di sangue è a terra. I tre gradassi invece fuggono.

Prima la corsa in ospedale, dove alla vittima dell’aggressione viene diagnosticato un trauma facciale ed oltre trenta giorni di prognosi. Poi la denuncia alla polizia. Sul caso ha indagato la squadra mobile. E gli agenti di via Tiberio hanno immediatamente raccolto le testimonianze del fatto, ricostruito la dinamica, individuato elementi probanti, ma hanno anche ascoltato i racconti di chi sapeva delle scorribande di questi ragazzi a bordo di macchinette senza regole né coscienza, né alcuna forma di rispetto o rigore morale. Liberi di fare ciò che vogliono senza alcun controllo da parte delle famiglie.

La Mobile risale ai nomi e alle facce dei tre bulletti: tutti  sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.

Una brutta storia che fino al giorno dell’aggressione si è nascosta nel vocio davanti alle scuole o nei video che girano su whatsapp. Brutte storie che dovevano finire da subito negli uffici della polizia o dei carabinieri perché soprusi simili vanno segnalati. Senza ‘se’ e senza ‘ma’. Invece nessuno ha denunciato fino a quando un ragazzo non ci ha rimesso la faccia a colpi di punti di sutura e contusioni.

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