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A Montorio mascherine obbligatorie anche all’aperto: 14 positivi in 2 settimane. Tre ricoverati, 2 non vaccinati sono gravi

Il sindaco Nino Ponte è il primo della nostra regione a imporre l'obbligo. "Ho avuto un sussulto di coscienza, ma nel giro di sedici giorni c'è stato un aumento dei casi e non voglio che il virus provochi decessi come nella vicina Montelongo", spiega. Intanto l'Associazione dei piccoli comuni ha chiesto al Governo un provvedimento ad hoc soprattutto nel periodo delle festività. E nel caso in cui non dovesse arrivare i sindaci sono pronti a irrigidire le regole: anche a Campobasso si valuta un'ordinanza.

Quattordici positivi accertati nel giro di poco più di due settimane, tre persone ricoverate nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Cardarelli. Due, di 61 e 46 anni, non sono immunizzate. “So che sono gravi”, evidenzia il sindaco Nino Ponte. Invece è migliore il quadro clinico del terzo paziente, anche lui sessantenne: è un soggetto fragile e ha ricevuto la terza dose di vaccino. Ecco l’impatto che finora la quarta ondata ha avuto su Montorio nei Frentani. Il virus si è diffuso negli ultimi sedici giorni anche in questo borgo interno e abbastanza isolato della provincia di Campobasso: il primo contagio è stato rilevato il 15 novembre scorso.

Tre giorni fa, dopo l’infezione della titolare, è stato chiuso anche il bar del paese, luogo di incontro e socialità come avviene in tanti centri. Nelle scorse ore il primo cittadino ha firmato l’ordinanza che impone l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, non solo nei luoghi chiusi perchè “l’andamento epidemiologico sul territorio presenta una relativa criticità”, si legge nel provvedimento pubblicato sul sito del Comune. Sono esclusi dall’obbligo i bambini che hanno meno di sei anni e le persone con particolare patologie. Il Governo del resto ha lasciato questo potere ai sindaci.

“Ho raccolto l’appello del ministro della salute Speranza”, sottolinea anche Nino Ponte che definisce l’ordinanza “doverosa e necessaria, l’ho firmata per tutelare una comunità di 400 persone“. Lo raggiungiamo telefonicamente al termine di una mattinata particolare impegnativa: Montorio si è svegliata sotto una coltre bianca di circa 20 centimetri.

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“Per fortuna – esplicita – a Montorio ci sono ora solo 8 positivi, gli altri si sono negativizzati nel giro di una decina di giorni. Inoltre tre persone sono ricoverate in Malattie Infettive. Due non sono vaccinate, anche piuttosto giovani (hanno 61 e 46 anni), sono gravi. La terza sta abbastanza bene: ha ricevuto la terza dose perchè ha problemi di salute“. Anche da questo angolo del Molise arriva la conferma che chi non è immunizzato rischia di contagiarsi di più e di subire le gravi conseguenze del virus. Qualcuno l’ha definita la ‘pandemia dei non vaccinati’.

Dunque, “ho avuto un sussulto di coscienza. Sono pronto a revocare l’ordinanza quando la situazione epidemiologica migliorerà e in paese non ci saranno più contagiati. Non voglio che succeda come a Montelongo dove otto persone sono morte tra marzo e aprile scorsi. Anche a Montorio abbiamo avuto due decessi per covid tempo fa”.

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L’obiettivo dell’ordinanza di Ponte è evitare l’ulteriore diffusione del virus: “Vorrei tenere la situazione sotto controllo”. Anche perchè, con le temperature rigide di questo periodo, è più facile incontrarsi in luoghi al chiuso dove il virus si propaga velocemente. Per fortuna, dalla campagna di screening svolta lunedì e martedì scorso a Montorio non sono emerse nuove positività.

Tuttavia, l’esempio di Montorio potrebbe essere seguito da altri amministratori  che si stanno interrogando se è necessario ‘alzare il muro’ contro il virus implementando le misure anti-covid. L’obbligo di mascherine all’aperto è stato imposto in numerose città molto più grandi di Montorio: Milano, Bologna, Bergamo, Brescia, Padova, Firenze, Pesaro solo per citare qualche esempio.

L’approssimarsi delle festività, l’aumento delle occasioni di socialità e la corsa allo shopping per i regali di Natale unitamente alla circolazione delle varianti rischiano di essere un mix esplosivo nel secondo inverno della pandemia. Tutto ciò sta alimentando i timori dei sindaci che nelle scorse, attraverso la posizione ufficiale esposta dall’Anci (Associazione nazionale piccoli comuni), hanno chiesto al Governo “di valutare l’opportunità di rendere obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale dal 6 dicembre al 15 gennaio”, come ha puntualizzato il sindaco di Bari nonchè presidente Anci Antonio Decaro. In quei giorni “nelle nostre città c’è maggiore possibilità di assembramento”. Il primo cittadino pugliese ha ricordato che “usare la mascherina anche all’aperto, significa abbattere almeno del 50% la possibilità di diffondere il virus”. 

Non è chiaro se il Governo adotterà un nuovo provvedimento per accogliere le richieste dei sindaci. Ma l’esempio di Nino Ponte potrebbe essere seguito da qualche collega molisano. Sta pensando ad un’ordinanza anche il primo cittadino di Campobasso Roberto Gravina: sarebbe valida in prossimità delle festività e nei luoghi più frequentati della città.