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Top & flop dopo il voto: Raimondo e Mancini big di consensi. Sorpresa Volt e Isernia Futura (con la guida di due donne)

Al di là dei risultati più o meno positivi delle liste presentate dai partiti più grandi, a Isernia hanno raccolto consensi forse inattesi le formazioni esordienti come quelle che erano schierate con Piero Castrataro. E poi c'è chi ha confermato la propria 'potenza di fuoco' come Forza Italia (tra i più votati Linda Dall'Olio e Cesare Pietrangelo, vicini ad Aldo Patriciello) e Alleanza per il futuro. Infine, una curiosità: tra i candidati in corsa nella Lega c'era anche Bernardo Centracchio, il padre della medaglia di bronzo a Tokyo nel judo, che però ha raggranellato solo 18 preferenze. Male anche l'ex assessore Eugenio Kniahynicki , il consigliere uscente M5S Mino Bottiglieri e l'avvocato Oreste Scurti

Non c’è elezione che non riservi qualche sorpresa, soprattutto a livello locale. E non poteva essere da meno Isernia dove, accanto alle riconferme degli esponenti più in vista nella città pentra, c’è un ‘tesoretto’ di voti che sono state in grado di catalizzare le formazioni più piccole che si sono rivelate la sorpresa di queste Amministrative. Volt e Isernia Futura, ad esempio: entrambe nello schieramento guidato da Pietro Castrataro (candidato di Pd e M5S, lo ricordiamo per i più smemorati), tutte e due all’esordio sulla scena elettorale isernina. Altro punto in comune: sia in Volt che nella lista di Isernia Futura i candidati che hanno preso più voti sono due donne. 339 preferenze per Federica Vinci, che è al tempo stesso presidente nazionale di questo nuovo partito nato nel luglio del 2018 e che si professa “progressista e paneuropeo”. 279 voti per Francesca Scarabeo, apprezzata senologa dell’ospedale Veneziale di Isernia.

C’è un’altra giovane donna che si piazza ai primi posti nella classifica delle preferenze: Elisabetta Lancellotta, 42 anni e dirigente sportiva. Poco tempo fa è stata eletta nel Consiglio Nazionale del Coni come rappresentante delle Delegazioni provinciali delle regioni del Sud. Gli elettori le hanno tributato 235 preferenze: è stata la più votata di Fratelli d’Italia.

E poi le elezioni di Isernia hanno confermato i campioni di consensi. Giovancarmine Mancini, punto di riferimento per la politica pentra e nazionale, continua ad essere l’intramontabile rappresentante di quella parte di elettorato che votava Fiamma Tricolore. Il suo comizio elettorale a chiusura della campagna elettorale è stata un successo confermato poi alle urne. Alleanza per il Futuro ha preso 561 consensi (4,59%) frutto anche delle scelte compiute dallo stesso Mancini che in lista ha candidato “solo volti puliti, non riciclati e ragazzi preparati che hanno frequentato le università pubbliche”, ha detto lui stesso più volte segnando una linea netta di demarcazione rispetto a Volt, che considera un partito di ‘snob’. Da solo l’avvocato isernino ha conquistato 347 preferenze. Se al ballottaggio dovesse vincere la coalizione di Gabriele Melogli, è in pole per il posto da assessore alla Cultura ruolo già ricoperto in passato: Giovancarmine Mancini, ad esempio, ha promosso in passato il celebre ‘Festival della canzone italiana d’autore’, una manifestazione conosciuta a livello nazionale (in una edizione furono ospiti Red Ronnie e Rosaria Renna) e che ha intenzione di riportare in auge nel caso in cui al secondo turno si dovesse affermare il centrodestra.

Mancini non è stato l’unico a confermarsi una ‘macchina da guerra’: Raimondo Fabrizio, Linda Dall’Olio e Cesare Pietrangelo gli fanno buona compagnia. Erano tutti e tre candidati in Forza Italia. 643 consensi per il primo, anche lui avvocato e inizialmente designato come possibile candidato sindaco del centrodestra. Gli altri due, molto vicini all’europarlamentare Aldo Patriciello, hanno incassato 389 e 353 preferenze. Quota simile (359 voti) per Domenico Chiacchiari, ex assessore nella giunta D’Apollonio, il più votato di un’altra lista al debutto, Isernia Migliore.

Non da meno un’altra esponente evergreen della politica isernina: Maria Teresa D’Achille (Pd), 297 voti. Discorso simile per Mena Calenda (448 consensi), assessore al Lavoro e alle Politiche sociali nella Giunta Toma. Tornerà da consigliere comunale nel Municipio pentro. Certo, forse nel suo ruolo da esponente del governo regionale avrebbe potuto ottenere molti più voti, ma c’è chi è andato peggio. Molto peggio.

Come l’ex assessore Eugenio Kniahynicki (168 voti), il consigliere uscente M5S Mino Bottiglieri (52), l’avvocato Oreste Scurti (143 voti)  candidato con ‘Progetto per Isernia’, una delle liste a sostegno di Cosmo Tedeschi. Probabilmente si aspettavano molto di più dalle urne.

Infine, una curiosità: tra gli aspiranti consiglieri c’era anche Bernardo Centracchio, il padre della medaglia di bronzo a Tokyo nel judo: ha raggranellato solo 18 preferenze con la Lega, uno dei partiti nazionali naufragato a Isernia. (SP)