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Se n’è andata a 74 anni Adele Terzano, vulcanica poetessa, scrittrice e amante dell’arte

Lascia un grandissimo vuoto nel suo paese, Guglionesi, dove si è sempre impegnata nella cultura e nell'arte, ma anche nella comunità di Larino che di recente le aveva tributato la cittadinanza onoraria. Storica professoressa di francese, autrice di numerose pubblicazioni (l'ultimo libro è dedicato a Giulio Rivera) e appassionata di tradizioni e vernacolo, aveva 74 anni. I funerali domenica 17 ottobre alle ore 18. Meno di un mese fa era morto il marito, Pasquale.

La notizia della sua morte, nel pomeriggio di sabato 16 ottobre, è stata accompagnata da un dolore sincero e condiviso e da una incredulità diffusa. Tutti sapevano della sua malattia, che nell’ultima fase si era aggravata notevolmente, ma pochi avrebbero immaginato che lei, un simbolo per eccellenza di forza e determinazione, non sarebbe riuscita a vincere la battaglia cruciale. Adele Terzano aveva 74 anni e un amore per la vita tenace e inesauribile, una passione dirompente che nel corso della sua esistenza umana e professionale l’ha portata ad affrontare sempre nuove sfide, a non demordere mai, a buttarsi a capofitto in progetti culturali di ampio respiro ricavandone un meritato successo.

Storica docente di lingua francese, poetessa, appassionata come pochi alle tradizioni locali e al vernacolo, quell’idioma “delle radici” che conosceva magistralmente, attraverso il quale sapeva infondere colore alle atmosfere che raccontava e l’impronta della genuinità ai suoi versi. Scrittrice e drammaturga, con numerose pubblicazioni all’attivo. Il suo ultimo libro è quel “Ciao Giù” che omaggia, attraverso poesie, testimonianze e immagini, Giulio Rivera, un ragazzo di Guglionesi morto a 24 anni perché trucidato con la scorta di Aldo Moro nell’agguato in via Fani.

Una donna di cultura, da sempre impegnata in favore della sua comunità, che non ha smesso un secondo – nella sua esistenza pubblica e privata – di avere fiducia nel potere della letteratura, della narrazione e dell’arte, e di trasmettere questi valori a chi aveva vicino, a cominciare dalla sua famiglia. Attenta ai talenti, innamorata della bellezza in tutte le sue forme, ogni volta che ha potuto si è spesa per la valorizzazione delle capacità altrui con quella solarità che l’accompagnava ovunque, fosse una serata a teatro, un evento della Fidapa (l’associazione di promozione delle donne impegnate alla quale ha sempre aderito con entusiasmo), una passeggiata lungo i vialetti della villa comunale di Castellara sottobraccio all’amato marito Pasquale – che se n’è andato improvvisamente meno di un mese fa – o un raffinato aperitivo a casa sua, sempre aperta e sempre teatro di iniziative originali.

Poco più di un anno fa, nel luglio 2020 e prima che la malattia prendesse il sopravvento sulla sua vivacità, aveva inaugurato nel suo cortile un magnifico quadro murario che la ritrae come una regina della giungla su una dormeuse di velluto in mezzo a una foresta lussureggiante ispirata al naif di Henry Rousseau. “L’ho fatto per celebrare la mia casa e la sua padrona, ma anche per promuovere un validissimo artista della nostra Guglionesi”, aveva raccontato (qui l’articolo) – col sorriso, riferendosi all’autore del murale Rocco Pelusi.

Il suo impegno per Guglionesi e i guglionesani è stato tenace, coerente con quel carattere volitivo che la contraddistingueva rendendola un vero personaggio. “Una donna vulcanica”: questa la definizione dei suoi amici, la più consona a una personalità come la sua, capace di impegnarsi in cento cose, di non alzare mai bandiera bianca, di non fermarsi davanti alle difficoltà e alla stanchezza. Prima ancora della sua opera, è questa l’eredità che lascia alla collettività, alla quale è affidata la speranza di un riscatto dal dolore e dallo sgomento che la sua morte ha ingenerato fra i tantissimi che l’hanno conosciuta e l’hanno amata con sincerità, come si amano le persone indomite, veraci e dall’animo generoso, alle quali si perdonano perfino i capricci. Conosciutissima in tanti Comuni del BassoMolise e del Molise per la sua attività artistica, di recente aveva ottenuto un importante riconoscimento a Larino, che le ha tributato la cittadinanza onoraria.

Professoressa e mecenate dell’arte, riconoscimento speciale per Adele Terzano: cittadina onoraria di Larino

Lascia tre figlie, Paola, Cristina e Carla, e due nipoti che adorava, ricambiata: Gaia e Lorenzo. I funerali saranno celebrati domenica alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Guglionesi.