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Sciabolata sulle associazioni del 118, rimborsi dimezzati: a rischio trasporto nelle emergenze. “A queste condizioni non ci stiamo più”

Il nuovo regolamento dell'Asrem che fissa le regole del rapporto con le associazioni di volontariato e con la Croce Rossa per il trasporto nelle emergenze-urgenze introduce una serie di tagli che potrebbero compromettere il servizio 118. Dalle associazioni c'è già chi dice che non ci starà più a queste condizioni. E a rimetterci sarà ancora una volta il cittadino molisano

Non un taglio, ma una sciabolata che rischia di pregiudicare il servizio 118 in Molise, quello che garantisce il trasporto nelle emergenze-urgenze. Con Deliberazione del Direttore Generale dell’Asrem lo scorso 4 ottobre è stato pubblicato il nuovo regolamento che disciplina i rapporti in convenzione con le organizzazioni di volontariato e la Croce Rossa Italiana per il trasporto sanitario di emergenza/urgenza. Allo stesso tempo è stato pubblicato un bando cosicchè le associazioni vengano inserite. Il tutto per garantire il servizio nelle 16 postazioni Set 118 della regione. “A queste condizioni non lo farà più nessuno”, le voci che provengono dalle associazioni che finora hanno assicurato questo servizio fondamentale.

È uno spettro vero e proprio, ma può essere vista anche come una beffa proprio ora che interi reparti ospedalieri nei nosocomi molisani rischiano la chiusura e la prospettiva dei trasferimenti in altri presidi (quello di Campobasso o finanche fuori regione) diventa sempre più concreta.

Rimborsi praticamente dimezzati, tagliate le spese rimborsabili dall’Azienda sanitaria, costi quindi che lievitano e che potrebbero non essere sostenibili per le associazioni che finora hanno gestito il servizio, un servizio – non serve neanche dirlo – fondamentale per i cittadini.

Un esempio può far ben comprendere la situazione in cui stanno per venire a trovarsi le associazioni che finora erano convenzionate e che svolgevano il servizio di primo soccorso del paziente in ambulanza e di trasporto nelle strutture sanitarie in caso di emergenza-urgenza, in molti casi praticamente la corsa che separa la vita dalla morte. Per l’acquisto delle ambulanze nel nuovo regolamento viene riconosciuto all’associazione di volontariato un rimborso del 50% nell’arco di 5 anni. Il restante 50% è a carico dell’associazione. Quindi, considerando che il costo medio di un’ambulanza di tipo A è di 75.000 euro, un’associazione dovrebbe caricarsi una spesa di 35.000 euro. E come mai potrebbe?

Dalle opposizioni già si sono levate voci fortemente critiche. Facciolla (Pd) non ha esitato nel definirlo l’ennesimo schiaffo ai molisani. Dello stesso avviso il portavoce M5s in Consiglio regionale Angelo Primiani che giorni fa aveva messo l’accento sui “tagli lineari inaccettabili” che metteranno a rischio la rete di emergenza-urgenza nella nostra regione.

Fortemente amareggiate anche le associazioni che finora – pensate solo agli sforzi nel pieno della pandemia – si sono fatte carico del servizio. “Così non potremo più farlo. È un’utopia”, si esprime così il Governatore della Misericordia di Termoli, Romeo Faletra. “A queste condizioni noi non lo potremo fare più, continueremo a garantire gli altri servizi sociali, ma non potremo più effettuare il trasporto come 118”. Dalla Croce Rossa molisana la decisione pare essere la stessa. Verrà abbandonato questo servizio, non più sostenibile.

Così Primiani del M5s, che si sofferma in particolare sui rimborsi – anche quelli dimezzati – ai volontari: “Se oggi in Molise si può ancora parlare di una rete di emergenza territoriale, lo si deve soprattutto alle associazioni di volontariato che operano a supporto del servizio 118. Si tratta di prestazioni fondamentali per i cittadini, che sempre più spesso vengono trasferiti negli ospedali a bordo di ambulanze gestite da volontari.

Tuttavia il nuovo regolamento 2021 del servizio 118 rischia di mettere a dura prova l’intera rete di emergenza territoriale, già ridimensionata dal Pos 2019–21. In particolare, mi riferisco al drastico taglio dei rimborsi destinati agli operatori volontari. Un taglio di oltre il 50%, che rischia di rendere economicamente insostenibile la loro attività salvavita. È vero, un adeguamento delle convenzioni si rende necessario anche alla luce delle disposizioni introdotte dal Codice del terzo settore (decreto legislativo n. 117/2017). Ma con il taglio lineare imposto da Asrem si corre il rischio che le associazioni non riescano più a garantire un servizio vitale per la nostra sanità”.

Ci va giù duro anche il Segretario Pd – nonché consigliere regionale – Vittorino Facciolla. “Ennesimo schiaffo al territorio da parte del presidente Toma. Questa volta ad avere la peggio è il 118. Il presidente/commissario ha deciso di far morire questo fondamentale servizio”. Ed elenca alcune criticità che il bando per chi volesse entrare nella convenzione con Asrem per fornire questo servizio presenta. “Per l’acquisto dei mezzi di emergenza viene riconosciuto all’associazione di volontariato un rimborso del 50% nell’arco di 5 anni (Il costo medio di un’ambulanza di tipo A è di 75.000 euro, di tipo B di 50.000 euro etc…). Come può un’associazione caricarsi una spesa di 35.000 euro?” C’è poi il capitolo della manutenzione del mezzo. “La manutenzione di un’ambulanza (che prevede oltre alla normale manutenzione del motore e della carrozzeria anche i controlli periodici di tutte le apparecchiature tecnologiche necessarie alla sicurezza del paziente e del personale volontario) ha generalmente un costo di 10.000 euro. Il bando prevede un rimborso spese per la manutenzione di soli 2.250 euro. Inoltre come rimborso per i costi del carburante il bando prevede 1/5 del costo della benzina. Gli altri 4/5 sono a carico dell’associazione”. Facciolla fa un po’ i conti e parla di numeri che si commentano da soli: “Facendo un semplice calcolo con questo bando le associazioni, per poter continuare a svolgere il servizio di volontariato, dovrebbero reperire fondi per un totale di 100.000 euro”.

Eppure lo stesso regolamento Asrem, che disciplina gli accordi con queste associazioni, parla di “carattere non oneroso (e quindi gratuito) del servizio svolto dalle Associazioni” e lo associa alla garanzia dal principio del riconoscimento e del rimborso solo dei costi effettivamente sostenuti e documentati per il servizio.

Ora però si apre un ennesimo problema per la disastrata sanità molisana. Le associazioni rischiano di ‘fuggire in massa’ da questo accordo capestro, lasciando sguarnito un servizio essenziale. Verranno altre associazioni, magari da fuori? Il Governatore Faletra evoca sarcasticamente la parola ‘caporalato’ e di qualità che si andrà inevitabilmente abbassando. “Si va a colpire il Terzo Settore”, e quel che emerge è che anche le realtà associative più solide economicamente non possano trarre vantaggio da questo accordo. Detto altrimenti: chi glielo fa fare?

“È necessario rivedere e modificare questo bando se non vogliamo che le associazioni locali di volontariato, che tanto hanno fatto per il nostro territorio mettendosi sempre a disposizione, spariscano – commenta Facciolla – sotto l’onere dei costi da sostenere e che il servizio, come già accaduto, venga affidato a soggetti di fuori regione con conseguente perdita di qualità a danno dei cittadini molisani, a meno che l’obiettivo non sia proprio questo”.

Ambulanze croce rossa

Il ‘collega’ Primiani fa una fotografia di quello che potrebbe succedere a stretto giro: “Oggi abbiamo di fronte un’istantanea molto chiara: il Molise ha storicamente abdicato il servizio di 118 ed ora vuole rimodulare le convenzioni al ribasso, non stanziando fondi sufficienti per il trasporto in emergenza. Dall’altro lato, il presidente-commissario adotta un Pos lacunoso, che fa perno su accordi con altre regioni per il trasferimento di pazienti con patologie gravissime, come ictus e infarti. In estrema sintesi, ad un servizio inefficiente si sommerà a breve la frustrazione degli operatori. A farne le spese saranno, come sempre, i cittadini. È ora di porre rimedio a questa annosa vicenda, che di fatto sta portando ad un servizio sottopagato e privo di tutele per gli operatori. Basti pensare agli autisti-soccorritori, che nel quadro normativo vigente non trovano alcuna forma di inquadramento.

Trovo dunque inaccettabili i tagli voluti dall’attuale dirigenza di Asrem, tagli drastici e incondizionati. Ancor più in considerazione del fatto che nel Pos 2019-21 è previsto, in diverse occasioni, il trasferimento in strutture sanitarie extra regionali di pazienti affetti da particolari patologie. È quindi paradossale anche solo pensare di operare tagli al servizio di trasporto”.  

Dalle associazioni sperano in un ripensamento, e stanno organizzando per questo degli incontri coi vertici regionali e sanitari, nonostante il regolarmente sia stato pubblicato sul sito Asrem insieme all’avviso pubblico di indizione di procedura selettiva. Ma chi inoltrerà domanda per partecipare? E se gettano la spugna le organizzazioni finora impegnate in quel servizio, che succederà ai pazienti molisani che necessitano di essere portati in ambulanza in ospedale? Si riuscirà a garantire il servizio?