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Superbonus e incentivi prorogati, accolte le richieste. Reddito di Cittadinanza “corretto” per non ostacolare mercato del lavoro

Il Consiglio dei Ministri vara la Manovra: rinnovate tutte le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni, compreso il 110% ma con un tetto in base all'Isee. Modifiche anche per il sussidio del Reddito, cavallo di battaglia del M5S,, così come chiedono gli edili della nostra regione a corto di manodopera

Proroga dei bonus edilizi, a cominciare dal tanto discusso superbonus. Accolte quindi le richieste dell’Anci Molise, che insieme all’associazione nazionale comuni italiani aveva chiesto l’estensione per tutti del 110% e non solo per condomini e case popolari.

L’ufficialità è arrivata in serata: la Manovra che il Consiglio dei Ministri ha varato prevede un’ulteriore spinta al settore edilizio per evitare anche – si spera – una corsa forsennata all’apertura in fretta e in furia dei cantieri che ha provocato un forte rialzo dei prezzi, a cominciare da quello delle materie prime.

Ripresa e superbonus 110%, l’edilizia corre ma i prezzi schizzano alle stelle. Mancano materie prime e lavoratori

Da quanto emerge, il Governo Draghi ha deciso di proroga del Superbonus al 110% per l’anno 2022 non più soltanto per gli edifici Iacp e i condomini ma anche per le villette unifamiliari. Tuttavia ha posto un limite, che è quello dell’Isee fino a 25 mila euro e soltanto se l’intervento è relativo alle prime case. Per i condomini invece il superbonus sarà valido fino al 2023 ma andrà a scalare: il tetto rimborsabile della spesa scenderà al 70% per il 2024 e al 65% per il 2025.

La proroga al 2022 era stata chiesta anche dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili che avevano suggerito di prolungare le misure pensate per l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico degli edifici ma al tempo stesso di garantire che le risorse fossero destinate a chi ha davvero bisogno di agevolazioni economiche per avere una casa più sicura ed efficiente e non a chi vuole semplicemente rifare casa a costo zero o quasi.

Ieri c’è stato chi, come il deputato molisano Antonio Federico, aveva chiesto di allargare la platea dei potenziali beneficiari. “La proroga del Superbonus 110% anche per gli edifici unifamiliari e plurifamiliari è un primo importante passo, ma ora bisogna rivedere il vincolo Isee proposto dal Governo ed estendere la platea dei beneficiari.

Grazie al lavoro condotto dal Movimento – spiega il deputato – il Governo è tornato sui suoi passi e ha annunciato la volontà di estendere la proroga del Superbonus al 2023 anche agli edifici monofamiliari oltre che ai condomini, ma in vista dell’approvazione in Consiglio dei ministri ci aspettiamo altri passi avanti.

Bisogna rivedere il vincolo dell’Isee a 25.000 euro, perché l’applicazione di questo limite appare difficile da mettere a punto e gestire visto che la maxi-agevolazione è destinata sia agli inquilini sia ai proprietari. Inoltre restringe la platea dei beneficiari, mentre all’Italia serve un Superbonus dal respiro più ampio possibile e lo dimostrano gli indici economici del comparto costruzioni che non vedevano picchi così elevati da un decennio”.

A proposito del settore che sta conoscendo una forte riprese, non c’è solo il superbonus. Infatti tutti gli altri incentivi fiscali sono stati riconfermati.

COME FUNZIONERANNO GLI INCENTIVI – L’incentivo pari al 110% del valore dell’importo dei lavori è previsto fino al 31 dicembre 2023, per il 2024 il bonus scende e viene portato al 70% delle spese sostenute, nel 2025 segue un’ulteriore riduzione con il bonus che cala al 65%. Per gli interventi relativi a case unifamiliari e villette (il superbonus termina il 30 giugno 2022), viene stabilità una proroga al 31 dicembre 2022, ma solo nel caso il proprietario abbia un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) che non supera i 25 mila euro. Tra i bonus confermati anche l’incentivo da 5 mila euro per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici, lavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori, a condizione che siano finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Dopo un duro confronto tra il premier Draghi e il ministro Franceschini, quest’ultimo ha ottenuto che anche il bonus facciate venisse prorogato per tutto il 2022. La conferma del bonus, inizialmente non prevista, prevede tuttavia una riduzione del beneficio fiscale sui lavori di rifacimento delle facciate degli edifici: nel 2020 e nel 2021 il bonus è stato al 90%, l’anno prossimo sarà al 60%.

Accolte sostanzialmente quindi le sollecitazioni dei Comuni, che sottolineavano l’importanza economica di questi interventi. Lo rimarca oggi anche Federico. “Del resto parliamo di una misura che vale 12 miliardi di Pil e 150.000 posti di lavoro all’anno: numeri importanti che devono orientare le scelte del Governo.

Secondo i dati Enea aggiornati al 30 settembre scorso, ad esempio, solo grazie al Superbonus in Molise sono attualmente attivi oltre 300 cantieri per 52,8 milioni di euro di interventi già ammessi a detrazione, di cui 32,8 milioni di lavori già conclusi.

Ma l’importanza di estendere la proroga sta anche in un altro dato: sempre in Molise sul totale degli interventi, il 15,3 per cento riguarda i condomini, mentre il 44,1 verte sulle unità unifamiliari e il 40,6 sulle unità indipendenti. Inoltre non è ancora terminato il 31,1 per cento dei lavori sulle unifamiliari e il 32,2 sugli immobili indipendenti.

Insomma siamo in una fase molto delicata – spiega ancora il portavoce M5S – e non si deve frenare il rilancio dell’economia fondato su interventi di riqualificazione necessari in chiave di efficienza energetica sia per la sicurezza antisismica.

Tra l’altro coibentando gli edifici, si offre a singoli cittadini e famiglie la possibilità di risparmiare sui costi in aumento delle bollette energetiche e di ridurre le emissioni di gas serra”.

Antonio Federico M5S

Antonio Federico conclude: “Il Governo eviti di produrre dannose discriminazioni e vada incontro alle famiglie, alle imprese e ai tecnici del settore che già da tempo hanno promosso il Superbonus 110% e ancora oggi lo sostengono con forza. Il Movimento 5 Stelle non si nasconde, da anni si batte per questa misura che si sta rivelando decisiva per rilanciare il Paese e lavorerà alla legge di Bilancio per rafforzarla: ora vediamo chi sta dalla parte della crescita, del Pil e della sostenibilità”.

Resta da risolvere, almeno per la nostra regione, la forte carenza di manodopera. In questo senso molti imprenditori hanno chiesto di modificare forme di sussidio come il Reddito di cittadinanza, spingendo chi oggi non ha un lavoro a cercare un’occupazione, visto che nell’edilizia e nell’artigianato oggi c’è forte domanda. Anche questo punto dovrebbe essere toccato dalla prima Manovra di Draghi. La  modifica del Reddito di cittadinanza è arrivata nella Manovra da 30 miliardi. Confermato il reddito di cittadinanza, che dal 2019 è stato fonte di scontri all’interno della maggioranza: Mario Draghi lo ha rifinanziato anche nel 2022 ma con diverse modifiche e un “un meccanismo che spinge di più alla ricerca di lavoro”, come ha detto il ministro Orlando. Dunque ontrolli molto più ristretti e soprattutto preventivi proprio per evitare quegli abusi al centro delle contestazioni di una parte della maggioranza (Forza Italia, Lega e Italia viva). Ma non solo. Draghi ricorda che il sostegno ha un secondo obiettivo: “Per gli occupabili non deve essere un ostacolo all’accettazione di proposte di lavoro, non deve ostacolare il funzionamento del mercato del lavoro”. Dopo vari tira e molla, è stato quindi stabilito che chi non dovesse accettare la prima offerta di lavoro, avrà un assegno ridotto. Ma al secondo rifiuto il beneficio lo perderà. I meccanismi della misura sono ancora allo studio. Si pensa ad esempio anche ad un assegno che via via possa calare per chi accetta un’occupazione. Previsti anche agevolazioni per chi assume i percettori del reddito.