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“Non ci sentiamo sicuri”: la vita blindata di Palata. Serate da incubo nel paese ‘assediato’ dai ladri

La tranquilla comunità è stata sconvolta dai numerosi furti di cui non si riescono ad individuare gli autori. Il sindaco Maria Di Lena ha chiesto aiuto alla Prefettura per trovare una soluzione ed evitare situazioni più pericolose ai propri cittadini: "Non ci sentiamo sicuri". Nella caserma di Palata operano quattro carabinieri che devono controllare un territorio che include anche Acquaviva Collecroce e Tavenna. Intanto chi ha le possibilità economiche ha deciso di acquistare un impianto antifurto.

“E’ da diverse notti che non riesco a dormire“. La sindaca (“preferirei essere chiamata sindaco”) Maria Di Lena non nasconde l’inquietudine provocata dai numerosi furti compiuti dai ladri che da tre settimane hanno preso di mira il suo paese. Parliamo di Palata, centro di 1600 anime che domina una collina e ‘guarda’ verso il mare Adriatico. L’ultimo furto c’è stato ieri sera, martedì, giornata in cui siamo tornati a raccontare di questa “piaga” che tiene sotto scacco il comune ormai da settimane.

Palata sotto scacco dei ladri: altri 3 colpi mentre i proprietari erano in casa. Sospetti su una banda

La vita di questa tranquilla comunità è stata stravolta da episodi di microcriminalità i cui responsabili non si riescono ad incastrare nonostante la presenza di una caserma dell’Arma. Ma quattro carabinieri – che fra l’altro devono controllare un territorio che include anche Acquaviva Collecroce e Tavenna – sono forse troppo pochi per fronteggiare la veloce azione dei malviventi che si introducono nelle abitazioni verso l’ora di cena, tra le 19 e 21. Si dirigono nelle camere da letto o “in qualsiasi stanza in cui ci sia un comò, una cassettiera”. Rubano oro e soldi. Non toccano altro, come pc o televisori. Poi si dileguano rapidi approfittando dell’oscurità.

Le indagini dei carabinieri finora non hanno prodotto risultati concreti. E probabilmente è anche per questo che ieri (27 ottobre), mentre a Palata si respira un crescente stato di ansia, dalla pec del Municipio è stata inoltrata una formale richiesta di incontro alla Prefettura di Campobasso, unico organo che può decidere di adottare misure straordinarie, ad esempio quella di aumentare la presenza delle forze dell’ordine in paese.

Non ho riscontri dalle indagini dei carabinieri. Per questo ho chiesto un incontro alla Prefettura, mi devono aiutare”. Eppure “fino a poco tempo fa qui era normale lasciare aperte porte e finestre”, spiega il sindaco Maria Di Lena, al lavoro senza tregua in questi giorni. Ora ognuno si blinda in casa come può. Chi ha le possibilità economiche ha deciso di correre ai ripari investendo la pensione per dotare la propria abitazione di un sistema antifurto, l’unico deterrente che forse potrebbe tenere lontani i malviventi.

“Da come mi raccontano i cittadini che hanno subìto i furti, i ladri agiscono a colpo sicuro: entrano dai giardini e dalle finestre al piano terra, si dirigono verso le camere da letto, nonostante in casa ci siano le persone dentro. Ieri (l’altro ieri, ndr) ad esempio sono entrati mentre c’erano le persone dentro casa. Stavano cenando, mentre al piano superiore i ladri si aggiravano tranquillamente nelle camere da letto”, riferisce il primo cittadino. “Tra la chiamata e l’arrivo dei carabinieri trascorre comunque qualche minuto, quando il furto è stato già compiuto e i ladri sono scappati. Poi c’è un fatto strano: i malviventi è come se sparissero nel nulla”.

Maria Di Lena sindaco Palata

Forse è una banda – composta probabilmente da due, tre persone – quella che colpendo in paese. Una banda senza scrupoli, sicuramente esperta, stando a come si muove, e che potrebbe avere un ‘palo’ che conosce bene quei luoghi. “I ladri sono entrati anche in abitazioni che si trovano nel centro abitato. Forse arrivano a piedi, attraversando le strade secondarie“. Strade che sono sprovviste del controllo delle telecamere della videosorveglianza dal momento che, spiega Maria Di Lena, “quando abbiamo fatto richiesta al Ministero rispondendo ad un bando, ci hanno detto che non potevano accogliere la nostra richiesta perchè il Molise è una regione tranquilla, che non presenta rischi”.

Ora i residenti di Palata stanno vivendo un incubo. “Fino a poco tempo fa vedevamo certe scene solo in tv, ora le viviamo in prima persona”, osserva il primo cittadino che non nasconde un senso di impotenza di fronte all’increscioso fenomeno che fa trascorrere le notti in bianco a lei e a tanti suoi concittadini. “Non ci sentiamo sicuri – insiste – ecco perchè, visto che non riusciamo a rintracciare questi malviventi, ho chiesto aiuto alla Prefettura che deve decidere se mandare più carabinieri o personale di altre forze dell’ordine”. 

Urge trovare una soluzione prima che i furti possano favorire altre situazioni pericolose, prima che qualcuno possa farsi male utilizzando un’arma o venendo a contatto con malviventi senza scrupoli. “Trovare un ladro in casa può provocare tante reazioni. In numerose abitazioni ci sono le scale, basta uno spintone e potrebbe accadere qualcosa di brutto. Ci sono anche genitori che lasciano i ragazzi a casa mentre fanno la spesa ad esempio”, racconta ancora il sindaco.

In attesa che le autorità di pubblica sicurezza decidano di intervenire, alcuni cittadini hanno deciso di affrontare un sacrificio economico per acquistare un impianto antifurto. Un sacrificio, sì. “In questo paese vivono anziani che percepiscono una pensione di 500 euro e che d’inverno devono risparmiare per acquistare la legna per riscaldarsi. Ma per paura hanno deciso di acquistare un sistema antifurto. Altri – incalza il primo cittadino – stanno anche pensando di abbandonare il paese”.

L’effetto dei furti potrebbe essere anche sociale, incrementare lo spopolamento della bella e pacifica comunità che nei mesi estivi ha registrato anche diverse presenze turistiche con ripercussioni positive sulla microeconomia locale, composta principalmente da bar o attività di ristorazione. “Questi episodi ci stanno lacerando – conclude il sindaco – io sono afflitta”. Sta ora alle autorità di pubblica sicurezza non restare indifferenti rispetto a questa richiesta di aiuto.