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Morte del 65enne ferito alla testa, saltano i funerali già fissati. Sequestrata la salma, ci sarà autopsia

La Procura ha disposto accertamenti sul corpo di Mario Miozzi, trovato senza vita in casa con una ferita alla testa dopo il pestaggio vicino a un bar la sera precedente. Inizialmente il decesso era stato archiviato come "morte naturale", ma ieri sera sono stati ascoltati alcuni testimoni in caserma che hanno confermato i fatti già riferiti dai giornalisti molisani ai carabinieri.

I funerali di Mario Miozzi, trovato senza vita sul pavimento della sua abitazione a Toro ieri mattina, si sarebbero dovuti celebrare oggi pomeriggio alle ore 15 nella chiesa del paese. Le carte erano già state stampate e affisse dall’agenzia di onoranze funebri, a dimostrazione che la vicenda inizialmente era stata schedata come una morte naturale. Ma ieri sera i carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno sequestrato la salma dell’uomo, trovato dalla donna che quotidianamente si occupa della pulizia in quel piccolo appartamento nel centro storico di Toro con una ferita alla testa e un’altra sulla nuca.

Trovato morto in casa dopo una lite al bar: aveva 65 anni. Indagini in corso

Il sostituto procuratore ha deciso infatti di procedere ad accertamenti più accurati e di disporre l’autopsia per chiarire quale sia stata la causa del decesso di Mario Miozzi, una persona che in paese tutti definiscono “la più buona di tutte”, come ha raccontato in un servizio su Telemolise Enzo Luongo, che ha raccolto anche la testimonianza della nipote di Mario.

“Ho ricevuto una telefonata dalla signora delle pulizie intorno alle 9 – ha dichiarato al microfono Amalia Miozzi – e ho verificato di persona, non senza timore, che il corpo di Mario era freddissimo e si trovava sul pavimento, a letto non c’era proprio andato”.

Anche l’orario della morte è tra gli elementi da verificare per poter ricostruire una vicenda ancora in parte misteriosa. Vero è che nel referto del medico si parla di “arresto cardiocircolatorio”, ma è altrettanto vero che l’arresto cardiocircolatorio potrebbe essere stato innescato da qualsiasi cosa, compresa una emorragia cerebrale scaturita dalla botta in testa che l’uomo ha ricevuto quando è stato colpito e sbattuto contro una vetrina, come da versione fornita da alcuni testimoni che ieri sera sono stati ascoltati dai carabinieri.

Le voci relative a una lite o a un pestaggio, riferite da alcuni gornali, tra cui Primonumero.it. avrebbero trovato conferma. La famiglia chiede di conoscere la verità e ora sono stati disposti accertamenti mirati.