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Mirco Antenucci: “Che emozione tornare a casa. Io in rossoblù? Ho altri 2 anni a Bari, poi vediamo”

L’attaccante di Roccavivara ha segnato contro i Lupi il gol del 2-1: “C’erano parenti ed amici, per me Campobasso e il Molise significano tanto”.

Gli applausi dello stadio alla sua uscita dal campo, le parole al miele, i ricordi di bambino, il gol. È stata una giornata speciale per Mirco Antenucci, l’attaccante di Roccavivara che due anni fa ha sposato il progetto del Bari e sta cercando di riportarlo in serie B. Le radici però non si dimenticano e lui l’ha voluto ribadire: “Per me Campobasso e il Molise significano tanto, io sono molisano e ne vado orgoglioso”.

Domenica ha dato un dispiacere ai tifosi rossoblù, mettendo a segno il 2-1 che di fatto ha chiuso il match. L’ha fatto a modo suo, sfruttando quelle palle vaganti in area che gridano solo di essere buttate nel sacco. E così ha timbrato la sua marcatura numero 176 in 597 partite in carriera. Qualcosa di veramente importante.

Antenucci, 37 anni appena compiuti, ha segnato reti a qualunque latitudine: dalle reti inglesi con la maglia del Leeds al trono di capocannoniere in cadetteria con l’Ascoli, dal Torino alla Ternana alla Spal dove in serie A ha realizzato 16 gol in due stagioni. Un calciatore forte, nato a Termoli ma di Roccavivara. E infatti sugli spalti di Selvapiana c’erano i parenti e gli amici di sempre. “Dedico il gol a mia figlia appena nata e a tutta la famiglia e agli amici che erano allo stadio per vedermi”.

Sul campionato del Bari dice: “Continuiamo sulla strada intrapresa. Sono contento per la vittoria, vincere aiuta a lavorare meglio, abbiamo dimostrato di stare bene e in crescita. C’è un bel clima, ci vogliamo bene nello spogliatoio”. Sette vittorie e due pareggi e vetta della classifica solida la dicono lunga sulla partenza pugliese.

Il Campobasso come l’ha visto?

“Il Campobasso è una buonissima squadra, organizzata, l’allenatore è molto bravo. Ci ha dato filo da torcere, può fare un buon campionato. Faccio i complimenti al Campobasso per l’organizzazione e un grande in bocca al lupo”.

Com’è stato giocare a Selvapiana? Il pubblico l’ha applaudita quando è stato sostituito…

“Il calcio è un’altra cosa con la gente. A Campobasso è stato bellissimo vedere tutti quei tifosi. È stata una bella emozione tornare qui. Non avevo mai giocato in questo stadio ma solo visto qualche partita da tifoso. Tornarci è stato bello, poi ho visto tanto entusiasmo, c’erano tantissimi tifosi. Per me Campobasso e il Molise significano tanto”.

Un pensierino al Campobasso per finire la carriera l’ha fatto…?

“Ho altri due anni a Bari, poi vediamo”.