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“Metadone ed altre sostanze” uccisero Patrizia Di Stefano, c’è un indagato

Uccisa dagli effetti del metadone assunto in quantità elevate. Il responso del consulente tecnico della Procura di Larino il professore Luigi Cipolloni,  è categorico: Patrizia Di Stefano, 43 anni, di origini vastesi ma residente a Petacciato, è stata stroncata da un’insufficienza cardiorespiratoria causata dall’ingestione esplosiva di metadone ed altre sostanze.

Sul registro degli indagati compare il nome dell’uomo (A.G. sono le iniziali) che le avrebbe ceduto la sostanza incriminata: un 51enne di origini siciliane. E’ imputato per l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato (la cessione di metadone). A casa della vittima gli investigatori trovarono infatti la boccetta di metadone, sostanza prescritta al 51enne per uso personale.

Petacciato, 43enne trovata morta in casa: disposta l’autopsia (primonumero.it)

I familiari della vittima chiedono giustizia per Patrizia e per questo si sono affidati agli avvocati Raffaele Giacomucci e Isabella Mugoni. L’indagato invece è difeso dall’avvocato Nicola Bonaduce del foro di Larino.

Quando i vigili del fuoco entrarono nell’abitazione della vittima, in via Aquila, nei pressi di piazza Indipendenza, a Petacciato perché da giorni non rispondeva più al telefono dei familiari che vivono a Vasto; la donna era distesa sul letto esanime. Sul suo corpo non c’erano segni di violenza. Ma quella boccetta di metadone sul comodino e alcune anomalie emerse durante gli accertamenti immediati, portarono la procura di Larino ad aprire un’inchiesta e a disporre l’autopsia.

L’esame ha stabilito che la morte della 43enne era avvenuta già cinque giorni prima del ritrovamento. E il 51enne è stata una delle persone viste con la donna nei giorni immediatamente precedenti la morte. Altri particolari hanno poi convinto la Procura che fu lui a dare alla 43enne il metadone. Bisognerà ora capire perché.