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Macchiagodena, Comune prepara appartamento a sue spese per famiglia afghana ma l’accoglienza è ignorata

Il sindaco Felice Ciccone, come promesso da subito, ha allestito un appartamento, a spese del Comune, per accogliere una famiglia di migranti e ha inoltrato subito la richiesta alla Prefettura. Ma non ha avuto risposta

Da subito – all’indomani della presa del potere da parte dei talebani – l’Amministrazione di Macchiagodena guidata dal sindaco Felice Ciccone si è detta pronta a fare la propria parte per accogliere almeno una famiglia di rifugiati provenienti dall’Afghanistan.

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Non erano solo parole vuote, come sovente accade, ma un reale intendimento cui ha fatto seguito la preparazione di un appartamento con tutto il necessario per accogliere i migranti. Ma non è bastato. “Abbiamo preparato con cura un’abitazione – una delle tante vuote che insistono nel nostro comune – e lo abbiamo comunicato alla Prefettura, ma non abbiamo avuto risposta”, così il primo cittadino che si dice rammaricato, associando la sua figura – con tutte le differenze del caso – a quella di Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace.

Il paragone è chiaramente una iperbole, ma quel che sembra accomunare le due situazioni è l’idea che l’accoglienza non sia un valore, non sia tenuta a debita considerazione. Anche quando un sindaco – e qui parliamo in particolare di quello isernino, unico che subito si è attivato per le procedure di accoglienza degli afghani – vuole ospitare persone provenienti da un Paese in difficoltà e non chiede nulla in cambio, viene in qualche modo osteggiato. “Non ho chiesto nulla, era tutto a spese nostre”. Ma neanche il discorso economico forse c’entra.

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Gli afghani, tra cui diversi bambini, sono arrivati e sono stati collocati in strutture della provincia di Isernia (in particolare nel Cat di Roccaravindola) e di quella di Campobasso (7 ad esempio sono alla Misericordia di Termoli). Ma che ne è stato dell’appello dell’Anci per i Comuni, o meglio cosa se ne è fatta la Prefettura di tutte le richieste autonome dei Comune (tra cui Macchiagodena appunto)? Al momento non è dato saperlo, ma nel centro dell’isernino la delusione c’è. Come se l’accoglienza fosse appunto un dis-valore, qualcosa da non incentivare ma piuttosto da demotivare.