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Lo studente accoltellato a Pescara è fuori pericolo. I coinquilini lasciano l’appartamento, sospetti su un rito satanico

A.P, 21enne di Termoli ferito da 12 coltellate da un coetaneo termolese anche lui lunedì scorso in un appartamento universitario in via De Gama a Pescara, sta meglio e a breve sarà dimesso. La famiglia ha ripreso tutte le sue cose nell'appartamento, lasciato libero anche dagli altri due inquilini che quella sera non c'erano. Mentre le indagini vanno avanti, si moltiplicano voci - supportate da video e audio - circa la presenza di parole scritte con il sangue sulla parete di una camera.

Il movente dell’accoltellamento tra studenti universitari lunedì sera a Pescara è ancora avvolto dal mistero. Non sono state chiarite le cause che hanno spinto M.C., 21 anni termolese, a colpire 12 volte il coinquilino A.P., che si trova ancora ricoverato in Otorinolaringoiatria al Santo Spirito con ferite al collo, alla testa e alla schiena. Il giovane è fuori pericolo, non dovrà essere operato e potrebbe lasciare l’ospedale a breve, anche se la convalescenza – sia fisica che psicologica – non sarà velocissima né troppo semplice.

Intanto la sua famiglia ha liberato la stanza presa in affitto al civico 18 di via Vasco De Gama, nella zona Portanuova di Pescara, teatro di una tragedia sfiorata che per un caso fortuito non si è consumata. Attorno alle ore 22 di lunedì 11 ottobre, infatti, A.P. è rientrato nell’appartamento che era avvolto dal buio e dal silenzio ed è stato accoltellato ripetutamente dal coetaneo e concittadino con un coltello da cucina. Attorno alle ragioni che hanno spinto M.C. a compiere un gesto così estremo ci sono soltanto voci, al momento prive di conferma. Si parla di un telefonino rubato, di una lite tra i due sfociata in maniera violenta, ma le fonti ufficiali scelgono al momento il silenzio. “Le indagini proseguono, ora tocca al magistrato decidere”.

Via De Gama Pescara studente accoltellato

Dietro una storia apparentemente priva di logica, tuttavia, si moltiplicano i sospetti. Secondo quanto riferito in alcune chat di universitari, amici e conoscenti dei protagonisti di questa inquietante vicenda, un ruolo determinante potrebbe averlo avuto l’abuso di sostanze stupefacenti che avrebbe favorito una esplosione di furia cieca. E non solo. Negli stessi gruppi, dove circolano anche messaggi vocali e video, si parla di un rituale che nella sua forma esteriore sembra ispirato al satanismo. Il numero 6 (considerato il numero del diavolo) scritto per tre volte col sangue su una parete di quell’abitazione, una lettera nella quale si esprime la volontà di “eliminare persone inutili” e altri particolari del genere, non si sa quanto frutto di “leggende” e quanto invece fondati.

Di sicuro A.P. l’ha scampata, anche grazie all’intervento di un vicino di casa presso il quale, col volto insanguinato e in preda al terrore, si è rifugiato dopo essere stato accoltellato dal coinquilino. La famiglia della vittima, che ha ascoltato il racconto del giovane ricoverato, non ha dubbi: “E’ stato un tentato omicidio”.

Via De Gama Pescara studente accoltellato

Per il momento M.C. è a piede libero, denunciato per lesioni, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi anche in seguito alla testimonianza di A.C. e alla denuncia che il giovane sporgerà, e che si sommerà al fascicolo aperto d’ufficio in mano al magistrato di Pescara. L’appartamento di via De Gama è vuoto: tutti e quattro gli ormai ex coinquilini, che lo avevano affittato non da molto, hanno preso e portato via le loro cose.

Ha aspettato il coinquilino al buio e lo ha colpito con 12 coltellate. Al vaglio una misura restrittiva per lo studente 21enne