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Latitanza in Molise per gli affiliati dei clan, il 31enne arrestato a Termoli fa parte della mafia garganica

Orazio Lucio Coda era stato già fermato nell'ottobre 2019 durante l'operazione 'Neve di marzo'. Su di lui accuse pesantissime che confermano quanto scritto dai magistrati della Dia a proposito della nostra regione

Ancora una volta il Molise conferma di essere il luogo dove molti malviventi delle regioni limitrofe decidono di trascorrere periodi di latitanza o espiare pene alternative al carcere. Per la mafia garganica, che prospera a pochi chilometri dalla nostra regione, è la soluzione più semplice.

Ne è l’esempio il 31enne Orazio Lucio Coda di Manfredonia, arrestato dai carabinieri di Termoli nelle scorse ore. I militari hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere che era stata emessa il 20 maggio di quest’anno dalla III sezione penale del tribunale di Bari nei confronti di Coda.

Il 31enne è infatti accusato di associazione di tipo mafioso, furto aggravato, riciclaggio, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e porto di armi in luogo pubblico. Il suo nome era emerso nell’operazione ‘Neve di marzo’, scattata nell’ottobre 2019, quando i carabinieri di Foggia effettuarono un blitz che portò al fermo di 12 persone considerate in gran parte membri del clan mafioso Raduano di Vieste.

Possibile che il 31enne abbia trascorso parte di questi mesi da latitante in Molise, dove è stato arrestato mentre si trovava a Termoli. Ora è rinchiuso nel carcere di Isernia.

L’arresto compiuto dai carabinieri di Termoli conferma quindi quanto scritto solo poche settimane fa nella Relazione della Direzione Investigativa Antimafia che ha messo l’accento sulla presenza sempre più numerosa di personaggi affiliati a vari clan della criminalità organizzata che scelgono il Molise come posto tranquillo dove però proseguire i propri affari illeciti.

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