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L’assistenza sanitaria del Molise sprofonda: niente soldi da 5 mesi, stop ai servizi per disabili e non autosufficienti

Il sindaco di Larino scrive alla Regione: "Sospese le attività dei centri socio educativi di San Martino e Santa Croce, abbiamo assicurato con soldi nostri quelle del Melograno ma fino a ottobre".

Da cinque mesi la Regione Molise non trasferisce agli Ambiti territoriali sociali delle varie aree del Molise i soldi per gli interventi di sostegno e cura di persone disabili e non autosufficienti. L’ennesimo scandalo di un territorio nel quale i servizi sanitari stanno precipitando a livelli inconcepibili nel mondo occidentale si sta consumando nel quasi totale silenzio, mentre intere famiglie vivono una sofferenza ancora maggiore rispetto al solito.

A far sentire la propria voce è ora il sindaco di Larino Giuseppe Puchetti in qualità di presidente dell’Ambito territoriale di Larino. La sostanza è che senza fondi alcuni servizi essenziali sono stati già sospesi.

“Con una lettera inviata al governatore della regione Donato Toma, all’assessore regionale alle politiche sociali Filomena Calenda e al responsabile del servizio programmazione politiche sociali della Regione Molise Alessandro Cappuccio, come presidente dell’Ambito territoriale di Larino, ho avanzato formale richiesta di finanziamento degli interventi legati ai disabili e alle persone non autosufficienti dopo che terminata la precedente programmazione Fna 2019 a maggio 2021, la Regione non ha ancora attivato quella per il 2020”.

La gravità di questa situazione si intuisce facilmente. “A causa della carenza di risorse, l’Ambito, suo malgrado, si è visto costretto a sospendere, dopo che aveva assicurato in forma ridotta il servizio nei mesi di giugno e luglio, lo scorso il 31 agosto, tutti i servizi territoriali che ricordiamo comprendono: le attività del Centro di Servizi il ‘Melograno’ con ben 14 utenti, il Cse di Santa Croce di Magliano con 9 utenti e il Cse di San Martino in Pensilis con altri 9 utenti”.

La vicenda era già balzata alle cronache per le proteste, nel giugno scorso, quando era stato il presidente dell’Ambito territoriale sociale di Riccia-Bojano, Pietro Testa, a evidenziare il mancato trasferimento dei fondi e i rischi di dover interrompere le attività.

Se questi possono sembrare freddi numeri, la realtà è che dietro ci sono persone. Famiglie che hanno difficoltà ad andare avanti senza quegli aiuti, operatori che non sanno quando e come potranno tornare al lavoro con gli utenti. O più semplicemente pazienti che avrebbero bisogno di cure e assistenza e che invece sono lasciate al volontariato o agli sforzi encomiabili dei familiari.

Pino Puchetti sindaco Larino

“Le famiglie dei soggetti coinvolti, insieme agli operatori impegnati, stanno da tempo chiedendo lumi circa i tempi di riattivazione dei servizi ed hanno rappresentato alla responsabile dell’Ambito una preoccupante regressione dei propri congiunti.

Come Comune di Larino – prosegue Puchetti – ci siamo impegnati ad assicurare i servizi del Centro ‘Il Melograno’ con risorse comunali anche per i mesi di settembre ed ottobre.

Non conoscendo però i tempi necessari all’attivazione della nuova programmazione del Fondo non autosufficienza 2020, ho chiesto, nell’interesse generale dell’utenza finale e a tutela della salvaguardia dei livelli occupazionali interessati, di assegnare all’Ambito di Larino la quota spettante posta a carico del cofinanziamento regionale così da poter approntare tutte le procedure utili al ripristino immediato del servizio”.