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Il “miracolo” di Castrataro avviso di sfratto al Governo Toma. Vincitori e vinti del ballottaggio di Isernia

Il capoluogo pentro, feudo del centrodestra, cambia 'bandiera' e si affida all'esponente scelto da Pd e M5S: a spingere l'ingegnere verso la poltrona più alta del Municipio isernino il nuovo vento soffiato in tutta Italia, dove il centrosinistra ha conquistato Roma e Torino al ballottaggio. Melogli paga il prezzo più alto a causa della spaccatura dello schieramento e dell'ineluttabile declino politico dei suoi maggiori reggenti, in primis Aldo Patriciello. Sempre più prossimo anche il tramonto dell'attuale presidente della Regione: i dissapori con Michele Iorio un'altra ragione della debacle

Patriciello Castrataro Toma Iorio

Alla fine il ‘miracolo’ di Piero Castrataro – il redentore, come lo ha definito Giuseppe Tabasso in un editoriale su Primonumero – è riuscito: vittoria netta a Isernia, feudo del centrodestra dell’eurodeputato Aldo Patriciello e dell’ex governatore Michele Iorio. Un successo che fa talmente ‘rumore’ da essere citato anche dal segretario nazionale del Pd Enrico Letta commentando la riscossa del centrosinistra che si è imposto anche a Roma e Torino.

L’ingegnere 46enne aveva compiuto il primo miracolo quindici giorni fa, quando era riuscito a trascinare al ballottaggio Gabriele Melogli, politico navigato che aveva già guidato il Municipio di Isernia ed era sostenuto da sette liste, la maggior parte delle quali espressione dei principali partiti della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Lega, Udc e Popolari). Segno che se una rondine non fa primavera, nemmeno il numero di liste e candidati in campo riesce ad essere quell’elemento dirimente nonché garanzia di vittoria sicura come avveniva in passato. Si era visto anche a Campobasso poco più di due anni fa, quando Roberto Gravina (M5S) aveva ‘asfaltato’ l’avversaria del centrodestra, Maria Domenica D’Alessandro, espressione della Lega.

Anche per Castrataro non è stato facile imporsi in una città storicamente di centrodestra e nella quale le ultime due esperienze targate Pd erano finite male: nè Ugo De Vivo (che nel 2012 aveva battuto Rosetta Iorio, sorella di Michele Iorio) né Luigi Brasiello (eletto nel 2013) sono riusciti a concludere la legislatura. E Castrataro la sua prima esperienza nel Municipio pentro l’ha avuta da assessore esterno proprio con il compianto De Vivo. Oggi rientra in Municipio da sindaco: 58,7% dei voti (6.442 consensi) contro il 41,28% (4.529) di Gabriele Melogli.

LE ‘CHIAVI’ DELLA VITTORIA

Il successo al ballottaggio dell’ingegnere, profetizzato all’indomani del risultato del primo turno da alcuni esponenti della politica locale, poggia anche su altri pilastri: storicamente il ballottaggio premia i candidati di centrosinistra, sostenuti dal proprio elettorato in maniera compatta anche al secondo turno.

Così come potrebbe aver soffiato anche in Molise il ‘vento nuovo’ che si respira in tutta Italia: a Roma e a Torino hanno vinto i candidati del centrosinistra.

A Isernia è poi prevalsa la voglia di scegliere volti nuovi, in radicale rottura con un passato politico rappresentato da esponenti che non sono più in grado di riscuotere la fiducia dei cittadini. L’usato garantito non è più un valore aggiunto. Tanto è vero che anche nello schieramento di Castrataro sono riusciti a conquistare il boom di preferenze due formazioni al debutto: Isernia Futura (la lista del neo sindaco) e Volt.

LA VITTORIA DEL TANDEM PD-M5S

L’intesa Pd-M5S si è rivelata fondamentale. Un viatico necessario per le Regionali 2023. “Isernia ha espresso una voglia di rinnovamento”, commenta Micaela Fanelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, da Isernia. “Quando la proposta politica è adeguata, i cittadini rispondono positivamente”, osserva invece Vittorino Facciolla, segretario regionale del Pd, ai microfoni di Telemolise. La vittoria schiacciante, con numeri insperati per le loro proporzioni, di Piero Castrataro, rappresenta anche un inequivocabile “avviso di sfratto al governo Toma e all’attuale gestione della Regione Molise”.

È un voto molto importante questo di Isernia, “ed è innegabile che sia un voto negativo per il governo regionale, oltre che un riconoscimento di responsabilità affidato al centro-sinistra che da qui riparte”. Secondo Facciolla si apre ora un momento di grande riflessione sul ruolo della politica e del centrosinistra in una regione governata dal centrodestra, e questo avviene dopo la vittoria di un candidato giovane e sostenuto dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle e dalla società civile (espressa in tre liste civiche), in una città che è sempre o quasi appartenuta al centrodestra, storico feudo di Michele Iorio.

Per Andrea Greco “questo è un avviso di sfratto verso un vecchio schema politico che tutti i partiti dovrebbero capire. Bisogna dare spazio ai giovani che sono sempre stati messi da parte”.

“Una vittoria figlia dell’unità e di una condivisione programmatica” è l’opinione di Carlo Veneziale. “Castrataro è un candidato sindaco che ha interpretato le esigenze della città in questo momento. Il centrosinistra ha battuto sonoramente tutto il centrodestra. Meglio di così come viatico per Regionali 2023 non potrebbe esserci”.

CENTRODESTRA PIU’ DEBOLE SENZA IORIO

Non sapremo mai come sarebbe finita se il centrodestra si fosse presentato unito, se avesse appoggiato un unico candidato (a proposito, nei prossimi giorni sarà possibile analizzare meglio il voto e capire come si sono orientati gli elettori di Cosmo Tedeschi) e se non ci fosse stato il clamoroso flop della Lega che non è riuscita nemmeno a completare la lista.

Con i se e con i ma la storia non si fa, recita un noto detto popolare. E la spaccatura nell’entourage del centrodestra è considerato l’errore più grave, la causa principale della sconfitta. Ma non si può trascurare che la coalizione – e il voto a Isernia lo ha dimostrato – è più debole senza Michele Iorio che si è schierato con Cosmo Tedeschi. Dopo anni sulla scena politica l’ex presidente della Regione continua ad avere un suo seguito. All’indomani del primo turno è apparso chiaro ad alcuni esponenti del centrodestra che lo hanno riconosciuto apertamente. E il tentativo last minute di ricucire, forse troppo raffazzonato e improvvisato, non è riuscito.

“Il centrodestra diviso ha avuto una débâcle che è sotto gli occhi di tutti. Se fossimo andati uniti non saremmo arrivati al ballottaggio”, sottolinea l’assessore regionale Filomena Calenda, eletta all’opposizione a Isernia con l’Udc. “Dalle macerie si può ricostruire, non abbiamo dato sicurezze, abbiamo allontanato gli elettori di centrodestra. Io non ero pronta a mercanteggiare su posti”. Per Calenda “il responsabile della sconfitta non è uno solo. Penso che l’ex presidente Iorio avrebbe dovuto fare un altro ragionamento, le dinamiche però sono ancora sconosciute. Melogli è un uomo di spessore e avrebbe potuto far riportare la macchina comunale senza rodaggio”.

GLI SCONFITTI: DA PATRICIELLO A TOMA

Infine, il risultato elettorale di Isernia getta più di un’ombra sul peso politico dell’europarlamentare Aldo Patriciello. Si era schierato nettamente a favore di Gabriele Melogli, l’avvocato nonchè aspirante sindaco sconfitto.

Il buon risultato della lista di Forza Italia è praticamente azzerato dallo tsunami Castrataro. Probabilmente è iniziata la parabola discendente anche dell’eterno Aldo. Succede a tutti i leader politici, anche ai campioni di preferenze. E’ toccato in sorte anche a Silvio Berlusconi. E se le elezioni di Isernia erano considerate un test per partiti ed esponenti politici in vista delle Regionali 2023, probabilmente anche l’imprenditore deve fare i conti con la progressiva erosione della sua forza.

“Dopo questa sconfitta il centrodestra deve fare un’analisi, anche per noi deve essere l’anno zero, la gente ha dimostrato che c’è bisogno di rinnovamento”: osserva Raimondo Fabrizio, il più votato del centrodestra e consigliere di opposizione nella nuova assise pentra. Un messaggio rivolto probabilmente anche a chi guida la coalizione in Regione: Donato Toma. Difficile dire se i malpancisti in Consiglio regionale (fra cui Gianluca Cefaratti, esponente di Orgoglio Molise, la lista – guarda caso – di Aldo Patriciello) staccheranno la spina o se preferiranno ‘tirare a campare’ per il prossimo anno e mezzo.

Intanto lo sconfitto Gabriele Melogli non ha nascosto la sua amarezza, forse lascerà il posto in Consiglio comunale a Antonella Matticoli, seconda della lista Isernia Migliore. Il vento del cambiamento ha provocato una lacrima sul viso, come cantava lui stesso dilettandosi a imitare Bobby Solo.