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La strategia divisoria di Iorio manda in crisi il centrodestra. Prime ammissioni: “Senza di lui non si vince”, Patriciello non basta

L'ex governatore che sosteneva Cosmo Tedeschi per ora esclude l'apparentamento col centrodestra di Gabriele Melogli. Una parte dei voti dell'imprenditore potrebbe confluire su Piero Castrataro (Pd-M5S) come già avvenuto al primo turno. Intanto il Pd spera e crede nella elezione di Castrataro, mentre i pentastellati invece minimizzano il loro deludente risultato elettorale. Chi vince nella città pentra si spiana la strada per il voto del 2023

E ora qualcuno ‘vede’ i fantasmi di Campobasso. Teme la sconfitta come successo due anni fa nel capoluogo molisano, quando il Movimento 5 Stelle ha travolto il centrodestra nel secondo turno. Anche a Isernia il nuovo sindaco sarà scelto ai ‘tempi supplementari’, il 17 e il 18 ottobre prossimi, quando Gabriele Melogli (centrodestra) e Piero Castrataro (Pd-M5S) rimetteranno la palla al centro per giocarsi la partita decisiva al ballottaggio. Chi vince conquista tutto, compresa la maggioranza dei seggi in Municipio. E soprattutto chi ha più seguito elettorale avrà più forza all’interno della coalizione. Un vantaggio non da poco.

Alle Amministrative di Isernia, considerate un test fondamentale per i partiti, è naturale proiettarsi ai prossimi scenari politici e alla data chiave del 2023, quando si voterà (forse a marzo in un unico election day) per le Politiche e le Regionali. Pd e M5S potrebbero confermare l’intesa, mentre il centrodestra appare così frantumato che rimettere insieme tutti i cocci sarà quasi un’impresa. Oltre a dover fare i conti con la caduta libera della Lega: a Isernia il partito di Salvini non ha raggiunto nemmeno il 3% dei consensi.

IORIO: “ESCLUDIAMO L’APPARENTAMENTO. L’UNITA’ DEL CENTRODESTRA UN MIRAGGIO”

Michele Iorio ha escluso qualsiasi possibilità di accordo con la coalizione che sostiene Gabriele Melogli e in Regione è guidata da Donato Toma. Forse, al di là della delusione per il risultato elettorale (soprattutto della lista di Fratelli d’Italia), questo consentirà all’ex governatore di prendersi la sua personale rivincita sullo schieramento. Le Amministrative nella città pentra hanno dimostrato che, nonostante gli anni che passano, il presidente che ha guidato per dodici anni la Regione Molise continua ad avere una forza politica tale da influenzare l’elettorato. E si giocherà le sue carte sui tavoli che decideranno le candidature per il voto del 2023, quando scadrà la legislatura targata Toma, e bisognerà scegliere anche quelle per il Parlamento.

 

FILOTEO DI SANDRO: “IL CENTRODESTRA NON VINCE SENZA FRATELLI D’ITALIA”

Forse il bottino poteva essere più cospicuo per Fratelli d’Italia: 1.025 voti (8,39%) a Isernia. Al di sotto della media nazionale. Nonostante ciò, il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro vede il bicchiere mezzo pieno e commenta così l’esito delle urne: “L’arroganza e la presunzione di potercela fare comunque, anche senza la presenza di Fratelli d’Italia, ha spinto i dirigenti ed eletti di Forza Italia a fare delle scelte sbagliate, autolesionistiche. Il voler isolare a tutti i costi il nostro partito e Michele Iorio dallo scenario politico regionale e locale, pretendere di ricoprire ogni ruolo istituzionale per i propri iscritti a svantaggio sempre e comunque di FdI, ed inoltre, il non rispettare mai gli accordi sottoscritti, hanno di fatto portato il centrodestra prima in Regione e poi alle comunali di Isernia ad una sonora sconfitta. Il risultato è chiaro: senza Fratelli d’Italia il centrodestra non vince”.

FORZA ITALIA IL PARTITO PIU’ VOTATO MA ANCHE D’EGIDIO AMMETTE: “SENZA IORIO NON SI VINCE”

La vittoria ad un passo dal traguardo. Per sole 127 preferenze il centrodestra (48,96% – 5.978 voti)  non ha potuto mettere ‘le mani’ sulla maggioranza dei seggi nell’assise civica di Isernia. Meglio per chi temeva l’ingovernabilità favorita dalla cosiddetta ‘anatra zoppa’ (ossia la maggioranza di una coalizione e il sindaco di un’altra, ndr). Nello schieramento che sostiene Gabriele Melogli il partito che è riuscito a conquistare maggiori consensi è Forza Italia. Non poteva essere altrimenti: per la lista si sono spesi la deputata Annaelsa Tartaglione e l’europarlamentare Aldo Patriciello che aveva candidato diversi esponenti a lui vicini. Tuttavia, il giorno dopo lo spoglio, gli umori tra gli esponenti azzurri non è dei migliori. E la delusione è legata proprio alla vittoria sfiorata al primo turno. Complice il mancato accordo con Iorio che nel centrodestra qualcuno ha il coraggio e l’onestà di ammettere, come il consigliere regionale Armandino d’Egidio.

 

LA RISCOSSA DEL PD. CHE ORA PENSA A CONSOLIDARE L’INTESA CON M5S

Il Pd molisano rivede la luce in fondo al tunnel. Dopo la batosta alle Regionali 2018 e alle Comunali dell’anno successivo (la sconfitta di Campobasso e Termoli ad esempio), l’esito del voto a Isernia ridà fiato ai democratici. Un ottimismo dovuto anche all’intesa con il Movimento 5 Stelle che apre a nuovi spazi. “Gli elettori sono tornati a scegliere le competenze, vogliono essere guidati da giovani che hanno capacità e visione”, dice convinto Vittorino Facciolla, segretario del Pd Molise e consigliere regionale. La lista dei dem ha conquistato 1.175 consensi (9,62%) pur avendo candidato quattro esponenti di altre città (due di Campobasso e altrettante del Basso Molise), è il secondo partito della coalizione di Piero Castrataro (ha fatto meglio solo Isernia Futura con 1.556 voti, 12,74%).

 

M5S CROLLA A ISERNIA, MA RIVENDICA: “NOSTRI CANDIDATI NELLA LISTA DEL SINDACO”

Ci sono state “norme interne” che hanno costretto il Movimento 5 Stelle a ‘dirottare’ in altre liste i propri candidati. I pentastellati insomma pagano la riorganizzazione avviata da Giuseppe Conte, il leader che a Isernia ha fatto registrare il boom di presenze, e la fase di ‘gestazione’ per ridare vita a un movimento che si è allontanato dalle origini, ha registrato defezioni tra i parlamentari e ha perso esponenti di peso come Alessandro Di Battista. Nel capoluogo pentro è andata male: 459 preferenze (3,76%). Se al ballottaggio Castrataro dovesse perdere, M5S potrà contare su un unico seggio in Consiglio. Tuttavia, “il modello Isernia lo abbiamo immaginato e costruito noi grazie ai giovani di Volt e alla figura di Castrataro che abbiamo selezionato con grande attenzione”, rivendica Vittorio Nola. “Questo vuol dire che quando si punta su persone competenti e che sono fuori dalla politica, si vince contro la tradizionale politica bloccata sui soliti nomi. Sono ottimista anche per il futuro di questa regione: il modello Isernia si può replicare”.