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La Cassazione ha annullato l’arresto del broker Gianluigi Torzi per autoriciclaggio

La vicenda è quella dell'immobile londinese del Vaticano e del presunto "ricatto" al Papa da parte del broker molisano che vive a Londra. La Corte di Cassazione ha annullato, con dispositivo del 12 ottobre, l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma che aveva confermato l'arresto di Torzi emessa dal Gip di Roma. L'ipotesi di reato è autoriciclaggio del denaro ottenuto dal Vaticano per acquistare il palazzo londinese in Sloane Avenue.

La Corte di Cassazione ha annullato, con dispositivo del 12 ottobre, l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma che aveva confermato la misura cautelare a carico di Gianluigi Torzi emessa dal Gip di Roma.

L’ipotesi di reato è autoriciclaggio del denaro ottenuto dal Vaticano per acquistare il palazzo londinese in Sloane Avenue. Lo comunicano gli avvocati del businnessman Ambra Giovene e Marco Franco, i quali in una nota sottolineano come questo “annullamento integrale della precedente ordinanza sarà un importante tassello per la dimostrazione dell’innocenza del nostro assistito: il materiale probatorio era fornito all’autorità giudiziaria italiana dagli stessi promotori di giustizia del Vaticano. Prende corpo – dicono ancora i legali – la infondatezza del teorema accusatorio elaborato dalla autorità giudiziaria Vaticana, teorema già demolito dal giudice inglese Baumgartner”.

Gianluigi Torzi, broker molisano piuttosto noto che attualmente vive a Londra, è una delle 10 persone che si trovano sotto processo per la gestione del patrimonio della Segreteria di Stato del Vaticano. Le motivazioni del Riesame uscite nel mese di giugno 2021 avevano parlato, a conferma dell’arresto, della esistenza di una “condotta ricattatoria” e “innegabile malafede” sottolineando il fumus boni iuris della realizzazione da parte di Torzi delle condotte criminose contestategli dal promotore Vaticano.

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Le ipotesi di reato del procedimento, che con altri laici ed ecclesiastici vede imputato il cardinale Angelo Becciu, riguardano autoriciclaggio ed emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti. Gianluigi Torzi, titolare di numerose attività che detengono fondi di investimento, era stato arrestato in Vaticano il 5 giugno 2020 per lo scandalo dell’immobile londinese. Avrebbe fatto da intermediario per l’acquisto dell’ immobile di Londra per conto del responsabile dell’ufficio amministrativo della segreteria di Stato Fabrizio Tirabassi, portando a termine la trattativa chiusa con 40 milioni di euro a titolo di conguaglio per riportare il palazzo nelle mani della Santa Sede.

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Sull’acquisto del famoso palazzo di Londra e il processo è in corso e si basa in modo particolare, secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa, sulle registrazioni audio e video dell’interrogatorio di monsignor Angelo Perlasca, il grande accusatore, testimone-chiave inizialmente indagato che però non è stato rinviato a giudizio e oggi è persona informata dei fatti. Ora è arrivata, in ordine alle misure cautelari, il verdetto della Cassazione che annulla l’ordinanza del Riesame. Dovrà esserci una nuova pronuncia del Tribunale alla luce dei principi dettati dalla stessa Cassazione, di cui per ora è noto solo il dispositivo e non ancora le motivazioni.