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‘Jigen Daisuke’: l’attore Giorgio Careccia interpreta l’amico di Lupin nel corto di Di Cio

L’artista campobassano protagonista del nuovo lavoro prodotto da Cogito Film e Incas Produzioni. Il cortometraggio è ambientato in provincia di Foggia.

Il grande pubblico lo conobbe in ‘Io non ho paura’. Era il 2003, lui a 25 anni diede sfoggio delle proprie qualità di attore. Parliamo del campobassano Giorgio Careccia, l’indimenticabile ‘Rugantino’ diretto dalla compianta Maria Carla Calì e da Domenico Oriente in una recita scolastica del Liceo Scientifico che è ancora negli occhi di molti. Correva l’anno 1997, da lì vennero fuori diversi bravi attori, tra i quali Chiara Cavalieri, Lara Carissimi, Francesco Vitale, Simone Caccavaio, Carla Vitantonio.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti per il nostro Giorgio. Le partecipazioni cinematografiche si sono susseguite: da ‘Non ti muovere’ a ‘Vallanzasca’, da ‘Romanzo criminale’ a ‘Fine pena mai’ a ‘My name is Ernest’. E poi diversi cortometraggi, un po’ di miniserie in tv e teatro, il suo primo amore, con quel ‘Tamburi di guerra’ di Stefano Sabelli che rimane un’altra pietra miliare nel panorama artistico molisano e non solo.

Cosa ci riserverà ora Giorgio? Diciamo subito che è una bellissima sorpresa: il 3 ottobre sono terminate le riprese del cortometraggio ‘Jigen Daisuke’ di Agostino Di Cio. Sì, avete capito bene, il mitico amico di Lupin che sarà raccontato prima che incontri Arsenio. Un lavoro fortemente voluto dalla Cogito Film e coprodotto dalla Incas Produzioni.

Le riprese sono state girate nel foggiano, e in particolare nel comune di Biccari. Careccia si è ‘aggirato’ tra il paese alle porte del Molise, Lucera e Foggia dando un’interpretazione – a detta di chi ha avuto la fortuna già di vederlo – ma non avevamo dubbi – magistrale di uno dei personaggi più amati. Un bell’esperimento, non c’è che dire, raccontare la vita dell’infallibile pistolero poco prima di incontrare il suo fraterno amico Lupin.

Accanito fumatore e bevitore, addirittura si usa dire ‘sigaretta alla Jigen’ quando la stessa esce spiegazzata per il suo modo di tenere spesso in bocca un mozzicone spento. Preciso e veloce pistolero, introverso, ha costantemente il cappello calato sugli occhi: guardando alcuni fotogrammi Giorgio Careccia gli somiglia davvero molto, con l’immancabile barba rivolta all’insù e il vestito scuro.