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Destre allo sbaraglio, Lega all’estrema unzione, Castrataro il redentore

di Giuseppe Tabasso. ".... Intanto c’è da chiedersi se i rigurgiti squadristi di Roma avranno qualche effetto sul ballottaggio. Se cioè un grave evento nazionale si riverbera in qualche modo sul voto locale penalizzando chi strizza l’occhio ai No-Wax e lucra voti dai nostalgici del passato..."

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A Isernia siamo alle ultime battute del baratto di voti inter destra. La destra che ha i soldi e li spende in superbi battage che sui TG passano come “Pubblicità a pagamento” e che, paragonati all’appello fai da te di Castrataro, è come se l’Inter giocasse contro l’Isernia.

Vedremo. Intanto c’è da chiedersi se i rigurgiti squadristi di Roma avranno qualche effetto sul ballottaggio. Se cioè un grave evento nazionale si riverbera in qualche modo sul voto locale penalizzando chi strizza l’occhio ai No-Wax e lucra voti dai nostalgici del passato.

“Non tutti i No Green Pass sono fascisti, ma tutti i fascisti sono No Green Pass”, annota la Jena (Riccardo Barenghi) su La Stampa. Per anni abbiamo creduto che i saluti romani, gli Eia Eia Alalà, le gite a Predappio e perfino i raduni neonazisti fossero macchiette, scampagnate goliardiche, perfino folklore (povero folklore!).

Sabato scorso a Roma è stato superato un livello di guardia che fa svanire il sogno di una destra presentabile, moderna, lontana da  antistorici sovranismi che ora minacciano l’Unione Europea.

A Isernia il primo voto ha intanto certificato che due destre (cioè Patriciello-Toma vs Iorio) si confrontano comodamente orfane di una Lega all’estrema unzione, la cui crisi è in atto da anni e ormai campa sulle macerie dell’ingloriosa marcia balneare del Papeete arenatasi sulle sabbie di Termoli.

Oggi, dopo lo scandalo Morisi, il caso Durigon e l’inchiesta di Fanpage, anche la Lega deve vedersela al suo interno con le infiltrazioni “nere” del movimento estremista “Lealtà e Azione”.

E’ allora il caso di ricordare che il 6 luglio 2018, quel  movimento organizzò ad Abbiategrasso un raduno neonazista intitolato “Festa del Sole” durante il quale furono applauditi brani di un discorso di Mussolini. La cosa scatenò le proteste di 22 sindaci lombardi e una denuncia di Liliana Segre al Ministro dell’Interno Salvini per “il raduno di un gruppo di chiara ispirazione neonazista e razzista”.

Direte, ma che c’entra col Molise? C’entra perché a partecipare a quel raduno ci fu, insieme a tre parlamentari leghisti (Iezzi, Grimoldi e De Vecchis), anche il deputato Jari Colla, il pretoriano spedito da Salvini nel Molise per riorganizzare il Carroccio.

Per inciso: il 31 ottobre 2019, Liliana Segre, monito vivente di una tragedia dell’umanità, entrò in Parlamento e tutti si alzarono in piedi ad applaudirla, tranne i deputati della Meloni e di Salvini.

 

Postilla – C’è da credere e augurarsi che quanto succede invogli a leggere libri sul fascismo. Faccio allora il nome due storici, entrambi molisani: il fondamentale e ineludibile Emilio Gentile e Michele Colabella autore de “Il vischioso postfascismo, Molise 1943-1946” (Editrice Lampo, 2021).

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