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Il San Timoteo visto da un cardiopatico: “8 anni fa fui fortunato, ora non possono nemmeno visitarmi”

Il racconto di un cittadino termolese che nel 2013 ebbe bisogno di un intervento in seguito a un infarto e se la cavò. Ma negli ultimi mesi la situazione dell'ospedale è peggiorata al punto che non riesce nemmeno a fare le normali visite di controllo

Com’è cambiata la sanità molisana negli ultimi anni? Com’è peggiorato il livello di assistenza ai pazienti al San Timoteo di Termoli. La parola va direttamente a uno di loro, paziente cardiopatico che ha deciso di raccontare la sua esperienza. Una storia emblematica.

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“Voglio descrivervi la mia personale esperienza, come cardiopatico del Basso Molise.

Nel novembre del 2013 mi era stato prescritto di mettere l’holter, a Larino mi viene detto che non ci sono apparecchi funzionanti, aggiungo che costano poche centinaia di euro. A fine 2013 vengo colto dal primo infarto, vengo portato all’ospedale di Termoli dove era già stato allertato il medico emodinamista dal medico del 118, ma l’angioplastica non può essere fatta nell’immediato, nella cartella clinica c’è scritto che il personale di radiologia contattato non è stato reperibile, pertanto i medici sono costretti a fare inizialmente il trattamento farmacologico rinviando di tre giorni l’angioplastica.

In quella occasione sono stato doppiamente fortunato perché il trattamento ha avuto parziale successo grazie ai medici ed al provvidenziale intervento di una infermiera esperta, si perché all’epoca in UTIC erano presenti anche professionalità a tempo determinato con moderata esperienza che sopperivano sin d’allora alle carenti disponibilità di personale, in pratica non avevano intuito, nonostante il forte dolore, che la sostanza andava fuori vena, il mio braccio era diventato un’enorme salsiccione, per fortuna dopo due o tre turni è arrivata la persona giusta, non ne ricordo il nome, ma ricordo che era un’infermiera di origine rumena a cui colgo l’occasione di rivolgere un sentito ringraziamento.

Durante l’ultima visita dello scorso giugno ho notato che il personale medico era in forte affanno non poteva lavorare di certo con la dovuta tranquillità, mi è stato riferito che mancavano ben 7 unità. Per il 5 maggio 2021 avevo prenotato presso un poliambulatorio del Basso Molise, una prova da sforzo richiesta dal cardiologo già dallo scorso dicembre, qualche giorno prima vengo contattato e la prova viene rinviata a data da destinarsi perché il cardiologo è andato in pensione, la ricetta non si può riutilizzare al Cup, devo aspettare, mi consigliano di fare un’altra impegnativa e vengo prenotato per il 22 ottobre (ieri, ndr) all’ospedale di Termoli. Sempre una settimana prima vengo avvertito che la prova deve essere rinviata per le note carenze di personale e sarò ricontattato al più presto, speriamo di passare l’inverno.

Voglio pensare che alcune carenze sono dovute ad eventi imprevedibili, ma come fanno a mancare ben 7 unità di personale medico, la metà in un piccolo reparto, mi chiedo come viene redatto il piano triennale delle assunzioni, su quali dati verte, chi è responsabile della sua redazione, si continua a navigare a vista, oppure si premia chi fa risparmiare sulla salute dei molisani e degli operatori sanitari che pagano la stressante situazione.

Voglio aggiungere che la proposta di aggiornamento del famoso DM 70 da oggi disponibile in rete non prevede uno stravolgimento del precedente almeno da una veloce sbirciata che ho dato, quindi non lascia ben sperare in un miglioramento per il nostro ospedale anche per il territorio ci sono delle novità, ma vedremo in seguito”.