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Il popolo del Basso Molise contro i tagli al San Timoteo: 1000 firme in 3 sere per cancellare il Pos

Ottima partenza per la petizione lanciata dal Partito Democratico per chiedere a Toma di rivedere la decisione sul Piano operativo sanitario. Nei prossimi giorni raccolta firme anche nei paesi

Mille firme in appena tre serate. Inizia con un’adesione molto alta la petizione lanciata dal Partito Democratico di Termoli per chiedere al Presidente della Regione Molise e commissario alla sanità Donato Toma di cancellare il piano operativo sanitario 2018-2021 adottato nelle scorse settimane e che prevede, tra le altre cose, una forte riduzione dei reparti dell’ospedale San Timoteo di Termoli, ridotti nei fatti a 4 unità operative.

Dopo aver lanciato l’iniziativa con una conferenza stampa giovedì scorso 30 settembre davanti all’ospedale termolese, iscritti e simpatizzanti della Partito Democratico sono stati presenti con il banchetto per la raccolta firme in piazza Monumento e su Corso Nazionale nelle serate di venerdì, sabato e domenica. Ma a firmare sono stati anche cittadini appartenenti ad altri partiti, di visione politica diversa, a indicare che la battaglia per la sanità è trasversale. Proprio nella serata di ieri tramite un video diffuso su Facebook, l’ex deputata Laura Venittelli ha reso noto il risultato.

“Mille firme in tre serate di cittadini che hanno aderito alla petizione” ha detto Laura venittelli attorniata da altri esponenti dem. “La settimana prossima saremo presenti in altri luoghi che vi comunicheremo qui sui social, continueremo a combattere per una sanità giusta e per il diritto alla salute garantito” ha concluso l’ex parlamentare.

La raccolta firme andrà avanti quindi anche nelle prossime settimane per raggiungere un numero sempre più alto di persone con l’obiettivo di testimoniare la forte opposizione del popolo del Basso Molise a un piano operativo sanitario finito già nella bufera politica con tanto di bocciatura del consiglio regionale la scorsa settimana.

Poi la petizione verrà presentata al presidente Toma nella speranza di convincerlo a tornare sui propri passi.