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Il distributore di metano non è abusivo, “autorizzazioni e collaudo tutto in regola”: la versione dell’imprenditore

Su istanza di Mauro Cardinali, titolare della Metano Puglie, il Pubblico Ministero di Larino ha deciso di impugnare il proscioglimento del gup in favore dell'ex sindaco Angelo Sbrocca e degli ex funzionari e amministratori. Per due anni la stazione di rifornimento metano è rimasta chiusa "pur avendo tutti i permessi e il collaudo da parte del Comune stesso"

Il proprietario di Metano Puglie non ci sta a passare come l’abusivo che ha realizzato e ampliato il distributore vicino l’ingresso dell’autostrada, confinante con via delle Acacie, senza i necessari e indispensabili permessi. Permessi che, precisa l’avvocato che lo difende nella vicenda giudiziaria contro gli ex amministratori del comune di Termoli, Sonia Marruzzini, “sono stati rilasciati proprio dalla struttura municipale”.

C’è una novità, prima di tutto, per quanto riguarda gli sviluppi in sede giudiziaria. Un mese fa circa gli ex amministratori e dirigenti Sbrocca, Gallo, Mandrile e Marinucci erano stati prosciolti dal giudice per l’udienza preliminare di Larino rispetto alla denuncia presentata dal titolare, Mauro Cardinali. Ma la decisione del Gupp è stata impugnata. “Abbiamo messo in luce alcuni elementi che meriterebbero un approfondimento dibattimentale – spiega a Primonumero Sonia Marruzzini – e il Pm non è rimasto inerte, impugnando il proscioglimento. Questo ci fa tirare un sospiro di sollievo e restituisce un po’ di oggettività alla storia”.

“Non sono mosso dal desiderio di rivalsa – garantisce Cardinali, che vive a Fermo – ma vorrei che questa vicenda venisse letta in una maniera più completa, anche perché c’è di mezzo il lavoro di diverse persone e perché un distributore non è certo una speculazione urbanistica ma un servizio, una impresa”. Gli ex amministratori erano stati denunciati per tentata concussione: l’imprenditore ha sostenuto che avessero cercato di fargli realizzare una strada e una rotonda in favore del Comune di Termoli come compensazione per l’apertura del distributore, inizialmente progettato per essere una stazione di solo metano ma poi ampliato a distrubutore anche di benzina e gasolio con una Scia regolarmente inoltrata al Suap (l’ufficio Municipale competente) , che ha fatto i dovuti controlli e reperito i pareri positivi degli organismi coinvolti.

“È tutto in regola, e lo era anche tre anni fa, quando stavo per aprire ma mi hanno bloccato tenendomi fermo per tantissimo tempo”. Le cose sono filate lisce, ricorda il legale, “fino a quando è arrivata una lettera anonima alla Società Autostrade che metteva in evidenza una presunta violazione dei confini. Società autostrade non ha fatto nulla, ma il Comune invece, pur avendo rilasciato le autorizzazioni necessarie, ha revocato il nulla osta del Suap e il dottor Mandrile ha firmato un provvedimento di sospensione, che tuttavia non è mai stato né aggiornato nè sostituito. Doveva durare 45 giorni e invece il mio cliente è rimasto chiuso per due anni”.

La denuncia dell’imprenditore riguarda il fatto che pur non essendoci motivi di sospensione o revoca, “in tutti gli incontri è stato pressato affinché costruisse una strada o una rotonda”.

Distributore metano

Per quanto riguarda la situazione del terreno di proprietà del Comune di Termoli, quello sul quale sono anche intervenuti i vigili urbani in seguito alla sentenza del gup di Larino (QUI L’ARTICOLO) “c’è un paradosso – chiarisce Sonia Marruzzini – che è questo: il figlio del signor Cardinali ha acquistato quel terreno agricolo nel 2005 e ha le prove, come risulta in tutti gli atti pubblici, che la recinzione era stata realizzata l’anno precedente e pertanto non gli si può imputare assolutamente di essersi impossessato di una porzione di terreno pubblico.  Tanto più che ha sempre mostrato la più ampia disponibilità a restituire quella fetta di via delle Acacie, dove non a caso non è stato realizzato alcun tipo di opera”.

Va precisato che il distributore è regolarmente aperto e sta lavorando come di consueto, mentre la vicenda giudiziaria è in attesa di ulteriori passaggi.