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I 100 anni dell’eroe Michele Montagano, che disse ‘no’ ai nazisti: “Viva l’Italia”

Nella Sala consiliare del Comune di Campobasso il sindaco Gravina e il presidente del Consiglio Guglielmi gli hanno consegnato la fascia tricolore. Presente il sindaco di Casacalenda (suo paese d’origine) Lallitto. Commoventi le parole di Montagano, che nel 1945 fu internato in un campo di prigionia tedesco per aver rifiutato, da tenente, di schierarsi con Hitler.

Di fronte a certi ‘Giganti’, ci si può soltanto alzare in piedi e applaudire. Un applauso commovente, sentito, lungo, quello che è stato tributato al dottor Michele Montagano, cittadino benemerito di Campobasso, orgogliosamente originario di Casacalenda, testimone degli orrori del nazi-fascismo. E soprattutto divulgatore di pace, di quegli ideali alti che vanno difesi in un’epoca in cui si nota qualche fastidioso rigurgito di un tempo che non deve tornare più.

Michele Montagano 100 anni

Michele Montagano, internato nei campi di prigionia tedeschi, è stato festeggiato per aver tagliato un traguardo ambito da molti: i 100 anni. Nato a Casacalenda il 27 ottobre del 1921, fu deportato – il 9 aprile del 1945 – nel campo di sterminio dell’Unterluss. C’era anche lui tra i 600mila militari italiani che ebbero il coraggio di dire ‘no’ ai nazisti, rifiutando di indossare la divisa ‘repubblichina’ di Salò, lui che era un sottotenente dell’esercito italiano.

Michele Montagano 100 anni

L’emozione ha preso il sopravvento su tutto, Montagano ha apprezzato tanto il tributo che gli è stato riservato, quello che spetta ai grandi. E lui lo è. Non solo durante la prigionia da soldato ma anche nella sua esistenza di cittadino: instancabile portatore di messaggi anti-guerra, anti-violenza, è stato un esempio incredibile per tutti quegli studenti che hanno avuto il privilegio di ascoltarlo nelle sue lezioni. Sì, lezioni di vita.

Insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, riconoscimento che si aggiunge a quello di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

La cerimonia si è svolta nella Sala consiliare di Palazzo San Giorgio. Ad accogliere Michele Montagano con i suoi familiari, alla presenza anche delle autorità civili e militari che hanno con piacere aderito all’invito, c’erano il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina e il presidente del Consiglio Comunale, Antonio Guglielmi. Oltre al sindaco di Casacalenda, Sabrina Lallitto.

Michele Montagano 100 anni

“Non è l’età o il trascorrere del tempo ciò che siamo qui a festeggiare – ha detto il sindaco Gravina –. Non è nella cifra tonda dei 100 anni il vero valore che oggi, tutti insieme, siamo desiderosi di riconoscere a Michele Montagano, cittadino benemerito di Campobasso, ma bensì è nei modi, nella misura e nell’esempio che per tutto questo tempo, con coerenza e coraggio, egli ha mostrato alle giovani generazioni che ha incontrato nel suo cammino. Festeggiamo Michele Montagano perché ha vissuto da testimone il suo tempo, i suoi anni, e li continua a vivere con lo stesso piglio, la stessa determinazione che nasce dalla voglia di parlare anche per chi non ha potuto farlo, per ricordare chi non è sopravvissuto agli eccidi nazifascisti. Michele Montagano ha saputo rispondere, ha saputo ricordare, per se stesso e per gli altri ed è lui e i valori che egli rappresenta ciò che oggi festeggiamo. Che la fascia tricolore “speciale” renda ancor più luminosa la sua testimonianza di vita, dott. Michele Montagano, cingendola in un abbraccio affettuoso. Auguri dottor Michele e grazie”.

Michele Montagano 100 anni
Un atto di puro eroismo fu quello che avvenne nell’Oflag 83 di Wietzendorf, dove duecentoquattordici ufficiali si ribellarono ai nazisti rimanendo per diversi giorni nelle baracche dormitorio non presentandosi all’appello – il messaggio del presidente della Regione Toma –. Il 24 febbraio 1945, i tedeschi ne scelsero ventuno per la decimazione. Fu allora che trentacinque ufficiali, fra i quali Michelino Montagano, si offrirono volontari al posto dei loro compagni, sebbene nove dei condannati non accettarono. All’ultimo momento, la fucilazione fu commutata in pena detentiva da scontare nello Strafflager di Unterlüss, un campo di rieducazione al lavoro e di sterminio, all’interno del quale le possibilità di sopravvivenza erano davvero remote. Questa è la storia dei 44 eroi di Unterlüss, di cui il dottor Michele Montagano è stato protagonista ed è testimone vivente. Michele Montagano, oggi, festeggia cent’anni. Cent’anni vissuti intensamente, senza mai tradire la sua coerenza e la sua grande umanità. Dal presidente della Regione Molise, Donato Toma, i più affettuosi e sinceri auguri”. A portare i saluti e gli auguri da parte della Regione Molise è invece intervenuto l’assessore Quintino Pallante.

Il sindaco Gravina ha donato a Michele Montagano una fascia tricolore speciale, da primo cittadino, mentre l’ANPI, con il proprio rappresentante Loreto Tizzani gli ha fatto dono della tessera ad Honorem dell’Associazione Nazionale Partigiani. Un dono speciale è arrivato anche da parte della sindaca di Casacalenda, Lallitto, paese natio di Michele Montagano.

A fine cerimonia, Michele Montagano, visibilmente commosso, ha voluto ringraziare tutti con poche ma toccanti e profonde parole: “Per me l’Italia è tutto. Viva l’Italia”.