Guerra interna all’ufficio Finanze: assolta dopo 7 anni dirigente Cravero, denunciata da ex collega
L’attuale Dirigente del settore Turismo e Cultura aveva già vinto davanti al Giudice del Lavoro: la documentazione che presentò per il concorso non era irregolare
La Dirigente del Comune di Termoli Carmela Cravero è stata assolta con formula piena dall’accusa di aver presentato documenti falsi nella domanda di ammissione alla selezione interna per l’incarico di dirigente dell’area finanze e fiscalità locale del Comune di Termoli.
Il concorso risale al dicembre 2013 e l’inchiesta nasce dall’esposto denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Larino dalla dipendente del Comune Norma Peruzzini, anche lei candidata per la selezione per il conferimento di due incarichi dirigenziali a tempo determinato riservati al personale interno di direzione dell’area contabile del settore finanze e fiscalità locale.
Peruzzini infatti, come era emerso già negli anni passati, riteneva leso il proprio diritto, visto che l’incarico era stato successivamente affidato alla dottoressa Carmela Cravero. Per questo motivo inoltre, il 15 maggio 2014 aveva impugnato davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Larino il provvedimento del Comune di Termoli, lamentando l’illegittimità del conferimento dell’incarico alla dottoressa Cravero.
Tuttavia il giudice del lavoro il 16 maggio 2015 aveva rigettato il ricorso, ritenendo legittimo il conferimento disposto dal Comune di Termoli. Adesso invece, dopo oltre 7 anni, si chiude la vicenda penale visto che dopo il rinvio a giudizio, nella giornata di ieri 6 ottobre il giudice monocratico del Tribunale di Larino, Elena Di Brino, ha emesso la sentenza di assoluzione con formula piena poiché il fatto non costituisce reato.

In sostanza la dottoressa Cravero, che nel frattempo è stata spostata dal settore Finanze a quello di Cultura e Turismo, non ha violato alcuna norma nel presentare la documentazione per la selezione. L’avvocato difensore della Dirigente, Joe Mileti, ha riferito che la sua assistita è “soddisfatta della definizione a proprio favore dell’esito dei giudizi che confermano la propria correttezza e professionalità che l’ha sempre contraddistinta”.


