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“Campobasso è antifascista, si sciolga Forza Nuova”: Gravina e il M5S premono sul Governo

Approvata la mozione con cui si dà seguito alle richieste giunte anche in Parlamento per lo scioglimento del partito neofascista che ha assaltato la Cgil e l’Umberto I a Roma. In apertura di seduta, le opposizioni abbandonano l’aula per la scelta di far ripartire l’assise in presenza ma solo al 50%: “Chi decide chi deve partecipare e chi no?”

Niente ambiguità, nessun dubbio: l’amministrazione comunale di Campobasso si dichiara orgogliosamente antifascista. In altri tempi si sarebbe detto: cosa c’è di strano? La Costituzione è chiaramente antifascista. Ma i tempi odierni impongono scelte precise, ci sono “rigurgiti pericolosi” come ha sottolineato il sindaco Gravina, e allora è sempre meglio ribadire la propria posizione in maniera ferma.

Cosa è successo nello specifico? In Consiglio comunale è approdata la mozione proposta dal Movimento5Stelle che impegna il primo cittadino a “manifestare solidarietà e vicinanza alla Cgil e al Politecnico Umberto I di Roma a seguito delle violenze portate avanti da un gruppo di estrema destra facente capo a Forza Nuova nella giornata del 9 ottobre a Roma e invita il Governo ad adottare il dettato costituzionale che prevede lo scioglimento di partiti di chiara ispirazione fascista”.

Gravina parla di “pericoloso clima, che va al di là del sacrosanto diritto di manifestare il proprio pensiero”. E aggiunge: “Ci saremmo aspettati massima condivisione, resto stupito che si sia presentata una mozione differente (da parte del Pd, ndr), sarebbe stato auspicabile condividere la mozione senza distinguo. Ma convintamente esprimiamo solidarietà con un atto che ha origini parlamentari”.

Lo stesso capogruppo M5S Vinciguerra sottolinea che si è trattato di una “inquietante carica eversiva, un attacco con metodi violenti alla nostra democrazia. Già in passato Forza Nuova era stata protagonista di episodi simili. Si contesta quel gruppo di estrema destra che si è messa a capo della manifestazione ‘no green pass’, ed è pericoloso dopo due anni di pandemia che si sfruttino momenti di tensione per provocare altro. In passato sono già avvenuti scioglimenti di partiti di estrema destra, e mi riferisco ad ‘Avanguardia nazionale e Ordine nuovo’. E’ ora che si sciolga anche Forza Nuova, che si ispira al fascismo”. Mozione approvata con 19 voti a favore.

Prima dell’approvazione di tale provvedimento la seduta era iniziata in maniera turbolenta, con la pregiudiziale del capogruppo di Forza Italia Esposito che chiedeva l’annullamento dell’assise per le modalità con cui è stata convocata e organizzata. Per la prima volta a distanza di quasi due anni, si è tornati in presenza. Ma al 50% (16 consiglieri erano in Aula, 14 in remoto al momento della discussione, ndr). E questo ha scatenato le opposizioni che contestano: “Come si fa a decidere chi deve essere presente e chi no?”. Gli eletti del Pd hanno abbandonato subito l’aula, quelli di centrodestra (fatta eccezione per Pascale della Lega e di Sabusco di ‘È ora’) immediatamente dopo la mancata approvazione della pregiudiziale.

Il Partito Democratico ha inviato una nota ufficiale in cui spiega che “il nuovo regolamento è stato fatto dal Presidente del Consiglio in autonomia, senza coinvolgere i consiglieri e i gruppi. Le cose che nascono con forzature e imposizioni difficilmente riescono a portare a cose buone. Così stamattina alle 8.30 nulla ha funzionato ed in Consiglio comunale si è dovuto attendere un’ora per poter fare un appello degno di questo nome. Siamo consiglieri comunali, rivendichiamo il nostro ruolo e siamo stanchi di questo atteggiamento cavilloso, inutilmente formale e, spesso, fatto di atti di forza della maggioranza. Solo a Campobasso ci sono tutte queste difficoltà per svolgere un consiglio comunale in presenza. In tutti gli uffici si è tornati in presenza, nelle scuole, con spazi molto più esigui, si è tornati in presenza. La maggioranza 5stelle in Consiglio Comunale a Campobasso inventa la seduta ibrida e non detta regole chiare per garantire la partecipazione in presenza, soprattutto dei consiglieri di minoranza. Ci si potrebbe riunire tutti in presenza. Basterebbe chiedere alla Provincia di utilizzare la Sala della Costituzione per le sedute consiliari. Quello che succede a Campobasso non si spiega o forse si spiega solo con la mancanza di coraggio della maggioranza, che teme il confronto in presenza“.

I lavori sono andati avanti. E si è parlato delle nuove casette in legno presenti allo stadio di Selvapiana. Si tratta di costruzioni in legno che vengono utilizzate da qualche settimana per la somministrazione delle bevande e che si aggiungono allo storico bar presente nell’impianto, in prossimità dell’ingresso in tribuna. In merito, il consigliere Sabusco ha presentato una interrogazione per “conoscere quali sono i provvedimenti rilasciati dal Comune ai titolari, visto che nella concessione stipulata il 10 ottobre 2019 con la società del Campobasso viene escluso il locale adibito a bar. Tutte le autorizzazioni sono state concesse in violazione di dispositivi legislativi?”.

Stadio selvapiana casette di legno

“E’ stata rilasciata l’autorizzazione a due punti ristoro in modo temporaneo e stagionale nello stadio, nei settori curva e tribuna – spiega l’assessore Felice per tramite il sindaco -. La decisione è stata presa per garantire al pubblico ristoro in sicurezza, necessità richiesta anche dalle autorità preposte. Nella concessione del 2019 non è previsto il servizio esclusivo del bar all’interno dello stadio”. Una risposta che non trova la soddisfazione di Sabusco: “Il problema è politico e amministrativo. Amministrativo, perché ricordo a tutti che si parla di aree adibite a attività commerciali, che in passato in Comune si individuavano con provvedimenti appositi. Non si può dare una concessione sulla base della richiesta dell’interessato che è contraria anche alla convenzione. Le aree sono da individuare con provvedimenti, non si può occupare in questa maniera il suolo pubblico. Dal punto di vista politico il problema è che non si può superare tutto attraverso un indirizzo amministrativo di un funzionario. Il Comune può così incappare in un’azione di risarcimento”.

Infine, è stato approvato un regolamento sulla gestione diretta delle lampade votive del cimitero di Campobasso. Il Comune gestirà direttamente il servizio dal 1 gennaio 2022: “Il 31 dicembre scadrà il contratto con la Dr Multiservice di Guglionesi – spiega l’assessore Amorosa –. Le entrate aumenteranno sicuramente per l’amministrazione. I canoni per le lampade saranno di 10,90 euro per i nuovi contratti e 11,75 per i rinnovi. Inoltre, con l’installazione completa di lampade a led (in forma gratuita) si risparmierà del 90% e gli incassi quintuplicheranno”.