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Politiche sociali

Fondo per la non autosufficienza, Manzo chiede chiarezza sul bando 2021

La consigliera regionale del M5S ha presentato una mozione sulla questione Fna

Tantissime famiglie molisane sono ancora in attesa del bando 2021 del Fondo per la non autosufficienza. Persone con disabilità gravissime, anziani non autosufficienti, centinaia di cittadini per i quali questi contributi dovuti significano normalità, poter condurre una vita dignitosa.

Il Fondo nazionale per la non autosufficienza, istituito con legge dello Stato nel 2006, consente a chi ne ha diritto di poter essere curato e assistito a domicilio.

Sotto il profilo dell’umanizzazione delle cure, assistere persone nel proprio domicilio rappresenta l’approccio auspicabile, che restituisce dignità e consente maggiore serenità. L’obiettivo è offrire gli strumenti per una vita che sia la più naturale possibile, nonostante i gravi disagi che tanti pazienti e le famiglie che li accudiscono sono costretti ad affrontare.

Il sostegno ai non autosufficienti, lo abbiamo ripetuto più volte, rientra nelle competenze delle Regioni, mentre lo Stato interviene in via sussidiaria. La realtà è che molte Regioni, come la nostra, partecipano ben poco al Fondo con finanziamenti propri. Il Molise stanzia mediamente 400 mila euro l’anno, una vera inezia. La buona notizia è che nell’ultima programmazione triennale, grazie al governo Conte, il Fondo nazionale è aumentato in maniera sostanziale: per il Molise si è passati da 2,7 milioni di euro del 2016-18 a quasi 3,8 milioni del periodo 2019-21.

Alla sensibilità dimostrata dall’ex premier Conte nei confronti dei non autosufficienti, spiace dirlo, non è seguita una reazione positiva del governo regionale che ha continuato sulla falsariga delle programmazioni precedenti. Nel 2021, addirittura, siamo in grave ritardo nella pubblicazione del bando.

Per stimolare un’azione della Giunta, necessaria e urgente, ho allora presentato una mozione in Consiglio regionale, approvata all’unanimità nella seduta di venerdì. Con quest’atto il Consiglio ha impegnato il presidente della Regione Donato Toma e l’assessore regionale alle Politiche sociali, Filomena Calenda, a riferire i motivi dell’imbarazzante ritardo nonché a procedere tempestivamente con il bando tanto atteso da centinaia di cittadini in difficoltà.

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