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Emodinamica chiude, pazienti bassomolisani a Campobasso. Probabilità di morire aumentano per chi ha un infarto

Dal 1° al 28 ottobre (per ora) i turni nel reparto salva-vita dedicato al cuore sono ridotti al lumicino per mancanza di medici. Il 118, calendario alla mano, costretto a trasferire da Termoli e dintorni i pazienti con sospetti ictus, ischemie e infarti al Cardarelli, che dista una media di 50 minuti di ambulanza. Un problema serio per il trattamento delle patologie tempo-dipendenti. In caso di infarto acutissimo le probabilità di non salvarsi aumentano: è uno degli effetti collaterali devastanti dello smantellamento del San Timoteo.

Quando si maneggia una materia delicata e dirimente come la sanità, ognuno nel suo ruolo e per quello che può, bisogna essere onesti. In funzione di questa onestà non avrebbe senso indorare la pillola, e anzi sarebbe controproducente perché, a furia di mascherare la verità, o di mimetizzarla con rassicurazioni puntualmente disattese dai fatti, si ottiene come effetto che i cittadini, ignari della verità, contribuiscono loro malgrado a rendere il sistema dell’assistenza pubblica ancora più complesso. Come? Per esempio dando in escandescenza al pronto soccorso, aggredendo verbalmente medici e infermieri, rallentando la macchina dei soccorsi, trascurando i sintomi di patologie per le quali, ora più che mai, è fondamentale intervenire in tempo.

Perciò meglio essere onesti e dire le cose come stanno: l’Emodinamica del San Timoteo di fatto è chiusa. I vertici sanitari parlano di “sospensione”, ma è evidente che, almeno per il momento, si tratti di una chiusura in piena regola, coerente con la modalità della “morte per sfinimento” delle unità operative degli ospedali minori, o periferici che dir si voglia.

San Timoteo utic rianimazione cardiologia

Mancano i medici, i turni non sono garantiti. Emodinamica – il cuore di cardiologia – funziona a orari alterni, e per sempre meno tempo. Il Pronto soccorso di Termoli ben poco può fare per ovviare a questa carenza enorme, che era stata già annunciata da un dirigente medico dell’ospedale. Il direttore sanitario del nosocomio di Termoli Raimondo Petrocelli, in ossequio alla regola della onestà, ha firmato la nota sulla “sospensione della reperibilità medica Emodinamica del P.O. Termoli” e l’ha inviata a tutti i responsabili medici interessati, compreso il responsabile del 118 Molise, la dottoressa Ricciardi. Questo perchè il 118 deve conoscere i giorni e le ore in cui Emodinamica è chiusa (quasi sempre) e accorciare i tempi del pronto intervento trasferendo immediatamente i pazienti nell’ospedale in cui potranno ricevere le cure adeguate, cioè a Campobasso.

Questo è l’elenco dei giorni di ottobre con relativa sospensione del servizio. Come si può vedere, ci sono giorni in cui il reparto è chiuso a tutti gli effetti, cioè non garantisce nemmeno un’ora di attività interventistica.

turni emodinamica ottobre 2021

Ora, nei fatti succede questo: se un cittadino di Termoli o di un comune del BassoMolise qualsiasi ha i sintomi di una ischemia, di un ictus o di un infarto – abbiamo scelto non a caso le tre ipotesi più gravi – il 118 normalmente interviene, gli pratica le prime cure e lo porta nell’ospedale più vicino, cioè il San Timoteo. Ma il medico del 118 – che è un medico, appunto, e questa è la ragione per cui è importante che le postazioni del 118 siano medicalizzate – sa riconoscere i sintomi, capisce la gravità del caso, e sa perfettamente che se la chiamata di soccorso arriva in un giorno e in un orario in cui Emodinamica non funziona, portare quel paziente sfortunato al san Timoteo non conviene perchè il reparto in cui si fa una trombolisi, si impianta una valvola, o comunque si eseguono tutte quelle procedure indispensabili e vitali nelle patologie tempo-dipendenti, è chiuso. Non c’è nessuno, quindi se il paziente venisse portato al San Timoteo in Pronto Soccorso si perderebbe solo tempo, perchè in ogni caso i medici del Pronto Soccorso dovrebbero trasferirlo poi nell’ospedale più vicino dove il servizio sanitario specifico è attivo. E dunque al Cardarelli.

Ma l’ospedale Cardarelli dista tra i 45 e i 55 minuti di ambulanza, come ci hanno confermato quelli che le ambulanze le guidano da Termoli a Campobasso ogni giorno. E 50 minuti, per le patologie tempo-dipendenti (che si chiamano così non a caso: dipendono dal tempo, appunto) sono una enormità. Forse un esperto pilota di Formula Uno, alla guida di una ambulanza modernissima e velocissima, su una strada lineare e priva di ostacoli e in una condizione atmosferica ideale, potrebbe coprire la distanza tra il BassoMolise e contrada Tappino, cioè dove si trova l’ospedale di Campobasso, in mezz’ora. Tuttavia, come è intuibile, le ambulanze disponibili non sono Ferrari, la Bifernina non è una strada lineare, non sempre ci sono le “belle giornate di sole” e i poveri autisti del 118, per quanto ottimi conducenti, non sono cloni di Michael Schumacher.

code semafori bifernina

E comunque anche mezz’ora, nella migliore (e non data) delle ipotesi, si rivelerebbe un lasso di tempo eccessivo per intervenire in alcune circostanze particolarmente gravi. Come un infarto. Un infarto, nello specifico, è considerato un “fatto acutissimo” che richiede un intervento adeguato (in Emodinamica, non in Pronto Soccorso) entro poche decine di minuti. Non è così, fortunatamente, per tutti gli eventi pure acuti che possono verificarsi. Per altre patologie tempo-dipendenti, per esempio, dalla insorgenza dei primi sintomi trascorrono circa 4 ore entro le quali si può intervenire senza necessariamente avere conseguenze irreparabili. Ecco perchè i cittadini del BassoMolise devono essere consapevoli il più possibile della situazione e fare la loro parte nella tempestività della richiesta di aiuto. Chiamare troppo tardi, tergiversare, aspettare, potrebbe essere fatale se poi i tempi di intervento si allungano ulteriormente con il trasferimento dalla costa a Campobasso, ovvero l’unico presidio molisano in cui l’emodinamica ha una reperibilità H24.

Purtroppo la medicina non è una scienza esatta e ogni evento clinico è diverso. Conta la bravura del medico, la sua conoscenza clinica, la sua capacità di fare una diagnosi il più accurata possibile nel minor tempo possibile. Ma conta pure – e molto – la tempestività dell’intervento specifico cui si può essere sottoposti solo in alcuni reparti. E sotto questo aspetto il medico non può fare granchè, se non imparare a memoria il calendario dei turni scoperti in Emodinamica e agire di conseguenza con il trasferimento al Cardarelli. Con tutte le incognite del caso, affidate a una serie di fattori variabili: le condizioni di salute di partenza del paziente, la tipologia di fatto acuto, la sua risposta alle prime manovre, la disponibilità immediata di un’ambulanza medicalizzata, le condizioni della strada, il traffico, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Ecco perchè bisogna essere onesti e dire con chiarezza che da ora in poi i pazienti residenti in bassoMolise che hanno un infarto hanno più probabilità di morire dei pazienti residenti a Campobasso.                                                (monica vignale)