Casi in aumento
|Dislessia, a Campobasso progetti nel doposcuola per aiutare alunni e famiglie
Comune e Ambito territoriale sociale di Campobasso intenzionati a promuovere doposcuola con tutor e strumenti specifici per aiutare i ragazzi con disturbi specifici di apprendimento. I casi sono in aumento in tutta Italia
Progetti di doposcuola specializzati per aiutare gli alunni che soffrono di disturbi dello spettro autistico impiegando tutor e altri strumenti (come software specifici): questo l’obiettivo delineato dal Comune e dell’Ambito territoriale sociale di Campobasso che venerdì scorso si sono confrontati sull’argomento in un incontro organizzato al Circolo sannitico di Campobasso. L’evento è stato promosso dall’amministrazione comunale in occasione della ‘Settimana nazionale della dislessia’ che si celebra dal 4 al 10 ottobre.
Il supporto offerto ai ragazzi dislessici consentirà di aiutare anche le famiglie meno abbienti che non possono sostenere i costi di un doposcuola specialistico privato e che non riescono ad accedere ai contributi previsti della Regione Molise che nel 2010 ha approvato la prima legge regionale sull’argomento, ‘Interventi in favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento (Dsa)’.
Le difficoltà maggiori sono vissute quotidianamente proprio in ambito scolastico, come è emerso nell’incontro a cui ha partecipato la referente dell’Ufficio scolastico regionale, la professore Maria Luisa Forte. Quest’ultima ha evidenziato come la scuola sia già fortemente inclusiva e ci si stia muovendo per promuovere una inclusività ancora più marcata, soprattutto dopo il periodo pandemico che ha avuto come risvolto positivo un maggiore avvicinamento alle nuove tecnologie.
Il problema è però anche di natura culturale, con il mancato riconoscimento del problema. Le referenti per l’ATS hanno ribadito l’importanza del coinvolgimento attivo e consapevole delle famiglie, e del supporto economico necessario per sostenere le famiglie meno abbienti.

“Tra i diversi spunti di riflessione emersi dal lavoro sinergico degli attori presenti alla tavola rotonda – ha dichiarato l’assessore Praitano – sono da sottolineare: la necessità di un supporto psicologico a scuola, cosa che già avviene in molti istituti della città, per ridurre il carico d’ansia legato alla certificazione; progetti pedagogici dedicati al potenziamento e all’acquisizione delle strategie operative e metodo di studio, coinvolgimento attivo dei genitori in termini di consapevolezza al problema.
Non solo in Molise, ma in tutta in Italia sono in aumento i casi di ragazzi che soffrono di tali disturbi: dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, definiti con la sigla ‘Dsa’. In pratica, si tratta di disturbi del neurosviluppo che interessano le capacità di leggere, scrivere e fare correttamente i calcoli. Disturbi che si manifestano quando il bambino inizia ad andare a scuola.
L’aumento dei numeri – ha spiegato la dottoressa Passarella del – è legato “anche al maggior riconoscimento scientifico e alla messa a punto di strumenti per la diagnosi condivisa a livello il territorio nazionale”. Importante dunque “l’utilizzo di strumenti compensativi e di misure compensative e dispensative anche in altri ambiti, ultimo il tempo aggiuntivo per i DSA che devono sostenere l’esame per la patente”.
La dottoressa Strever (anche lei del Servizio di Neuropsichiatria infantile) ha, invece, posto l’accento sulla necessità di cogliere i segnali precoci di rischio ravvisabili già nella scuola dell’infanzia, di porre attenzione alle comorbilità con altri disturbi, sull’importanza dello screening per evitare che i soggetti con DSA arrivino alla certificazione troppo tardi quando si trovano nella scuola superiore.
All’incontro erano presenti anche le dottoresse Spagnolini e Panicelli referenti per l’A.T.S. di Campobasso, i dirigenti o i referenti DSA e BES per gli istituti comprensivi Montini, D’Ovidio, Colozza, Jovine e Petrone.


