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Emporio jolly e bottega scuola: così il Molise prova a rilanciare commercio e artigianato

Dopo aver fatto cadere il numero legale nella scorsa seduta, questa volta il centrodestra tiene e in Consiglio regionale approva le leggi di iniziativa della Giunta. Partito democratico e Movimento 5 Stelle si astengono: "Non si capisce con quali finanziamenti si vogliono rilanciare questi comparti". L'assessore Cotugno: "Finalmente riordiniamo e semplifichiamo norme e procedure"

È “una riforma condivisa con il partenariato e il territorio”, “una legge opportuna, necessaria seppur arrivata con grande ritardo in Aula”. Parola dell’assessore regionale alle Attività produttive Vincenzo Cotugno quando in Consiglio regionale rivolge un appello alle opposizioni al momento del voto della legge di iniziativa della Giunta ‘Disciplina delle attività commerciali‘. Un invito che non viene raccolto: solo la maggioranza si esprime a favore (12 sì), tre consiglieri si astengono.

La nuova norma, che abroga la legge regionale 33/99 (poi modificata dalla legge regionale 20/2010), punta a rilanciare un settore in forte sofferenza e che sta provando lentamente a rimettersi in sesto dopo i due anni di pandemia.

Le chiusure decise per arginare i contagi hanno piegato numerose attività economiche, costretto alla chiusura negozi e partite Iva. Basta fare un giro nei centri urbani per accorgerci del disastro testimoniato da serrande abbassate e vetrine sporche e impolverate.

Cotugno in Aula difende la nuova legge che mira ad una “semplificazione amministrativa, a razionalizzare i procedimenti e a rendere più semplice e diretto il rapporto tra amministrazione e impresa commerciale”.

Vincenzo Cotugno Consiglio regionale

Nei 132 articoli viene introdotto l’“emporio polifunzionale” nei comuni che hanno meno di mille abitanti: un negozio, oltre alle attività commerciali, potrà fornire altri servizi di interesse per la collettività, eventualmente in convenzione con soggetti pubblici o privati. Viene poi regolamentato il settore della distribuzione di carburanti, in particolare per quel che concerne la localizzazione degli impianti e la loro permanenza nei centri storici. Viene, infine, istituito l’Osservatorio regionale del Commercio. 

Inoltre, aggiunge l’assessore, “la norma disciplina, tra l’altro, le attività degli outlet, commercio online, attività temporanee di vendita, la somministrazione degli alimenti e bevande mediante i distributori automatici. Il testo stabilisce anche la semplificazione delle procedure relative agli adempimenti amministrativi afferenti all’esercizio delle attività commerciali, con un modello unico su tutta la regione per il Suap, la tutela dei consumatori, con particolare riguardo alla trasparenza dell’informazione sui prezzi, il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita”.

Mentre la maggioranza questa volta garantisce i numeri (nella scorsa seduta era mancato il numero legale, ndr), le opposizioni non lesinano critiche preannunciando l’astensione.

“Ci si attendeva uno sforzo diverso, non un mero esercizio di riorganizzazione delle norme per far vedere che qualcosa era stato fatto”, sottolinea Micaela Fanelli (Pd). “Ci aspettavamo scelte ambiziose, regole nuove e finanziamenti nuovi per un settore che è un polmone economico per molte famiglie e anche un presidio sociale per le realtà periferiche e le aree interne dove l’esistenza di un negozio è l’esistenza dello stesso paese. Ci aspettavamo di sapere con quali soldi aiutiamo le imprese”.

Anche per il Movimento 5 Stelle, come sottolineato da Andrea Greco, “mancano coperture finanziarie e una pianificazione adeguata per il comparto”.

Perplessità che vengono confermate anche in fase di discussione della ‘Disciplina regionale delle attività artigianali‘. La proposta di legge numero 80, anche questa di iniziativa della Giunta regionale, prevede tra le varie misure l’istituzione della ‘Commissione regionale per l’artigianato’, la qualifica di “Bottega scuola” alle imprese artigiane appartenenti al settore delle lavorazioni artistiche e tradizionali da almeno 5 anni, e il conferimento del titolo di “Maestro artigiano”.

Tra gli obiettivi ci sono poi la promozione e la valorizzazione dell’artigianato artistico tradizionale di qualità anche attraverso l’istituzione di specifici marchi collettivi regionali, la semplificazione amministrativa e fiscale, l’accesso al credito.

Vittorio Nola, componente fra l’altro della commissione che ha vagliato il testo prima del suo arrivo in Consiglio regionale, mette in luce una serie di criticità: “Nella formulazione arrivata oggi in Aula, all’articolo 9, si parla di controlli a campione, ma sarebbe necessario mettere a punto i criteri con cui vengono effettuati i controlli. Altrimenti succede come nella vecchia legge: i controlli non vengono effettuati”. A suo dire, è un’occasione persa: “Si poteva fare di più, ad esempio inserire la proposta sui Confidi regionale per agevolare artigiani e botteghe, accompagnare gli imprenditori e gli operatori del settore che hanno difficoltà di credito”.

Il provvedimento sull’artigianato è approvato con 11 voti favorevoli e 7 astensioni.