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Cluster Pistilli, altri 10 contagiati ma tutti asintomatici. Il personale si mette in malattia

Si allarga il focolaio nella casa di riposo di via delle Frasche a Campobasso dopo i test molecolari hanno rilevato altre dieci infezioni, tra cui due operatori. "La situazione è confortante perchè tutti gli anziani sono asintomatici", spiega il dottor Dentizzi, presidente della struttura. Altra buona notizia: uno dei 'vecchietti' contagiati la scorsa settimana si è negativizzato. Stamattina Usca nella struttura per sopperire alla carenza di sanitari. "Il personale esterno si è messo in malattia", aggiunge il responsabile della 'Pistilli'. Intanto i tamponi saranno sequenziati per accertare il genoma del virus e capire se sta circolando la variante Delta Plus

L’ottimismo delle scorse ore ha preso il posto di un altro stato d’animo: oggi c’è preoccupazione nella casa di riposo ‘Pistilli’ dove il focolaio si è esteso. Ci sono altri dieci contagiati, otto anziani e due sanitari. Non c’è apprensione tanto per le condizioni di salute dei vecchietti risultati positivi al virus, quanto per la carenza di sanitari.

Il personale esterno ha inviato nelle scorse ore il certificato medico: molti sono in malattia”, denuncia con rammarico il dottor Mino Dentizzi, presidente della struttura di via Delle Frasche (da non confondere con quella di via Garibaldi). “Stiamo quindi riorganizzando i turni perchè manca il personale”. Per questo stamattina (26 ottobre) le Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) saranno nell’edificio di via delle Frasche per visitare i pazienti.

E’ stato reso noto l’esito dei tamponi di controllo a cui ieri è stato sottoposto un centinaio tra ospiti e operatori. Per fortuna c’è una buona notizia. “Gli anziani sono tutti asintomatici“, spiega il geriatria responsabile della struttura. I vecchietti, lo ricordiamo, hanno ricevuto la terza dose di vaccino.

“In più – aggiunge – si è negativizzato uno degli anziani che aveva contratto l’infezione la scorsa settimana”. Ossia lo scorso 20 ottobre, quando è stato accertato il focolaio nella casa di riposo di via della Frasche a Campobasso dopo la diagnosi di positività al tampone molecolare di uno degli anziani ospiti della struttura ma ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Cardarelli per una patologia non legata al covid. L’ottantenne è stato trasferito in Malattie Infettive una volta accertato il contagio. Assieme a lui, nel nosocomio del capoluogo c’è anche un altro anziano per una situazione simile: era ricoverato in Ortopedia quando è stata accertata l’infezione al virus.

La situazione per ora è confortante – chiarisce Dentizzi – ma è importante che il virus non dilaghi verso l’esterno”. 

Sei giorni fa, era il 20 ottobre, è stato disposto un cordone sanitario alla ‘Pistilli’. Nessuno può entrare o uscire da lì per evitare la diffusione dei contagi. Chi si trovava di turno quel giorno è stato costretto, pertanto, a restare nella struttura. Parliamo sia del personale direttamente assunto dalla casa di riposo (sono pochissime persone) sia dei dipendenti della cooperativa sociale Css di Campobasso che fornisce gran parte dei lavoratori.

Con l’ulteriore allargamento del cluster ieri il presidente Mino Dentizzi ha fatto sapere di essere intenzionato a voler ‘rompere’, se così possiamo dire , il cordone sanitario per far entrare gli esterni e dare una mano a chi, da una settimana, si trova ininterrottamente all’interno della casa alle prese con gli anziani ospiti.
La risposta è stata una certificato medico di massa (ne sono arrivati nello stesso momento circa una quindicina). Una scena che ricorda le tristissime assenze al Pio Albergo Trivulzio di Milano dove durante la fase più acuta della pandemia due dipendenti su tre non si presentavano sul posto di lavoro dandosi malati o prendendo dei permessi.

Se all’epoca, quando non c’erano vaccinati e mancavano persino le mascherine, era comprensibile un tale comportamento (ma non giustificabile) oggi quel certificato medico (spedito al datore di lavoro con la complicità dei medici di famiglia) è scandaloso.

Scandaloso non per la cooperativa: la responsabile del personale, nonché componente del Cda (assieme a Marco Schettino, Andrea Laurelli, Mike Matticoli, Liberato Volpe con l’incarico di vicepresidente e Quintiliano Chiacchiari che è il presidente), Annamaria D’Orazio, sentita a telefono non solo non ha chiarito o commentato la vicenda ma si è trincerata dietro il silenzio accampando incomprensibili ragioni di privacy. Avremmo voluto semplicemente conoscere il numero esatto dei dipendenti che ieri – in concomitanza con la possibilità di dover dare il cambio nella turnazione – si sono dati ‘malati’ e anche se la cooperativa avrebbe preso qualche tipo di provvedimento o fatto verifiche.

Purtroppo nulla di tutto questo ci è stato spiegato “perché queste non sono notizie” e anche perché “la nostra priorità sono gli ospiti della casa di riposo”.

Sta di fatto che il cluster, per quanto esteso, “è sotto controllo” come ha detto a più riprese il geriatra campobassano Dentizzi. “Stiamo provvedendo a tenere la situazione sotto controllo non solo col supporto delle Usca – dice Mino Dentizzi – ma anche chiedendo ulteriore personale esterno alla cooperativa Css che sta per mandarci alcuni Oss che daranno il cambio a chi da sei giorni non può tornare neppure a casa sua”. Ma anche a chi nel frattempo si è ammalato: tra i nuovi contagiati, infatti, ci sono anche due operatori socio sanitari che vanno sostituiti. E sono dipendenti della cooperativa Css.

Le autorità sanitarie intanto hanno deciso di vederci chiaro e di approfondire meglio il genoma del virus che ha provocato il focolaio scoppiato nella ‘Pistilli’: i tamponi saranno sequenziati dal laboratorio analisi dell’ospedale Cardarelli diretto dal dottor Massimiliano Scutellà. L’operazione, che sarà svolta impiegando il macchinario acquistato dall’Asrem lo scorso febbraio, potrà accertare se siamo di fronte a casi di variante Delta Plus. I risultati si conosceranno nei prossimi giorni.

(sp e ad)