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Casa riposo ‘Pistilli’, cluster sotto controllo e paragone con un anno fa. “Senza vaccini oggi sarebbe un’ecatombe”

La situazione della casa di riposo di via Delle Frasche a Campobasso sembra avviata verso un lento ritorno alla normalità. Oggi sono stati fatti nuovamente i tamponi su ospiti e personale, ma anche la ventina di contagiati sta meglio. Il raffronto è impietoso con i dati di fine agosto 2020

Si apre una settimana decisiva nella casa di riposo ‘Pistilli’ di via delle Frasche a Campobasso. Le infezioni rilevate in 26 persone tra ospiti e operatori sanitari finora non hanno provocato situazioni di particolare allarme: il vaccino ha protetto gli anziani dall’ospedalizzazione.

E ora c’è fiducia nell’esito dei tamponi di controllo a cui questa mattina – 25 ottobre – sono stati sottoposti i vecchietti (la casa di riposo ne ospita attualmente 78) e una quarantina di operatori, sia quelli di turno che quelli fuori turno.
I risultati si conosceranno nelle prossime ore, ma nessuna delle persone che ha contratto il virus manifesta sintomi particolari o necessita per ora di un ricovero nei reparti covid dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

Discorso simile per i due anziani che erano in ospedale: le condizioni di salute dell’ottantenne ricoverato in Chirurgia e del paziente che era in Ortopedia, entrambi risultati positivi durante il ricovero, sono monitorate più che altro per le patologie non legate al covid.

Dunque, nei prossimi giorni dovrebbe sgonfiarsi il cluster alla ‘Pistilli’ di via delle Frasche (da non confondere con quella di via Garibaldi) accertato lo scorso 20 ottobre dopo la positività di uno degli anziani ospiti (ricoverato dal 13 ottobre, appunto, in Chirurgia e poi trasferito in Malattie Infettive come da protocollo) e che aveva creato un po’ di apprensione.

Mino Dentizzi

“Le loro condizioni di salute non destano particolari preoccupazione”, conferma a Primonumero il medico geriatra Mino Dentizzi, direttore della struttura che è stata appositamente isolata con un ‘cordone sanitario’ predisposto dal sindaco del capoluogo Roberto Gravina in considerazione delle indicazioni dell’Asrem. In questi giorni dalla casa di riposo non si può né entrare né uscire, ad eccezione di medici, operatori sanitari o altri incaricati alla prevenzione sanitaria e all’assistenza degli ospiti della struttura.

“I vaccini hanno funzionato”, osserva ancora il dottor Dentizzi. Che mette in luce anche un altro aspetto fondamentale: la differenza rispetto al mese di ottobre dello scorso anno, quando la campagna di immunizzazione non era stata avviata. È stato necessario aspettare il famoso ‘vax day’ del 27 dicembre 2020 per vaccinare, con i primi preparati disponibili (Pfizer e Moderna) e certificati dalle autorità sanitarie, operatori e anziani ospiti nelle rsa, luoghi diventati durante la pandemia particolarmente vulnerabili e aggredibili dal virus che ha provocato migliaia di vittime in tutta Italia, Molise compreso.
“Se il cluster fosse scoppiato un anno fa, sarebbe stata un’ecatombe”: conclude convinto il geriatria.

Già, un anno fa. La situazione epidemiologica era completamente diversa e i cluster nelle case di riposo frequenti e molto spesso fatali. Fino ad allora il Covid-19 era costato la vita a circa 30 molisani. Un numero – solo il numero – irrisorio se si pensa che ora siamo arrivati a più di 500 vittime. A fine ottobre di un anno fa la ‘musica’ iniziò a cambiare: il 31 del mese in Molise si registrarono ben 101 casi in 24 ore (su poco più di 800 tamponi, tasso di positività al 12.4%). I positivi in regione erano complessivamente più di 1.050 (ora sono 99) e i ricoverati 23 (18 in Malattie Infettive e 5 in Rianimazione mentre oggi sono rispettivamente 6 e 1). E i focolai nelle case di riposo iniziarono a susseguirsi senza soluzione di continuità proprio in quel periodo.

Oggi la situazione è radicalmente mutata. Il focolaio nella casa di riposo ci ha fatto fare un balzo indietro con la memoria ma sono evidenti le differenze. Differenze segnate dalle vaccinazioni.

(sp e rm)