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Casa di riposo, il cordone sanitario si apre: arrivano rinforzi al personale, ma gli operatori “malati” non rientrano

Riorganizzata la turnazione alla Pistilli dove ci sono decine di anziani contagiati dal coronavirus: un nuovo ordine di servizio farà rientrare tutti i dipendenti risultati negativi al tampone molecolare. E questo per dare il cambio al personale rimasto bloccato all'interno della struttura dal 20 ottobre, giorno in cui è scattato il cordone sanitario per evitare il dilagare dell'infezione. Ma quelli che si sono dati malati restano a casa.

Il cordone sanitario alla casa di riposo Pistilli di Campobasso si ‘apre’: una eccezione all’ordinanza firmata il 20 ottobre scorso dal sindaco Roberto Gravina per evitare il dilagare dei contagi, permetterà di rimpolpare il personale stremato da una settimana ininterrotta di lavoro.

Chi era di turno quando il cordone è scattato, infatti, è rimasto dentro la struttura di via Delle Frasche senza poter più tornare neppure a casa. Poi è successo quello che abbiamo già scritto ieri: con l’allargamento del cluster sono arrivati certificati medici per malattia di massa da parte dei colleghi di questi sfortunati lavoratori che così facendo hanno evitato di essere richiamati in servizio.

Cluster Pistilli, altri 10 contagiati ma tutti asintomatici. Il personale si mette in malattia

Due, anche tre settimane di malattia per circa 10/15 dipendenti della cooperativa Css di Campobasso che da alcuni anni affianca il suo personale (operatori socio sanitari per lo più) ai dipendenti direttamente assunti dalla Rsa Pistilli (che sono molto pochi rispetto agli esterni).

Mino Dentizzi

Ma oggi, 27 ottobre, c’è una novità importante. E la svela il direttore sanitario della Rsa, Mino Dentizzi che ieri, ascoltato da Primonumero, non aveva negato un certo rammarico per questa assenza di solidarietà tra colleghi sul posto di lavoro che rischiava di mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza del servizio di assistenza agli anziani contagiati (e non) della struttura.

“Tanto per cominciare voglio dire che non c’è neppure un contagiato con la febbre stamattina e poi aggiungo anche che inizierà presto la nuova turnazione grazie alla disponibilità degli operatori negativi al test molecolare che lavoreranno, al pari di tutti gli altri, su turni di 12 ore ciascuno”.

Il geriatra campobassano è ottimista non solo perché già ieri ha ricevuto dalla cooperativa due nuovi operatori (al posto dei due che hanno saputo di aver contratto l’infezione). Ma anche perché ha avuto garanzie che altri dipendenti stanno per arrivare.

Non si tratta, e questo è bene precisarlo, di quei dieci o quindici che si sono dati malati e che già lavoravano nella Pistilli, ma di altri dipendenti della Css che – come leggiamo sul sito internet – si occupa non solo di gestione di case di riposo ma anche di hospice, comunità alloggio, assistenza domiciliare o a diversamente abili.

Saranno loro a rispondere all’ordine di servizio firmato da Mino Dentizzi che, d’accordo anche col Dipartimento di prevenzione dell’Asrem, ha utilizzato l’eccezione dell’ordinanza (che parla espressamente di “divieto di accesso o di uscita alla struttura da parte di chiunque ad eccezione di medici, operatori sanitari o altri incaricati alla prevenzione sanitaria e all’assistenza degli ospiti della struttura”) per riorganizzare una turnazione più umana.