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Ancora un guasto elettrico al San Timoteo, sospesi gli esami radiologici. I sindaci si mobilitano

Altro problema per il nosocomio di Termoli, coinvolto da un graduale e inesorabile smantellamento. Le prestazioni radiologiche saranno interrotte domenica 10 ottobre in seguito al guasto tecnico di lunedì scorso. Niente Tac, nè Rx, problemi anche in Rianimazione. Intanto ieri sera i sindaci dell'ambito territoriale del Basso Molise hanno fatto il punto al consorzio di Termoli in vista della conferenza dei sindaci di domani. La questione di emodinamica -dicono - è il primo punto che verrà portato sul tavolo del governatore e commissario Toma.

Non c’è pace per l’ospedale di Termoli, coinvolto ormai da tempo da un lento e inesorabile smantellamento dei reparti e dei servizi che nell’ultimo periodo sembra aver incrociato una decisa accelerata, complice il Piano Operativo Sanitario adottato da Toma (che ha recepito quello già visionato da Giustini e Degrassi, ex commissari ad acta entrambi dimessisi) che garantisce al nosocomio di Termoli solo 4 reparti nel pieno delle loro funzioni (Ortopedia, Chirurgia, Medicina e Pronto Soccorso) ma nella sostanza anche questi depotenziati.

Alla vigilia della conferenza dei sindaci, che si svolgerà domani e che porterà sul tavolo del governatore e commissario Donato Toma la richiesta di bloccare il POS e il diritto a un ospedale degno di questo nome, un altro disagio va ad aggiungersi all’elenco, già troppo lungo, di carenze e criticità. Riguarda la temporanea interruzione delle prestazioni radiologiche in seguito a un guasto elettrico che si è verificato lunedì scorso, 4 ottobre. Il direttore della unità operativa di radiologia e medicina nucleare, in seguito alle indicazioni che ha avuto dall’ufficio tecnico Asrem e dalla direzione sanitaria, ha comunicato che domenica 10 ottobre non potranno essere assicurate le prestazioni radiologiche “a causa di eccessivo assorbimento elettrico”, e che questo disagio durerà fino al ripristino della energia, con la speranza che i lavori possano terminare domenica stessa.

Il giorno 10 ottobre tutte le persone che avranno bisogno di essere sottoposte a Tac, Rx ed esami diagnostici saranno portati al Cardarelli di Campobasso. Annunciati possibili disagi anche in Rianimazione: è bene ricordare che in occasione del guasto elettrico dello scorso marzo i pazienti intubati sono stati ventilati a mano dagli infermieri. Gli unici esami radiologici che domenica il San Timoteo garantirà sono quelli con fonti ultrasoniche a basso assorbimento elettrico, come le ecografie. La conseguenza è che il 118 dovrà trasferire direttamente al Cardarelli chi ha bisogno di esami specifici, e questo si aggiunge alle problematiche di trasferimento relative alla rete delle emergenze-urgenze con la chiusura di Emodinamica.

Emodinamica chiude, pazienti bassomolisani a Campobasso. Probabilità di morire aumentano per chi ha un infarto

 

I temi cruciali della sanità bassomolisana, compromessa da una azione riorganizzativa che come effetto principale ha la soppressione dei servizi essenziali, sono stati affrontati ieri sera in una riunione fra i sindaci del Basso Molise e i comitati e le associazioni impegnati sul tema, in vista della Conferenza dei sindaci che ci sarà domani, 8 ottobre, con il commissario ad acta Donato Toma.

Una ventina i primi cittadini presenti tra il distretto di Termoli e quello di Larino. Grande malumore espresso praticamente all’unanimità per quanto scritto nel Pos. “Siamo tutti molto preoccupati” il commento dei sindaci che hanno valutato di sottoporre al Governatore la richiesta di rendere inefficace un piano che di fatto cancella mezzo ospedale di Termoli e certifica la morte di numerose unità operative. “Valuteremo se agire con un ricorso o meno qualora non si possa ottenere nulla sul punto politico” dichiara il sindaco di Larino Pino Puchetti, pur ammettendo che se passa la legge del Pos il ricorso non avrebbe efficacia.

Resettare la programmazione attuale e presentarne una nuova il prima possibile: a questo si aggiunge la richiesta di chiedere a Roma una deroga per il decreto Balduzzi che prevede un solo ospedale di primo livello e due ospedali periferici in Molise. Ma le speranze di ottenere una chance del genere sono ridotte al lumicino.

La situazione è drammatica perché inquadrata in un contesto di chiusura graduale di tutti i reparti, ad eccezione di quelli base, in un territorio popoloso nel quale, va ricordato, ci sono 3 aziende chimiche a rischio di incidente rilevante, la vicina autostrada e il 70% del turismo regionale che in estate si concentra sulla costa.

Pino Puchetti sindaco Larino

Preoccupazioni sono state espresse anche per quanto riguarda il taglio del pubblico a favore del privato. “In questo contesto – dice ancora Puchetti – si garantisce il privato che fa eccellenza, ma che non è interessato alla rete delle emergenze urgenze. Tutto questo mentre si taglia ulteriormente la sanità pubblica. Rivendichiamo il diritto ad avere un ospedale con un pronto soccorso di eccellenza e reparti adeguati ai livelli essenziali di assistenza, nonché la valorizzazione della medicina territoriale e degli ospedali di comunità, a cominciare dal Vietri di Larino”.